Poco prima della partenza, con le monoposto già schierate, è stato chiesto al bravo Jarno Trulli se voleva regalare la vittoria di questo Gp alla Toyota, la risposta, accompagnata da un sorriso, è stata immediata “siamo qui per questo”. Una bella affermazione del pescarese che non riusciva a nascondere la possibilità di vincere questa gara, d’altronde con la pole conquistata nelle qualificazioni si è trovato una toyota ben settata come mai aveva sin’ora guidato.
Purtroppo, però, dopo la partenza Trulli perde quasi subito la prima posizione, mentre al centro del gruppo Massa, stretto fra Raikkonen e Barrichello, viene urtato e danneggiato all’alettone anteriore, tanto da dover rientrare per la sua sostituzione. Nelle fasi concitate che sono seguite alla partenza, Vettel, partito con un buon quantitativo di benzina e con gomme morbide nuove, sembra essere più efficace anche della stessa Tayota di Trulli partita senz’altro più leggera.
La Ferrari invece con un bravo Raikkonen cerca di svolgere una discreta gara per riuscire a conquistare qualche importante punto, nella speranza di riuscire a presentarsi nel prossimo Gp di Spagna con una nuova macchina competitiva ed in grado di ripartire vincenti in questa strana stagione di F1 regolata dalle non sempre condivisibili nuove norme emanate dalla Fia. In effetti è il primo Gp che si vedono gareggiare tre tipi di F1 insieme e cioè monoposto con Kers, monoposto senza Kers ed altre vetture con diffusore a due piani. . . . l’assurdo del Kers è che questo meccanismo non sarà più utilizzato nella prossima stagione, come non saranno più consentiti pit-stop di rifornimento carburante per la dotazione di un serbatoio abbastanza capiente che permetta ai bolidi in gara di finire appunto la competizione, quindi le vetture saranno presumibilmente dotate di un serbatoio che contenga almeno 240 lt. di carburante. . . sembra di tornare al passato.
A parte queste divagazioni tecniche, in gara Hamilton cerca di avanzare con la sua solita aggressività, ma sempre gli riesce ed i giochi restano nella disponibilità della bravura e della determinazione di altri piloti come Glock,Trulli, Button, Vettel, Raikkonen e Barrichello, mentre nelle posizioni più arretrate Alonso, Piquet e Fisichella cercavano di inutilmente migliori piazzamenti. Qualche delusione per la Bmw che in questo gran premio è letteralmente sparita, come insufficiente è stata la prestazione di tems minori.
Nei lunghi 57 giri si sono spessi alternati al comando del gruppo Glock, Trulli, Button e Vettel, poi con il passare dei giri ed a causa dei vari pit-stop le posizioni si sono assestate con Button capofila seguito da Vettel, Trulli, Hamilton, Barrichello, Raikkonen, Block ed altri ancor più indietro.
Comunque non vedo l’ora che arrivi il 10 maggio per verificare nel Gp di Spagna (Barcellona) il livello di miglioramento della Ferrari, nella speranza di riuscire a recuperare punti pieni nei prossimi Gp.
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Sino a qualche anno addietro seguivo con assiduità questo tipo di competizioni, allora per me era netta l’appartenenza dei vari bolidi a due ruote. C’erano bolidi italiani progettati e costruiti da industrie motociclistiche radicate nel nostro territorio nazionale, come c’erano motociclette straniere frutto dell’ingegno e della manualità delle loro maestranze autoctone. Gli sponsor sono sempre esistiti ed in genere, allora, prediligevano apparire con i loro loghi colorati sulle carene che contenevano meccaniche della stessa loro nazionalità ad eccezione delle solite pubblicità delle benzine e gomme che apparivano sui bolidi da loro riforniti. Insomma voglio significare che sino a qualche anno fa le moto da competizione, che gareggiavano in competizioni mondiali, erano almeno all’ 80- 90%
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Nelle prime gare di questa nuova stagione di F1 la Ferrari ha battuto il passo di brutto, la Rossa non è stata all’altezza della sua fama, in pista si aveva l’impressione di avere sotto gli occhi un’auto taroccata al posto dell’originale per quanto le sue prestazioni erano lontane dalle comuni aspettative. Non era veloce e la sua affidabilità risultava precaria, forse per i progettisti è stato difficile creare una monoposto competitiva secondo le regole della nuova regolamentazione. Non so, però di certo la Ferrari che ci è apparsa in pista era ben lontana dalla macchina che veniva propagandata nei mesi antecedenti all’inizio della nuova stagione di competizione. Quest’anno, quasi quasi già assaporavo un immediato marcato favorevole riscatto della scorsa stagione ove il titolo mondiale di categoria c’era sfuggito per una serie di sfortunate circostanze e di quasi terze irregolarità. Purtroppo il desiderio di vedere le Ferrari subito vincenti è svanito con il palesarsi delle sue insufficienti prestazioni ed oggi nella quarta tornata di questo GP nel Bahrain nulla è cambiato sia nelle prove libere che nelle qualificazioni. Non è per alimentare del gratuito pessimismo, ma le monoposto di Marranello, pur con un briciolo di maggiore velocità, non sono apparse all’altezza di conquistare le prime posizioni in griglia di partenza con Massa ottavo e Raikkonen decimo.
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