
Friend -
This evening, at 11:15 p.m., the House of Representatives voted to pass their health insurance reform bill. Despite countless attempts over nearly a century, no chamber of Congress has ever before passed comprehensive health reform. This is history.
But you and millions of your fellow Organizing for America supporters didn’t just witness history tonight — you helped make it. Each “yes” vote was a brave stand, backed up by countless hours of knocking on doors, outreach in town halls and town squares, millions of signatures, and hundreds of thousands of calls. You stood up. You spoke up. And you were heard.
So this is a night to celebrate — but not to rest. Those who voted for reform deserve our thanks, and the next phase of this fight has already begun.
The final Senate bill hasn’t even been released yet, but the insurance companies are already pressing hard for a filibuster to bury it. OFA has built a massive neighborhood-by-neighborhood operation to bring people’s voices to Congress, and tonight we saw the results. But the coming days will put our efforts to the ultimate test. Winning will require each of us to give everything we can, starting right now.
Please donate $5 or whatever you can afford so we can finish this fight.
Tonight’s vote brought every American closer to the secure, affordable care we need. But it was also a watershed moment in how change is made.
Even after last year’s election, many insider lobbyists and partisan operatives really thought that the old formula of scare tactics, D.C. back-scratching and special-interest money would still be enough to block any idea they didn’t like. Now, they’re desperate. Because, tonight, you made it crystal clear: the old rules are changing — and the people will not be ignored.
In the final phases of last year’s election, I often reminded folks, “Don’t think for a minute that power concedes without a fight,” and it’s especially true today. But that’s okay — we’re not afraid of a fight. And as you continue to prove, when all of us work together, we have what it takes to win.
Please donate to OFA’s campaign to win this fight and ensure that real health reform reaches my desk by the end of this year:
https://donate.barackobama.com/History
Let’s keep making history,
President Barack Obama
Amico -
Questa sera, alle 11:15, la Camera dei Rappresentanti ha votato per far passare il disegno di legge della riforma sanitaria. Nonostante innumerevoli tentativi nel corso di quasi un secolo, alcuna camera del Congresso ha mai superato la riforma della salute globale. Questa è storia.
Ma l’organizzazione di tutti i sostenitori dell’America, non solo stasera, ha contribuito a rendere
una grande testimonianza nella storia.. Ogni “sì” era un coraggioso avvicinarsi alla vittoria, sostenuta da innumerevoli ore passate a bussare alle porte vicine, alla raccolta di innumerevoli firme nelle aule e nelle piazze della città. Si alzò in piedi. Lei ha parlato sopra. Ed erano stati ascoltati.
Quindi questa è una notte per festeggiare – ma non per riposare. Quelli che hanno votato per la riforma meritano i nostri ringraziamenti, e la prossima fase di questa lotta è già cominciata.
Il disegno di legge del Senato finale non è stato nemmeno ancora rilasciato, ma le compagnie di assicurazione stanno già facendo pressione per una ostruzione per seppellirlo. OFA ha costruito un quartiere massiccia operazione di by-quartiere a portare la voce della gente al Congresso, e stasera abbiamo visto i risultati. Ma nei prossimi giorni ci impegneremo per l’ultima prova. Vincente sarà chiedere a ciascuno di noi a dare tutto il possibile, a partire da adesso.
Si prega di donare 5 dollari o qualsiasi altra cosa ci si può permettere in modo che possiamo finire questa lotta.
Voto di stasera ha portato ogni americano più vicino al sicuro, abbiamo bisogno di cure accessibili. Ma era anche un momento di svolta nel modo in cui il cambiamento è fatto.
Anche dopo le elezioni dello scorso anno, i lobbisti di informazioni privilegiate e di molti operatori partigiana davvero pensato che la vecchia formula di tattiche intimidatorie, DC back-graffi e speciale interesse denaro sarebbe ancora sufficiente a bloccare qualsiasi idea non gli piaceva. Ora, sono disperati. Perché, stasera, lo avete reso cristallino: le vecchie regole stanno cambiando – e il popolo non sarà ignorato.
Nelle fasi finali delle elezioni dello scorso anno, ho spesso ricordato la gente: “Non pensare neanche per un minuto che concede il potere senza combattere”, ed è particolarmente vero oggi. Ma va bene – non abbiamo paura di una lotta. E come si continua a provare, quando tutti noi lavorare insieme, abbiamo quello che ci vuole per vincere.
