“MALATTIE RARE: IL GRANDE INGANNO”

Novembre 17, 2009

Malattie Rare e Disabilità
“Siamo Rari … ma Tanti”

OTTAVA GIORNATA DEL DIRITTO COSTITUZIONALE ALLA SALUTE

1999-2009 IL GRANDE INGANNO

Venerdi 4 Dicembre 2009, ore 8.30 – 16.00
CAMERA DEI DEPUTATI
Palazzo Marini – Sala delle Conferenze

PROGRAMMA PROVVISORIO AL 14 NOVEMBRE

Dal 1999 al 2009 sono passati 10 anni e le Malattie Rare sono ancora una delle questioni irrisolte del nostro Paese.

Sono passati 10 anni con 5 Governi, 8 Ministri, 20 Sottosegretari, 2 Vicemistri, 18 Progetti di Legge alla Camera, 18 Disegni di Legge al Senato.

Ma i malati e loro famiglie non hanno, ancora nel 2009, risposte concrete.

La legge in cui tutti speravano non c’è,il Piano nazionale non c’è,i nuovi Lea non ci sono , ci sorge un dubbio “ Siamo Rari ma Tanti ma quanti ? “

Oggi esistono 70.000 schede censite di malati rari mentre, da anni, le stime ci parlavano di circa 2.000.000 di malati di patologie definite rare nel nostro Paese, allora è vero che i conti ancora non tornano. Per varare un piano Nazionale c’è bisogno di certezza sui numeri, sovrastimare o sottostimare rende impossibile capire il problema e stanziare sufficienti risorse economiche per affrontarlo.

Decine e decine le denunce che arrivano all’Osservatorio dell’associazione Giuseppe Dossetti dedicato ai malati rari “Officina Malattie Rare” per i farmaci che non ci sono, per i farmaci che ci sono ma che il SSN non passa, per le malattie rare non ancora riconosciute dallo Stato, per la legge 104 non concessa. Ecc. ecc. E, tra le domande più frequenti, “Dove finiscono i fondi stanziati per le malattie rare?”, questa è la domanda che quotidianamente ci viene rivolta da chi, oltre alla malattia oggi, per via della recessione, vede svanire le possibilità di cura perché ogni giorno è più povero. Questa è la domanda che i malati rari si pongono al risveglio ogni mattina perché risposte ancora non ne vedono.

Chiederemo conto di questo ufficialmente agli organi preposti, non solo per trasparenza amministrativa ma per rispetto dei malati. L’impegno dell’Associazione continua, i progetti e i disegni di legge che portano il nome dell’associazione Dossetti sono stati tanti in questi 10 anni.

L’ottavo convegno per le malattie rare del prossimo 4 dicembre è l’ennesimo che l’Associazione dedica ai Malati Rari per continuare a dare voce a chi da anni voce non ha più. Perché, come diceva Don Dossetti ‘non si superi l’insuperabile’ e l’insuperabile è il baratro tra malato e Istituzioni.

Al convegno parteciperanno esponenti di spicco delle Istituzioni, della Ricerca, del mondo Farmaceutico e delle Associazioni per dare informazioni sui progressi compiuti in questo decennio ma, soprattutto, per mettere a fuoco i passi che ancora sono ancora da fare.

Chi desidera partecipare a questo convegno, può aderire nel sito della Dossetti compilando la relativa scheda, dopo aver cliccato su “Malattie Rare: Il Grande Inganno”.

http://www.dossetti.it/

oppure telefonando all’Associazione Dossetti, riferendo sul comunicato della nostra associazione “Sos Linfedema”

telefono: 06.3389120 fax: 06.30603259


Il Ministero della Salute affronti i problemi dei cittadini

Novembre 16, 2009

Comunicato Stampa n° 47/2009
Roma, 16 novembre 2009

IL NEO COSTITUITO MINISTERO DELLA SALUTE
AFFRONTI CON URGENZA I PROBLEMI DEI CITTADINI

In seguito alla recente decisione del Governo di ripristinare il Ministero della Salute, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’ Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) Corrado Stillo ha dichiarato:
“Avevamo da tempo chiesto il ripristino del Ministero della Salute e non possiamo che giudicare positivamente la decisione del Governo di procedere in tal senso.
Occorre, però, avviare con urgenza le misure attese dai cittadini italiani: lotta agli sprechi, nuovo impulso alla ricerca, uniformità degli standard in tutte le Regioni, conclusione rapida di iter legislativi su leggi importanti, quali quella sulle cure palliative e quella sulle malattie rare.

