Addio Casa…….condanna e morte dei progetti di vita.

L’annuncio era risuonato come una minaccia, alzai gli occhi dalla minestra e fissai lo schermo della televisione mentre il giornalista del tg seguitava nella notizia di allarme per l’aumento delle esecuzioni immobiliari e pignoramenti a carico di cittadini che non riescono più a sostenere le rate del proprio mutuo a causa dell’enorme rialzo dei tassi

d’interesse e per l’aumentato costo del denaro. Un fenomeno di diffusa insolvenza, un male così esteso come la peste manzoniana, però questa volta la drammatica epidemia non è causata da un malefico morbo, bensì dalla malefica speculazione, da inesatte ed imprudenti consulenze e concessioni finanziarie e dall’indole cannibale del mondo della finanza speculativa, per fortuna non nostrana.

L’allarme mutui con tutte le sue gravi conseguenze è sorto qualche tempo fà in America con i famigerati mutui sub-prime e cioè con finanziamenti finalizzati all’acquisto di immobili ampiamente concessi ad una platea di clienti non propriamente affidabili, determinando così un alto rischio di insolvenza in quei mercati. L’arditezza speculativa

di questi soggetti non si è fermata quì, infatti queste evidenze creditizie vengono derivate in titoli e quindi velocemente immessi sul mercato come elementi finanziari da alto reddito ed offerti a chi nell’arcipelago finanziario sentiva il vorace bisogno di investire le proprie e/o di terzi liquidità.

Seguì un tracollo nelle stime di questi derivati ed immense perdite di denaro nelle borse di tutto il mondo dopo le prime vaste insolvenze da parte della clientela che, a causa della loro non immacolata storia finanziaria, avevano accettato mutui con interessi e penali al limite del consentito. Così furono bruciati nel mondo immensi capitali per sostenere il terribile terremoto finanziario che investì le borse e da quì iniziò l’altalena nel costo del denaro, ci fù chi lo abbassò e chi lo elevò, come nella nostra Europa.

Questa terribile circostanza ha fatto lievitare fuori misura i tassi variabili dei mutui già concessi a famiglie, sino al punto di creare le condizioni di una insostenibilità agli impegni contratti con le banche. Ecco l’avvio del contenzioso per rate non pagate e dei conseguenti pignoramenti ed esecuzioni immobiliari. In Italia questo malaugurato episodio ha raggiunto un’incremento del fenomeno del circa venti per cento ed oltre.

C’è da considerare che circa il novanta per cento dei mutui concessi in questi anni sono caratterizzati dal tasso variabile e quindi sensibili e coinvolti in questa pazza ascesa dell’aumento delle rate di ammortamento. Conosco personalmente casi in cui una rata di mutuo mensile di cinquecento euro ha raggiunto nel giro di pochi mesi il valore di ottocentocinquanta euro………una vera esagerazione ed una grande penalizzazione del già modesto reddito del mutuatario.

A questo punto però ci sarebbe di dare una tiratina di orecchie a chi, nell’intermediazione finanziaria, ha sempre promosso e chiuso contratti con il tasso variabile, salvaguardando solo la banca da eventuali future variazioni nel contesto dei tassi senza poter offrire al cliente l’oggettiva possibilità di un tasso fisso, che seppure più alto del variabile, lo avrebbe salvato da queste trascurate drammatiche situazioni.

Ormai il mutuo è uno strumento a cui molti si rivolgono per avere un’abitazione nella propria familiare disponibilità, dato che l’edilizia popolare è ormai totalmente inesistente ed i pochi alloggi messi a bando o concorso risultano irraggiungibile con i normali parametri di chi lavora.

A questo punto per salvare i pesanti sacrifici economici delle famiglie, le associazioni a difesa dei consumatori dovrebbero indurre la politica e quindi le banche a concedere variazioni nei contratti critici di mutuo, creando una rata costante e possibile per il mutuatario allungando la durata dell’ammortamento relativo.

Non è possibile ridurre alla strada famiglie, che con grande sacrificio hanno provveduto al possesso ed alla diponibilità di un alloggio per il proprio nucleo familiare ed oggi a causa di una enorme fallita speculazione finanziaria debbono rinunciare forzosamente ai loro progetti di vita.

 

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