Urla ancestrali di Davide Falossi

febbraio 24, 2011


Tutte le persone, bene o male, desiderano comunicare con i propri simili usando le parole scritte o parlate e questa attività di dialogo, non sempre semplice, riesce ad esplicitare sentimenti e punti di vista. Le cose si complicano quando proviamo a dialogare con chi si esprime con un linguaggio diverso dal nostro, come, per esempio, tentare di comprendere uno straniero pur ignorando totalmente la sua lingua. Allora si ricorre alla gestualità, alla mimica del viso accompagnata da gesti delle mani nella speranza di superare il limite dell’incomprensione verbale.
E’ un fatto di estroversione, dell’irrinunciabile desiderio di riuscire a comunicare, di aumentare le proprie relazioni con nuove persone per emozionarsi ad oltrepassare il proprio orizzonte cognitivo per avere nuove idee e per arricchire i nostri pensieri e la nostra umana sensibilità.
Sin qui è tutto normale ed all’ordine del giorno, ma quando si cerca di comunicare con un animale, con un lupo selvaggio tutto diventa difficile, lontano dalla nostra razionalità espressiva per avviare la comprensione, il colloquio attraverso il linguaggio del corpo, delle pose, della mimica e di ogni gesto ed occhiata, che sostituisce ogni informazione verbale umana.
Scrivo ciò perché ho avuto il privilegio di essere uno dei primi lettori del romanzo “Urla ancestrali” scritto da Davide Falossi ed edito dal gruppo Albatros.
Ho conosciuto per caso lo scrittore in compagnia della simpatica consorte a Roma con i quali si è sviluppata una simpatica chiacchierata sul romanzo ed in genere sugli animali ai quali attribuisco la presenza dell’anima, forse diversa da quella che posseggono gli uomini e forse anche distinta fra le varie specie di animali (protozoi, insetti sino ai mammiferi).
Per riprendere il discorso sul romanzo “Urla ancestrali” debbo senz’altro affermare che leggerlo mi ha messo in pace con me stesso in un momento in cui si è immersi in una comunità ove la sua maggior parte mette tristezza per la diffusa incapacità di vera comunicazione, mentre vengono sviliti i valori centrali dell’esistenza, facendo crescere il culto della giovinezza a tutti i costi, della ricchezza e di varie inutili amenità come i riti dei tarocchi, degli oroscopi a deconto della lealtà, dell’amore per la natura, della tenacia, della vitale agilità, di un forte temperamento, della capacità di perdonare e della capacità di realizzare e stabilire un rapporto leale e fedele come il lupo Banshee realizza con Philipp nel racconto di Davide Falossi.
Una rara, ma verosimile amicizia nata fra un lupo ed uomo con il semplice casuale incrocio dei loro sguardi. Un’osservazione che non si limitò a mostrare le diverse sembianze del lupo e dell’uomo, ma disvelò un qualcosa di più profondo, di un’intesa che saliva dal cuore.
Una bella storia che mi ha fatto sorridere, mi ha appassionato e mi ha anche commosso, una rara vicenda che racconta di un’amicizia leale, di profondo affetto e rispetto con la riscoperta di un’intesa ancestrale.
Il lupo ormai fa parte della famiglia di Philipp sino al giorno in cui il richiamo della libertà e degli istinti di un animale dominate allontanano Banshee, ma quest’ultimo non scorda il suo amico uomo al punto di riapparire al suo fianco in un momento di grave tragedia, ovvero quando la piccola Sabine non fa più ritorno a casa. E’ vittima della crudeltà umana.
A questo punto non desidero aggiungere nulla alla storia per non sottrarre emozioni a chi leggerà questo particolare romanzo ricco di immagini della bella natura selvaggia dei boschi, di un’attenta descrizione dei vari stati d’animo con una sottile riflessione psicologica del nostro attuale stato ormai quasi privato di sensibilità appartenenti a radici ormai irrimediabilmente recise.

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Today: Tune in for a call with the President

novembre 3, 2010

Friend —

All of us at Organizing for America are incredibly proud of the work we did together over the last two years — including the President.

He’d like to thank his supporters — and let us know where we go from here.

So we’re hosting a live conference call with the President today, and I wanted to make sure you got the invitation to listen in.

Tune in today at 4:30 p.m. Eastern Time.

This will be a chance for the President to speak directly to the supporters like you who have made this movement possible — and who will carry our nation forward for years to come.

Listen here:

http://my.barackobama.com/November3Listen

Thank you.

Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America


Urgent — how many calls can you make right now?

novembre 2, 2010

Friend —

It’s Election Day, and we all need to call voters for 20 minutes.

We know there are millions of people across the country who might not cast their ballots — unless they hear from someone like you. These people — whether they vote or not — will be the difference in the closest races.

That’s why thousands of supporters are using our call tool after they vote today to make sure these folks get to the polls.