Soltanto un organo di politica sanitaria, espressione dell’Esecutivo, può assumersi il compito di propulsione dell’iniziativa in questo campo dove si scontano, sulla pelle dei cittadini italiani, ritardi e manchevolezze sotto gli occhi di tutti.
A trent’anni dalla nascita del Servizio Sanitario Nazionale, quando altri Paesi come gli USA si ispirano al modello italiano, crediamo giunto il momento di dare nuova linfa al Diritto alla Salute, non come percorso da sforbiciare con le riduzioni di politica economica, bensì come necessità di investire  e produrre benessere.
Ci auguriamo che il nuovo Ministero tenga conto, per una volta, del vero interesse dei cittadini”.
Contatto per i giornalisti:
Corrado Stillo Cell. 340 2191692 Tel.06 3389120
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Associazione Culturale Nazionale ONLUS “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”
Presidente Prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli
Presidente Vicario Dr. Mario Occhipinti
Segretario Nazionale Claudio Giustozzi
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Alcuni Centri di Cura per il Linfedema.

Novembre 14, 2009

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Per rispondere alla frequente domanda del tipo “Potreste indicare dei centri validi per la cura del Linfedema”, il Presidente della Libera Associazione “Sos Linfedema”, ha voluto ricordare quanto segue:

Nel tentativo di razionalizzare i livelli assistenziali nei confronti di tale patologia è stata costituita presso il Ministero della Salute nel 2007 una apposita commissione che si è occupata di redigere delle linee guida in materia; le stesse, al vaglio finale per l’ufficializzazione, prevedono un riconoscimento certo della patologia (sia nelle forme primarie che secondarie), clinico e strumentale (esame linfoscintigrafico) e differenti livelli di assistenza (ambulatorio, ex art.26, day Hospital o degenza ordinaria) in funzione del grado di compromissione anatomica e funzionale del singolo caso clinico. Oltre al diritto al trattamento in Centri accreditati diffusi sul territorio, le linee guida prevedono anche la fornitura degli indumenti elastici definitivi, al termine del ciclo terapeutico.
Tra i Centri di sicuro riferimento sul territorio nazionale sembra opportuno ricordare i seguenti (senza nulla togliere ai tanti che, non ancora ben conosciuti, sicuramente svolgono un adeguato lavoro di assistenza) :

Ospedale San Giovanni Battista del Sovrano Militare Ordine dei cavalieri di Malta, via Luigi Ercole Morselli 13 (Roma). Tel.06.655961. centro unico prenotazioni 0665596265

Ospedale San Martino U.O. Chirurgia linfatica e microchirurgia (Genova).

Tel.010.35338101.
Casa di Cura Stella Maris – San Benedetto del Tronto (AP)

U.O. Angiologia – ASL Mengoli – Bologna

Polimedica San Lanfranco (Pavia), via Isonzo 10/a, 27100 Pavia – tel 0382.529962

Istituto Fisiokinesiterapico di Casteggio (PV) – via Console Flaminio, 18- 27045 Casteggio (PV)

Ospedale Le Torrette di Ancona – U.O. Riabilitazione

Ospedale S. Anna – Ferrara – U.O. Riabilitazione

U.O. Oncologia Servizio di Riabilitazione – Istituto Dermopatico dell’Immacolata – Roma
Ospedale civile di Venafro – U.O. Riabilitazione (Isernia)

Centri per la Riabilitazione Serapide – Napoli (ex art.26)

Università degli studi di Ferrara – U.O. Chirurgia

Centro per la riabilitazione CAR – Roma (ex Art.26)

Università degli studi di Perugia – U.O. Flebolinfologia

Istituto Tumori di Milano – Unità operativa di Riabilitazione e cure palliative
Istituto Europeo Oncologico – Milano – Unità di riabilitazione

Unità operativa di riabilitazione Campus Biomedico – Roma

ASL Terni – U.O. Angiologia
CE.RI.ON. – CSPO Istituto di Prevenzione Oncologica – Firenze

Centro per la riabilitazione Vaclav Vojta – Roma (ex art.26)

Ospedale civile di Ovada (CN)

Sette – Centro di Riabilitazione – Acireale (CT)

Ospedale civile di Latina – U.O. Riabilitazione

Clinica Fornaca, Corso Vittorio Emanuele II, 91 (Torino). Tel: 011.5574111 – fax: 011.5574380

E-mail:info@clinicafornaca.it


Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell’AORN “San Sebastiano” di Caserta.