Si prega di donare alla campagna OFA di vincere questa lotta e far sì che una vera riforma sanitaria raggiunge mia scrivania entro la fine di quest’anno:
https: / / donate.barackobama.com / Storia
Let’s keep making history,
Presidente Barack Obama
Pubblicato da 45credocosi
Friend -
Pubblicato da 45credocosi
Premier super o inter pares? Questo è il dilemma, un pò sciocco, che il governo dovrà risolversi , altro dilemma culturale è quello che qualcuno già annuncia la sua volontà di far votare direttamente dal popolo il leader ovvero il presidente del consiglio. . . ma questa figura istituzionale non dover riferirsi al popolo bensì alle altre istituzioni, quindi questa proposta sa di strane adunanze da piazza Venezia ed è ben lontana dalla nostra cultura democratica quanto lontana dall’attuale Costituzione Repubblicana, già faticosamente redatta dai nostri padri fondatori con un mirabile equilibrio fra pesi e contrappesi istituzionali, comunque già compromessi per la continua inopportuna voglia di cambiamento sempre verso il peggio. Francamente comincio ad irritarmi per questo continuo carosello perpetuato da apparati vocali naturalmente impiantati, sin dalla nascita, su corpi di quel confuso popolo politico, parte del quale sembra non interessarsi alla nostra storia ed alla nostra cultura democratica, conquistata nel tempo con il sacrificio di molti nostri connazionali che non dovremmo mai far uscire dalla memoria. L’attuale maniera di far politica mi fa ricordare la figura del capo classe zelantemente impegnato a redigere gli elenchi di buoni e cattivi sulla grande lavagna a disposizione nell’aula. Così almeno sino ad ora s’è comportato gran parte del popolo della politica, di destra e di manca. Da non poco tempo siamo assaliti da lodi, scandali, gossip e da una caduta morale veramente senza precedenti, mentre per noi poveri mortali rimangono irrisolti gran parte dei problemi connessi alla famiglia, al lavoro, alla sicurezza, alla stabilità ed alle aziende. Oggi su molti media si filosofeggia sul gossip politico considerandolo fatto pubblico, politico, ma non rilevante politicamente. . . può darsi ma questo continuo chiacchiericcio, queste continue scoperte di onerose abitudini hard fanno pensare e temere che qualcuno di fatto è sin troppo distratto dalle proprie attività private, così molte riforme urgenti tardano ad essere esaminate e varate come quella della necessaria estensione della c.i.g. per non lasciare alcuna famiglia senza il minimo necessario reddito per il suo naturale bisogno di sostentamento. Oggi assistiamo ad una generosa produzione di notizie scritte in prime pagina di molti quotidiani con titoli sempre a caratteri cubitali in modo da non poter rischiare di passare inosservate nel loro scalettato e continuo attacco contro una continua varietà di personaggi. Un’accesa guerra a suon di parole, più o meno offensive, contro vari esponenti politici di ogni estrazione partitica, un toto accusa giornaliero, un eccessivo antagonismo che brucia del tempo da poter utilizzare in modo migliore come quello di varare azioni di contenimento degli effetti negativi della crisi nella reale quotidianità e nell’analisi delle troppe alternative che di fatto mancano nella nostra attuale società liberista. Chi vive nel disagio, continuerà ad essere sempre nel disagio, questa di fatto è la grande contraddizione dei nostri tempi, la moderna utopia che è il necessario carburante per spingere inutilmente i giovani ad assumere un portamento aggressivo e competitivo in un emisfero che tende a creare tante comunità frequentate da eremiti sociali. Mentre i ricchi e gli arricchiti non rischiano nulla in questo deserto umano, gli basta aprire un cassetto affondarne la mano per trarre fuori ciò che gli necessita per continuare a vivere divertiti nella loro lobby.
Pubblicato da 45credocosi 
Alla luce di quanto si vede in giro e consapevoli delle dichiarate debolezze personali dichiarate da qualcuno, viene il sospetto che il famoso biologo, geologo e botanico Charles Darwin non ci riferito tutto sui futuri effetti causati dall’irrefrenabile evoluzione delle specie animali, vegetali e naturalmente umane. Mutazioni che nel tempo, per cause congenite ed ereditarie – casuali – ambientali ed alimentari, causano delle modificazioni morfologiche, di stato di essere e di tutti quei caratteri fisici e psichici che riguardano la sfera di genere.