You can talk to these people right now. You can remind them of the importance of their voice in this election. You can tell them where their local polling place is — and when it closes its doors.

It’s all one click away. Start right now — because “later” will be too late.

Can you take 20 minutes to call some of these voters in key districts?

This election will determine the direction our country takes over the next two years.

Once the polls close, we can only watch the results come in.

Those results are being determined right now. And we can do a whole lot more than just watch.

As long as the polls are still open, you can have a real impact on the races that will come down to the wire.

Join thousands of supporters just like you for the final push — and pick up the phone now:

http://my.barackobama.com/E-DayCalls

Thanks — now let’s get to work,

Natalie

Natalie Foster
New Media Director


In the next half hour

ottobre 31, 2010

Friend —

A couple things are going to happen in the next half hour.

Partisan attack ads funded by big banks and big oil will air over and over on national cable television.

Outrageous right-wing smear messages will arrive in inboxes around the country.

And dozens of voters in your area will make a decision about whether they’ll be voting in this year’s election.

They’re people who might not currently be planning on making it to the polls in two days.

They’re people who might not know what’s at stake — who might not know the choice we all have in this election.

All of that is happening in the next 30 minutes. The only question is, will you be the person who changes the equation by picking up the phone and calling just 10 voters today?

If each one of us calls just 10 voters in our area right now — it could make a huge difference at the polls on Election Day.

Grab your phone and click here to connect with voters in your area right now.

We’re not the only ones who want to get voters out to the polls this election season.

The other side has a plan, too.

Theirs is a plan that outsources its messaging to big special interest groups that don’t have to disclose where they’re getting their millions in donations.

It’s a plan that thinks that big money deserves a big mouthpiece.

And right now, it’s a plan at work in close districts around the country.

So in this moment, you can choose whether or not to counter it with your voice.

You can join the thousands of supporters around the country calling from their kitchens and their living rooms — coffee shops and cubicles.

Because we know that this is when our most important work is done. And we know that we are the very best ones to do it.

There are just two days left until Election Day — two days to have the kinds of one-on-one conversations that we know make the difference in close races.

And right now, the single best way you can affect how many people are at the polls on November 2nd is by using your voice, right now.

Click this link and reach out to just 10 voters in your area today:

http://my.barackobama.com/30Minutes

Thanks,

Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America


Ciao!

ottobre 31, 2010


Ciao Amore,
ciao Lilli, in questa ultima settimana mi hai visto frequentemente mentre riordinavo la tua ultima dimora e finalmente sono riuscito ad adornare il tuo spazio con una piccola porzione di prato con tanti fiori di campo, come piaceva a te. Sono in tessuto, colorati e ben fatti da sembrare quasi veri, una piccola primavera che spero riesca a placare quel senso di tradimento, che abbiamo subito improvvisamente. Non riesco a sapere con certezza se esiste un’altra vita, un’altra dimensione oltre la vita, io me lo auguro di cuore perché allora vorrei che tu qualche volta mi venissi a trovare, anche nel sonno, in modo che finalmente avrei la possibilità di riparlarti ed a questo proposito non immaginerai mai quante cose avrei da chiederti, da spiegarmi. In questa occasione vivrei una grande confusione perché non saprei da dove iniziare, certamente ti pregherei di far scorrere il ruscello del mio dolore fra rive meno strette, meno anguste per alleggerire il mio animo da troppe tristezze e da altrettante troppe delusioni. Nascondo il mio malanimo, ma in questo periodo sono quasi giunto al colmo della misura e non so se riuscirò ancora ad avere la capacità di mimetizzare il mio reale umore con una sorta di affettuosa indifferenza, quasi fossi fuori dal tempo, dalla realtà e dai ricordi.
La tua assenza mi strazia e srotolando il tempo a ritroso sento il peso di averti perso quella notte senza aver avuto la possibilità d’essere svegliato per tentare di fronteggiare quel che di drammatico stava accadendo.
Aiutami, sai perché e ti prego si sempre nei miei pensieri, come è sempre stato, e se puoi qualche volta occupa i miei sogni. . . .hai sentito? Ti debbo parlare.
Ciao.


Italian friend , join the Commit to Vote Challenge

ottobre 27, 2010

None of us can sit this election out.

Not when we’re just beginning to see the results of the change we’ve all been working for, and when there’s still so much left to do.

That’s why this election is so important, and that’s why we can’t let complacency overtake us in these last few weeks.

I have two things to ask of you.

First, Barack and I need you to commit to vote this fall.

And with so much at stake, we need to make sure your friends and family get out to vote as well. The best person in the world for that job is you.

That’s why OFA is launching its Commit to Vote Challenge. It’s a powerful way for you to commit to vote in this election — and then have fun while inspiring your friends to do the same.

Get started here.

We know from Barack’s campaign that when you get someone to make a commitment, they’re far more likely to follow through.