Com.Stampa: Influenza A H1N1 si aprano gli ambulatori nei weekend

Novembre 7, 2009

A62LGE2CAWB7611CA5P1G5OCAUJ74HJCAVH0GQOCA9SLG6WCA11GOFZCAMVJSJCCA1RO8QOCAMK3CBICA4HN6OBCALQJ7MMCAILZJCWCAL9815OCADW59ORCAYNI28XCA357CU8CASC648VCA8N2IHMComunicato Stampa n ° 45/2009
Roma, 7 novembre 2009

Emergenza influenzale:
si aprano gli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri il sabato e la domenica

In seguito al dilagare dell’influenza A H1N1 nel nostro Paese, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti : i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) Corrado Stillo ha dichiarato:
“Di fronte all’emergenza influenzale di questo periodo, ogni misura rivolta alla cura ed alla diagnosi dei pazienti, soprattutto bambini e giovani, deve essere attuata e messa immediatamente in esecuzione. A Roma in alcune Asl sono stati bloccati ferie e congedi del personale medico e paramedico, ma ciò non basta ad evitare le lunghissime file d’attesa che si registrano nei vari pronto soccorsi della città.
Dato il periodo eccezionale, chiediamo alle autorità regionali di predisporre adeguate misure finanziarie per permettere agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri di base di garantire l’apertura anche il sabato e la domenica, evitando così affollamenti non più gestibili al Pronto Soccorso.
Mentre i cittadini sono disorientati sull’opportunità di fare o meno il vaccino, chiediamo con urgenza  di preordinare le informazioni agli utenti in maniera corretta , evitando allarmismi ingiustificati o sottovalutazioni non reali.”
Contatto per i giornalisti:
Corrado Stillo Cell. 340 2191692 Tel. 06 3389120
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Associazione Culturale Nazionale ONLUS “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”
Presidente Prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli
Presidente Vicario Dr. Mario Occhipinti
Segretario Nazionale Claudio Giustozzi

Sede Nazionale: Via Giulio Salvadori, 14/16 – 00135 Roma  Tel. 06 3389120 – Fax. 06 30603259 – e-mail: segreteria@dossetti.it – http://www.dossetti.it
Sede Lombardia: Corso Sempione, 83 – 20149 Milano – E-mail: sedemilano@dossetti.it
Sede Sicilia: Viale Leonardo da Vinci, 17 – 90145 Palermo Tel .091 6827531 – E-mail: sedesicilia@dossetti.it
L’Associazione culturale ONLUS”Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” utilizza la posta elettronica per diffondere informazioni sulla propria attività e di cultura politica in generale, in attuazione dell’art. 21 della Costituzione che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.


Finalmente un po’ di chiarezza in più sul Vaccino contro la Pandemia del virus A H1N1

