Abbiamo perso la primavera.

asciugarePremier super o inter pares? Questo è il dilemma, un pò sciocco, che il governo dovrà risolversi , altro dilemma culturale è quello che qualcuno già annuncia la sua volontà di far votare direttamente dal popolo il leader ovvero il presidente del consiglio. . . ma questa figura istituzionale non dover riferirsi al popolo bensì alle altre istituzioni, quindi questa proposta sa di strane adunanze da piazza Venezia ed è ben lontana dalla nostra cultura democratica quanto lontana dall’attuale Costituzione Repubblicana, già faticosamente redatta dai nostri padri fondatori con un mirabile equilibrio fra pesi e contrappesi istituzionali, comunque già compromessi per la continua inopportuna voglia di cambiamento sempre verso il peggio. Francamente comincio ad irritarmi per questo continuo carosello perpetuato da apparati vocali naturalmente impiantati, sin dalla nascita, su corpi di quel confuso popolo politico, parte del quale sembra non interessarsi alla nostra storia ed alla nostra cultura democratica, conquistata nel tempo con il sacrificio di molti nostri connazionali che non dovremmo mai far uscire dalla memoria. L’attuale maniera di far politica mi fa ricordare la figura del capo classe zelantemente impegnato a redigere gli elenchi di buoni e cattivi sulla grande lavagna a disposizione nell’aula. Così almeno sino ad ora s’è comportato gran parte del popolo della politica, di destra e di manca. Da non poco tempo siamo assaliti da lodi, scandali, gossip e da una caduta morale veramente senza precedenti, mentre per noi poveri mortali rimangono irrisolti gran parte dei problemi connessi alla famiglia, al lavoro, alla sicurezza, alla stabilità ed alle aziende. Oggi su molti media si filosofeggia sul gossip politico considerandolo fatto pubblico, politico, ma non rilevante politicamente. . . può darsi ma questo continuo chiacchiericcio, queste continue scoperte di onerose abitudini hard fanno pensare e temere che qualcuno di fatto è sin troppo distratto dalle proprie attività private, così molte riforme urgenti tardano ad essere esaminate e varate come quella della necessaria estensione della c.i.g. per non lasciare alcuna famiglia senza il minimo necessario reddito per il suo naturale bisogno di sostentamento. Oggi assistiamo ad una generosa produzione di notizie scritte in prime pagina di molti quotidiani con titoli sempre a caratteri cubitali in modo da non poter rischiare di passare inosservate nel loro scalettato e continuo attacco contro una continua varietà di personaggi. Un’accesa guerra a suon di parole, più o meno offensive, contro vari esponenti politici di ogni estrazione partitica, un toto accusa giornaliero, un eccessivo antagonismo che brucia del tempo da poter utilizzare in modo migliore come quello di varare azioni di contenimento degli effetti negativi della crisi nella reale quotidianità e nell’analisi delle troppe alternative che di fatto mancano nella nostra attuale società liberista. Chi vive nel disagio, continuerà ad essere sempre nel disagio, questa di fatto è la grande contraddizione dei nostri tempi, la moderna utopia che è il necessario carburante per spingere inutilmente i giovani ad assumere un portamento aggressivo e competitivo in un emisfero che tende a creare tante comunità frequentate da eremiti sociali. Mentre i ricchi e gli arricchiti non rischiano nulla in questo deserto umano, gli basta aprire un cassetto affondarne la mano per trarre fuori ciò che gli necessita per continuare a vivere divertiti nella loro lobby.
Da noi è stato impostato un particolare liberismo, che di fatto da noi crea continue diseguaglianze e sempre meno opportunità di farcela, come si dice correntemente, quando non si possiede il supporto di qualche amichevole indicazione, ovvero raccomandazione. In questo particolare periodo l’informazione assume un ruolo strategico per la democrazia a patto però che le notizie diffuse riportino fatti veri ed importanti per tutti, quindi sarebbe ora che si cessasse di scrivere per descrivere il colore delle mutande di tutti.
Nell’animo generale stanno sfumando quei sentimenti che la primavera di solito personifica come l’ottimismo e la serenità della ragione. Anche la natura, ormai con il quasi solo inverno ed estate, ci nasconde lo spettacolo di vedere, appunto in primavera, nuovi fiori germogliati nelle fessure delle case o negli spazi fra i sampietrini di qualche strada e l’assurdo di questo è che se perdurasse questo fantastico germoglio noi lo calpesteremmo distruggendolo sotto le scarpe e sotto le gomme delle macchine della nostra società da corsa fra soli. Forse cambierà qualcosa quando si comprenderà che la politica è un’attività molto importante per un popolo democratico, ma la si deve svolgere con i sentimenti e non con i risentimenti, sempre strillati ed usati come arma contundente contro la parte avversaria. Sarebbe ora che qualcuno si riprenda per dare modo alla politica di continuare ad essere da esempio e di essere ancora interessante e giustamente propositiva per una comunità positiva e democratica.

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