So OFA is making it as easy as possible for you to get everyone you know committed to going to the polls this year.

By taking part in this challenge — and getting commitments from 5, 10, 30, or more of the folks you’re close to — you’ll get us even closer to victory on November 2nd. And you’ll see who among your friends can inspire the greatest number of people to commit.

Every year, elections across the country are decided by the slimmest of margins. If we all get the people we know to commit to voting, we can change the outcomes of elections all over the country and continue to build the kind of future we want for ourselves and for our children.

There’s more information about the challenge at OFA’s Vote 2010 website. Let’s get started today:

http://my.barackobama.com/CommitChallenge

Thanks so much,
Michelle


Clochard per una notte.

ottobre 14, 2010


Quando ho del tempo disponibile e desidero rilassarmi scendo giù in città per concedermi delle salutari passeggiate e non di rado mi reco a Villa Borghese, il più grande parco della capitale, Ampio e pieno di verde, di un bel laghetto, di una zona adibita a galoppatoio e tanti piccoli edifici ove ci sono locali di ristoro e note gallerie d’arte. Un luogo incantevole pieno di alti alberi di varie specie, molti abeti, altrettanti cipressi e delle bellissime querce e tante piante erbacee, che fanno da meraviglioso tappeto. Oltre a tutte questo c’è un bar storico, la casina dell’orologio, dove mi fermo spesso a prendere un caffè o mi siedo ad un tavolino per leggere in santa pace il giornale e mi fumo con soddisfazione una sigaretta – brutta abitudine che ancora oggi non riesco a togliermi.
Durante queste passeggiate, incrocio molte persone e fra le quali e non di rado qualche barbone accasciato in qualche angolo o su qualche panchina, con appresso tutto il suo ambaradan di pacchi, pacchetti, fagotti e cartoni, che non perde mai di vista.
Allora, senza farmi notare, volgo lo sguardo sul volto del passante che incrocio per scorgerne l’espressione, la sensazione, l’effetto che gli procura la vista di questi sbandati viandanti. Molti evitano di guardarli e si girano dall’altra parte, forse per evitare una indesiderata richiesta di elemosina, altri tirano dritto come se non ci fossero, alcuni li fissano con disapprovazione e un manifesto timore mentre ad una minoranza di persone colgo un non so che di ammirazione, di curiosità e in qualche commento appena sussurrato traspare una sorta di sorprendente ammirazione verso questi disperati come se un immaginario romantico interpreta quelle vite come appartenenti a temerari, ad intolleranti che pur di vivere fuori dalle comuni convenzioni e dalle limitazioni etiche della società civile sentono forte la necessità di ampliare il perimetro della loro esistenza girovagando per ogni dove e senza vincoli di regole.
Pur non volendo avversare alcuna convinzione, rimango allibito quando mi accorgo che, seppur rara, resiste ancora in qualcuno la convinta fantasia che i barboni conducano per propria scelta una vita nomade in una condizione di estrema marginalità e solitudine.
Forse un su un milione si improvviserà clochard per scelta, ma sono sicuro che se esistessero queste persone, queste una volte stufe del vagabondaggio saprebbero e potrebbero rientrare nella canonicità della vita.
Gli altri, i veri clochard invece penso che sono persone che hanno perso ogni cosa e sono scivolati in un mondo tutto particolare e pericoloso, basta ricordare quanti barboni sono stati vittime di attentati alla loro incolumità da parte di crudeli intolleranti. Questi, i barboni, conducono un’esistenza sradicata dal normale tessuto sociale, sono privi di casa, di affetti, di lavoro e non di rado la loro disperata solitudine li conduce verso un alcolismo distruttivo, che con poco tempo gli compromette la già fragile psiche.
Sono altresì convinto che gravi dispiaceri, delusioni, e dissesti finanziari senza ritorno possono creare quelle condizioni psichiche che fanno precipitare il malcapitato in una vita da accattone e senza tetto esposto ad ogni tipo di pericolo in una profonda povertà da rendere avvezzo chiunque ad imparare a dormire in strada, a mangiare gli avanzi, ad aver quasi paura dei simili di condizione e ad essere pronto ad affrontare qualsiasi rissa per difendere un angolo dove dormire, un cartone per coprirsi e così via.
Una vita terribile, che per fortuna oggi è alleviata da un’infinità di associazioni che si prodigano di soccorrere questi sfortunati e di assisterli per quanto possibile. Si oggi, malgrado le generali difficoltà, si continua la lotta contro la povertà e per questo torna nella città “La notte dei senza dimora”, un workshop con una serata di cultura con musica e un’occasione per riflettere sulle vite disagiate.
Un evento su chi vive ai margini della società che culminerà il 17 corrente mese con l’invito di aderire a dormire per una notte in piazza, San Lorenzo, per sostenere un forte “NO” alla povertà.
Un’occasione per solidarizzare con i meno fortunati e per provare come può essere una notte da clochard.