Novembre 7, 2009

sirUna premessa importante è quella di dichiarare che non sono un medico, un clinico, un virologo, non posseggo alcuna conoscenza in ambito medico. . . sono solo una comune persona che ha cercato informazioni più chiare ed ordinate circa la recente pandemia causata dal virus A H1N1 e queste le ho apprese in specifiche comunicazioni, con la presenza di specialisti come, per esempio, il professore Aiuti e questa mattina una nota emittente privata, nel suo quotidiano programma d’informazione e di approfondimento con ospiti, ha affrontato il problema del nuovo vaccino preparato e in via di diffusione per contrastare la nuova pandemia da virus A H1N1.
Lo scopo di questa trasmissione è stata quella di capire se i molti dubbi sulla vera efficacia e sul presunto timore di gravi effetti collaterali attribuiti a questo preparato siano veri e fondati. Insomma è stato scoperchiato il mondo della paura venutosi a creare per le troppe diverse versioni diffuse da più fonti di comunicazioni, in maniera incerta, incompleta, un po’ schizofrenica e non sempre scientificamente conforme.
Ogni pandemia costituisce un evento eccezionale ed altrettanto eccezionale ne è la risposta sanitaria, che deve preoccuparsi di rendere meno diffusibile il contagio ed inoltre deve intervenire per proteggere la popolazione dagli effetti negativi, se non estremi, di questo fenomeno virale.
Tutti i vaccini, anche quello più semplice, può generare effetti collaterali come per esempio i più comuni sono i soliti pruriti ed arrossamenti delimitati nella zona circostante alla zona dove è stato introdotto il prodotto. Rarissimi sono i casi in cui si possono patire effetti collaterali più consistenti e a vigilare su queste remote possibilità c’è la continua sorveglianza del ministero della salute Pubblica, che tramite le Asl monitorizza tutte le comunicazioni al riguardo.
Comunque il vaccino in parola è stato sottoposto a severi controlli e test, che né hanno autorizzato l’uso e per qualsiasi dubbio o chiarimento è stato suggerito di chiamare il numero verde “1500” ove a richiesta si può interloquire con un medico, per soddisfare e chiarire ogni dubbio ed opportunità.
Qualcuno fra gli ospiti della trasmissione ha allora ricordato che questo prodotto contiene come adiuvante lo “Squalene”, che in passato dovrebbe aver prodotto effetti collaterali non piacevoli ( a questo proposito in qualche blog del web si afferma che avrebbe presumibilmente procurato artrite ed altro ). A questa nota però, giustamente, un noto clinico presente al dibattito, del quale purtroppo non né ricordo il nome, ha chiaramente affermato di non temere per questo perché ogni elemento presente nel predetto vaccino è stato accuratamente calibrato, testato ed adattato all’uso per il quale è destinato senza alcuno spazio a rischi di sorta, pertanto ogni effetto collaterale è determinato da cause coincidentali e queste sono veramente rarissime, come è stato riportato poc’anzi da tutti i clinici e ricercatori presenti.
A questo punto la signora Livia Turco (precedente ministro della salute), il professore Aiuti insieme al clinico, del quale – come ho affermato poc’anzi – non ricordo il nome, hanno raccomandato di avere completa FIDUCIA nelle indicazioni del MINISTERO DELLA SALUTE per la sua indubbia competenza e specificità e per la seria assunzione di responsabilità a questo riguardo.
Dunque tutte le persone che rientrano nelle categorie a rischio debbono senz’altro sottoporsi alla Vaccinazione.
Come è molto importante che i genitori di bambini sotto i sei mesi di vita si sottopongano anch’essi alla vaccinazione contro il virus A H1N1 per ridurre le probabilità di contagio alla loro creatura, che data la piccola età non possono essere vaccinati.
Se non ho dimenticato nulla si può concludere che è un diritto/dovere sociale vaccinarsi, secondo le giuste indicazioni, per arginare la pandemia, che ci aggredisce.

Certo in questo contesto quello che sembra essere mancato è il coinvolgimento di tutti i medici di famiglia, che sono poi quelle persone più vicine alla popolazione.
Altre incertezze sono state purtroppo rilevare sulla qualità dell’organizzazione del piano distributivo dei vaccini e nell’informativa che non è stata chiara ad indicare a chi rivolgersi per sottoporsi alla vaccinazione.

Pensate che mentre mi sto accingendo a chiudere questo post, in una piccola emittente televisiva una signora sta snocciolando una sequela di eccezioni, fra le quali l’ingente businnes, sul vaccino in questione e qui purtroppo si rileva la grande crisi di fiducia indotta da un irrefrenabile chiacchiericcio privo di fondamenti scientifici e dalla quasi quotidiana battaglia strillata etico/politico/finanziaria. con annessi scandali e notizie gossippare.

Io seguirò le indicazioni delle nostre Istituzioni politiche e scientifiche. . . . non ho dubbi in merito.


LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO: UNA GUERRA ICONOCLASTA LONTANA DALLA GENTE.

Novembre 5, 2009

Comunicato n ° 43/2009
Roma, 5 novembre 2009

LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO: UNA GUERRA ICONOCLASTA LONTANA DALLA GENTE

imagesCAEXCE4PIn merito alla recente sentenza della Corte Europea di  Strasburgo che considera il crocifisso nelle aule una violazione alla libertà di religione degli alunni, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” (www.dossetti.it) Corrado Stillo ha dichiarato:

“Per miliardi di uomini il Crocifisso rappresenta più di un simbolo religioso che nulla, ma proprio nulla , toglie agli appartenenti alle altre religioni o a coloro che non aderiscono ad alcuna fede.