L’altro giorno con un po’ di sorpresa ho risposto al telefono ed ho riconosciuto la voce, un po’ stridente e nervosa, della mia più cara conoscente. Una signora di mezz’età così magra da riuscire quasi a contarle tutte le ossa del suo corpo, sino a qualche anno fa aveva un fisico normale, nella norma ed il suo viso non mostrava sotto gli zigomi gli incavi di due guance consumate nell’aver dovuto improvvisamente affrontare l’aggressione del più temibile male del secolo, per fortuna superato con la sofferenza di un vasto intervento chirurgico. E’ una persona sola, divorziata con un figlio grande che, come accade di norma, non le risparmia nemmeno la piccola fatica di stirargli una camicia, questo non per cattiveria, ma per la tipica apatia caratteristica presente in quasi tutti i figli. Malgrado la sua storia, che mi ha voluto raccontare a spizzichi e bocconi durante i suoi rari momenti di tristezza, è una persona allegra, spiritosa e di grande compagnia come poche persone riescono naturalmente ad essere. Così quel giorno mi aveva chiamato per chiedermi se avessi la possibilità e la voglia di accompagnarla a fare qualche commissione giù in città, tanto per fare due chiacchiere e per potermi chiedere qualche consiglio sul suo lavoro. Ok acconsenti, così mi precipitai a prepararmi e velocemente scivolai con la macchina sino al portone di casa sua, dove mi stava aspettando. Dopo un affettuoso bacetto di saluto ci siamo diretti verso la periferia, dovevamo raggiungere uno dei più vecchi quartieri sorto come piccola borgata nella più remota cintura urbana. Questa per un buon numero di anni fu la povera residenza di molti meridionali, sfuggiti alla povertà dei loro territori per cercare lavoro in una città in espansione. Dopo una quarantina di minuti già circolavamo nelle strette vie della periferia bordate da vecchie abitazioni costruite artigianalmente e molte delle quali per la loro incompletezza, facevano pensare ad un progetto sospeso per mancanza di denaro. Queste fronteggiano un lungo filare di immensi palazzi tutti uguali, che svettavano per otto piani verso il cielo, per fortuna azzurro, limpido e trasparente. Finalmente arrivammo nel posto dove doveva giungere la mia conoscente, mi fermai lei scese ed io, appoggiato alla macchina, mi misi in attesa del suo ritorno. Certo da quella posizione tutto mi sembrava più degradato, marginale con i suoi passanti fra zingari, immigrati meridionali, comunitari ed extra-comunitari, una esigua folla che si muoveva sui marciapiedi e nei bar affollati di quel quartiere. Non apparivano ben vestiti, però buona parte delle ragazze e delle poche signore esibivano un abbigliamento che faceva risaltare la floridezza del loro profilo femminile ostentando il loro perfetto lato B con un lieve ancheggiamento, passo dopo passo. Anche qui la naturale ambizione femminile riusciva a donare a queste donne l’illusione di aver realizzato la loro bellezza secondo gli attuali canoni (al riguardo) imposti dall’imponente pubblicità mediatica che suggerisce l’acquisto e l’uso dei più strani attrezzi ginnici in grado, secondo le loro promesse, di rassodare le loro forme ed in particolare il tanto considerato ingombro posteriore. Anche a queste persone, a cui la crisi ha rubato i sogni di una vita serena ed economicamente tranquilla, il forte implicito messaggio di dover assomigliare per forza a quei modelli di donna esposti nello spettacolo, nella moda e nel gossip per essere bellissime nella vana speranza di assurgere ad un successo d’immagine ed economico.
Un modo moderno, una deludente ed illusoria scorciatoia per avere la speranza di frequentare feste, personaggi importanti e reality per raggiungere ad ogni costo una situazione privilegiata, ignorando però che una certa parte di società è generosa solo a parole, ma non disdegna di prendere ciò che di bello hanno gli altri a solo uso e consumo proprio, dopo di che il sogno e le speranze, trascorso un certo tempo, svaniscono come tante bolle di sapone.
Tremonti non ha fatto in tempo a chiudere la bocca nell’asserire i vantaggi del lavoro fisso, che ecco apparire due falchi della politica che si affrettano a smentire le convinzioni, appena riferite, dal loro collega economista. Il primo con la sua solita espressione da eterno contraddittore afferma che il lavoro fisso è una reliqua sociale di un secolo fa, il secondo a parlare invece suggerisce che è meglio avere la formazione che un lavoro fisso. A questo punto mi sarei anche aspettato una riflessione dal mondo sindacale. . . . nulla. Francamente non riesco a capire in quale epoca e in quale mondo crede di vivere il primo contraddittore di Tremonti, forse è convinto che tutti noi siamo cittadini di un’epoca e di un mondo dove tutto è gratis quindi nulla cambia se si lavora o meno. Il secondo invece è convinto che la formazione possa essere utile al nostro nutrimento. . . . un tempo c’era chi affermava che mangiava pane e cicoria, ora ci alimenteremo con pane e formazione. Questi ci trattano come ragazzini, pensano che la gente non sia in grado di migliorare le proprie condizioni autonomamente, migliorando le proprie conoscenze professionale per quindi migliorare le proprie competenze lavorative che permettono al lavoratore di poter migliorare la qualità della propria attività e del proprio reddito ed infine di riuscire a programmare e provvedere alle necessità della propria famiglia proprio grazie ad un lavoro non flessibile, non a tempo.



