“Partire è¨ un po’ morire
rispetto a ciò che si ama
poichè lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E’ un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima. “
Ogni esistenza può assomigliare ad un viaggio più o meno lungo creando nell’intimo un vero e proprio bagaglio nel quale possiamo sempre riordinare fatti, circostanze, persone e cose in un delicato inventario dei nostri anni. Così ognuno di noi lascia nell’altrui vissuto la propria impronta, la propria immagine ed i propri sentimenti, permettendo così alla memoria di farci tornare indietro nel tempo, ritrovando il piacere di un già vissuto. L’ineluttabile dinamico destino umano ci fà avanzare nel tempo e l’oggi diviene frettolosamente l’ieri, in questa continua nuova dislocazione fisica o puramente interiore. In questa movimentata e a volte inconsapevole quotidianità impegniamo e scambiamo sentimenti, emozioni e quant’altro di umano è possibile lasciare a ciò e a chi si ama e se questo viaggio ci separa definitivamente da chi si ama, il dolore che si prova è definitivo e forte al punto da far anche morire parte di noi, della nostra anima. Ma come si dice la vita continua, ma mai più ritroveremo parte della nostra anima “seminata in quell’addio”.
Partire e dare l’addio a chi si ama è un pò morire.