Nelle corsie degli ospedali, nelle carceri, nei luoghi di dolore il crocifisso è, per credenti e non credenti, simbolo di liberazione e di consolazione.

In un momento in cui le giovani generazioni non hanno più punti di riferimento ideali se non droga ed alcool in continuo aumento, una Croce di legno appesa in un’aula indica una millenaria civiltà, simbolo di solidarietà, accoglienza, tolleranza.

La Corte Europea di Strasburgo, espressione di quella elitè radical – shic sensibile soltanto agli aspetti economico-finanziari, è quanto mai lontana dal sentire dei popoli e dagli umori dell’uomo comune , avendo l’obiettivo di appiattire tutto in vista dell’ unico bene supremo:il mercato”

Contatto per i giornalisti:
Corrado Stillo Cell. 340 2191692 Tel. 06 3389120

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Intervento di Mons. Gianfranco Bottoni a nome dell’arcivescovo della Diocesi di Milano

La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato. Rispetto a questo interrogativo mai, finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro paese, ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. Non è per me facile prendere la parola e dare voce al sentimento di chi nella propria coscienza intende coniugare fede e impegno civile. Preferirei tacere, ma è l’evangelo che chiede di vigilare e di non perdere la speranza.
È giusto riconoscere che la nostra carenza del senso delle istituzioni pubbliche e della loro etica viene da lontano. Affonda le sue radici nella storia di un’Italia frammentata tra signorie e dominazioni, divisa tra guelfi e ghibellini. In essa tentativi di riforma spirituale non hanno potuto imprimere, come invece in altri paesi europei, un alto senso dello stato e della moralità pubblica. Infine, in questi ultimi 150 anni di storia della sua unità, l’Italia si è sempre ritrovata con la “questione democratica” aperta e irrisolta, anche se solo con il fascismo l’involuzione giunse alla morte della democrazia. La Liberazione e l’avvento della Costituzione repubblicana hanno invece fatto rinascere un’Italia democratica, che, per quanto segnata dal noto limite politico di una “democrazia bloccata” (come fu definito), è stata comunque democrazia a sovranità popolare.
La caduta del muro di Berlino aveva creato condizioni favorevoli per superare questo limite posto alla nostra sovranità popolare fin dai tempi di “Yalta”. Infatti la normale fisiologia di una libera democrazia comporta la reale possibilità di alternanze politiche nel governo della cosa pubblica. Ma proprio questo risulta sgradito a poteri che, già prima e ancora oggi, sottopongono a continui contraccolpi le istituzioni democratiche. L’elenco dei fatti che l’attestano sarebbe lungo ma è noto. Tutti comunque riconosciamo che ad indebolire la tenuta democratica del paese possono, ad esempio, contribuire:  campagne di discredito della cultura politica dei partiti; illecite operazioni dei poteri occulti; monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale; mancanza di rigorose norme per sancire incompatibilità e regolare i cosiddetti conflitti di interesse; alleanze segrete con le potenti mafie in cambio della loro sempre più capillare e garantita penetrazione economica e sociale; mito della governabilità a scapito della funzione parlamentare della rappresentanza; progressiva riduzione dello stato di diritto a favore dello stato padrone a conduzione tendenzialmente personale; sconfinamenti di potere dalle proprie competenze da parte di organi statali e conseguenti scontri tra istituzioni; tentativi di imbavagliare la giustizia e di piegarla a interessi privati; devastazione del costume sociale e dell’etica pubblica attraverso corruzioni, legittimazioni dell’illecito, spettacolari esibizioni della trasgressione quale liberatoria opportunità per tutti di dare stura ai più diversi appetiti…
Di questo degrado che indebolisce la democrazia dobbiamo sentirci tutti corresponsabili; nessuno è esente da colpe, neppure le istituzioni religiose. Differente invece resta la valutazione politica se oggi in Italia possiamo ancora, o non più, dire di essere in una reale democrazia. È una valutazione che non compete a questo mio intervento, che intende restare estraneo alla dialettica delle parti e delle opinioni. Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.
Fascismo di ieri e populismo di oggi sono fenomeni storicamente differenti, ma hanno in comune la necessità di disfarsi di tutto ciò che è democratico, ritenuto ingombro inutile e avverso. Allo scopo può persino servire la ridicola volgarità dell’ignoranza o della malafede di chi pensa di liquidare come “comunista” o “cattocomunista” ogni forma di difesa dei principi e delle regole della democrazia, ogni denuncia dei soprusi che sono sotto gli occhi di chiunque non sia affetto da miopia e che, non a caso, preoccupano la stampa democratica mondiale.
Il senso della realtà deve però condurci a prendere atto che non serve restare ancorati ad atteggiamenti nostalgici e recriminatori, ignorando i cambiamenti irreversibili avvenuti negli ultimi decenni. Servono invece proposte positivamente innovative e democraticamente qualificate, capaci di rispondere ai reali problemi, alle giuste attese della gente e, negli attuali tempi di crisi, ai sempre più gravi e urgenti bisogni del paese. Perché finisca la deriva dell’antipolitica e della sua abile strumentalizzazione è necessaria una politica nuova e intelligente.
Ci attendiamo non una politica che dica “cose nuove ma non giuste”, secondo la prassi oggi dominante. Neppure ci può bastare la retorica petulante che ripete “cose giuste ma non nuove”. È invece indispensabile che “giusto e nuovo” stiano insieme. Urge perciò progettualità politica, capacità di dire parole e realizzare fatti che sappiano coniugare novità e rettitudine, etica e cultura, unità nazionale e pluralismi, ecc. nel costruire libertà e democrazia, giustizia e pace.
Solo così, nella vita civile, può rinascere la speranza. Certamente la speranza cristiana guarda oltre le contingenza della città terrena. E desidero dirlo proprio pensando ai morti che ricordiamo in questi giorni. La fede ne attende la risurrezione dei corpi alla pienezza della vita e dello shalom biblico. Ma questa grande attesa alimenta anche la speranza umana per l’oggi della storia e per il suo prossimo futuro. Pertanto, perché questa speranza resti accesa, vorrei che idealmente qui, dal Campo della Gloria, si levasse come un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà.
Vorrei che l’appello si rivolgesse in particolare a coloro che, nell’una e nell’altra parte dei diversi e opposti schieramenti politici, dentro la maggioranza e l’opposizione, si richiamano ai principi della libertà e della democrazia e non hanno del tutto perso il senso delle istituzioni e dell’etica pubblica. A voi diciamo che dinanzi alla storia – e, per chi crede, dinanzi a Dio – avete la responsabilità di fermare l’eutanasia della Repubblica democratica. L’appello è invito a dialogare al di là della dialettica e conflittualità politica, a unirvi nel difendere e rilanciare la democrazia nei suoi fondamenti costituzionali. Non è tempo di contrapposizioni propagandistiche, né di beghe di basso profilo.
L’attuale emergenza e la memoria di chi ha combattuto per la Liberazione vi chiedono di cercare politicamente insieme come uscire, prima che sia troppo tardi, dal rischio di una possibile deriva delle istituzioni repubblicane. Prima delle giuste e necessarie battaglie politiche, ci sta a cuore la salute costituzionale della Repubblica, il bene supremo di un’Italia unitaria e pluralista, che insieme vogliamo “libera e democratica”.

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Noi Siamo Chiesa sulla sentenza della Corte europea di Strasburgo

NOI SIAMO CHIESA
Via N.Benino 3 00122 Roma
Via Bagutta 12  20122 Milano
Tel. .3331309765
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COMUNICATO STAMPA 
La fede la si vive nelle coscienze e la si pratica nelle opere. I simboli, come il crocefisso, servono agli atei devoti e ai fondamentalisti che hanno nostalgia della società cristiana, non ai credenti nell’Evangelo
Il portavoce nazionale di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Anche sulla questione del crocefisso nelle scuole e negli edifici pubblici esiste una chiara differenza di posizioni all’interno della Chiesa cattolica, anche se i punti di vista diversi da quelli ufficiali fanno fatica a farsi conoscere.
Di fronte alla secolarizzazione e ai problemi pastorali che essa pone a chi vuole proporre il Vangelo all’uomo di oggi, l’atteggiamento di troppe strutture ecclesiastiche è quello di scegliere una scorciatoia; essa consiste in “campagne” per la difesa di simboli, per cercare di ottenere strumenti legislativi a favore delle proprie posizioni o delle proprie strutture, per ottenere un’affermazione formale e pubblica delle tradizioni e delle radici cristiane dell’Europa, per difendere ogni privilegio concordatario dove esiste e per ricercarlo nelle situazioni nuove (paesi dell’Est). Non ci si rassegna al superamento di una cultura della cristianità. L’ostilità alla sentenza della Corte di Strasburgo è la conseguenza di questo atteggiamento generale.
Ma esiste un altro punto di vista. Esso, di fronte alla necessità  di una nuova e credibile evangelizzazione, pensa che si debba puntare soprattutto alla crescita della vita di fede nella coscienza dei credenti e nella vita delle comunità cristiane e alle “opere” di cui parla il Vangelo. Esse consistono oggi nell’impegno per il cambiamento, nella vita democratica, nei rapporti sociali, nei rapporti tra Nord e Sud del mondo e nella pace fondata sulla giustizia e il disarmo. Così il Vangelo può diventare più credibile agli occhi dell’uomo di buona volontà e in ricerca, usando povertà di mezzi materiali (Matteo 10,9).   Questa posizione si richiama al Concilio Vaticano II ed al suo spirito, è proiettata in una prospettiva ecumenica, crede nella fratellanza tra tutte le religioni, senza alcuna bandiera o simbolo, per affrontare i problemi dell’umanità all’inizio del terzo millennio.
Perché non avere un atteggiamento positivo nei confronti della domanda di laicità e di parità del ruolo di ogni religione? Perché non prendere atto che la storia dell’Europa è stata molto segnata dal cristianesimo, con grandi luci e con grandi ombre, ma anche da altre culture (per esempio l’illuminismo, il liberalismo, il socialismo…) ? E’ una questione di onestà intellettuale, non ci sono primi della classe.
Il crocefisso è un simbolo religioso, su cui meditare nel raccoglimento della propria preghiera personale e comunitaria. Come simbolo (improprio) dell’identità e della cultura nazionale esso viene usato strumentalmente da tutta la destra miscredente (quella degli atei devoti e di quelli che adorano il Dio Po)e da quella cristiana fondamentalista. Il Vaticano e la CEI non vogliono e non riescono ad avere una posizione più equilibrata e attenta a tutte le sensibilità presenti nella Chiesa ma, anzi, contribuiscono ad alimentare rivendicazioni e acide polemiche.”
Roma, 4 novembre 2009
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Crocifisso cdb 2009

Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ha detto «no» all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Finalmente una buona notizia dagli Organismi della Unione Europea che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.
Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l’affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, “nella società, nello stato, nella chiesa” come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.
Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli.
“Meno croce e più Vangelo” valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla umanizzazione del carcere, il quale nel 1988 scrisse sull’Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell’ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di “uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l’assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco … Ci vorrà tempo e pazienza – conclude Gozzini – ma ho speranza che alla fine la ragione e l’autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici, avranno la meglio”.
La speranza di Gozzini è sempre più la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realtà cattoliche.
Le comunità cristiane di base italiane
Roma 4 novembre 2009


Stato di allarme nelle carceri italiane.

Novembre 2, 2009

Comunicato n ° 42/2009 imagesCA6YW7A6

Roma, 2 novembre 2009

Occorre un difesa civica dei diritti nelle carceri italiane

In relazione alle recenti tragiche morti dei detenuti romani, Diana Blefari e Stefano Cucchi, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) Corrado Stillo ha dichiarato:

“Si assiste sempre più spesso ad un degrado quasi inarrestabile della vita negli istituti penitenziari italiani. Suicidi, violenze, sovraffollamenti, fanno delle carceri italiane delle palestre di illegalità quotidiana, dove il compito di rieducazione, di reinserimento, di avvio al lavoro, di formazione del personale viene meno a causa di restrizioni finanziarie che si riversano, inevitabilmente, sui più deboli.

Alle eclatanti promesse del Governo che poco tempo fa affermava l’imminente avvio dei lavori per la costruzione di nuove carceri per 20.000 posti noi, come Associazione per la tutela dei Diritti, invitiamo il Ministro Alfano a fare meno provvedimenti ad personam, sconfessati poi dalla Corte Costituzionale, e ad occuparsi seriamente delle condizioni da terzo mondo in cui si svolge la vita carceraria italiana.

Invitiamo anche le Regioni a nominare, sulla base delle competenze, veri Difensori Civici nelle carceri in tutto il territorio nazionale, per garantire il rispetto della Legge e dei diritti costituzionali e per evitare il ripetersi di fatti come quelli degli ultimi giorni, che offendono la reputazione dell’Italia in campo internazionale”.
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