Professione ?……Aspirante cartomante.

Fu proprio così, breve la domanda….e piccola bugia la mia risposta, ma dovevo coprire la mia icontrallabile curiosità verso i cartomanti, verso quelle persone che vantano di riuscire a leggere nel futuro con una strabigliante naturalezza, tanto da far credere che ciò può essere possibile e vero. Personalmente non ho mai creduto a questa possibilità, ma era giunto il momento di verificare di persona, così, con una mia conoscente più

stravagante e curiosa di me, mi presentai ad una associazione di cartomanti, tra l’altro molto nota, dove dietro compenso insegnavano a maneggiare i Tarocchi per completare la personale indole a conoscere presente-passato e futuro di chi ci avrebbe liberamente interrogato sulla sua sorte. Per avere la certezza di accedere al corso, diciamo così, di perfezionamento e di completamento nella propria sensibilizzazione per interpretare nel

giusto modo le letture delle carte, bisognava dimostrare al Maestro attitudine, quindi vocazione per la veggenza e pronta solvibilità per il compenso richiesto.

Una volta assolte le procedure amministrative, in chiaro dopo aver pagato la retta per l’ammissione al corso di insegnamento nella pratica della cartomanzia senza alcuna richiesta di dover compilare moduli con dati personali, venimmo introdotti nell’ampia aula dove sarebbe avvenuto il nostro acculturamento.

L’associazione risiedeva nel centro storico della città, dove palazzi in stile impero e neo-classico infondevano una sensazione di severità e di forza nelle forme tozze delle vecchie costruzioni, mentre i locali che ospitavano l’associazione di cartomanzia, pur riproponendo questi stili con la presenza negli interni di piccole colonne e capitelli, era arredata con un sò che di rococo con quei tendaggi pesanti e color rosso vinaccio, che oscuravano la vista verso l’esterno dalle finestre. Librerie stracolme di libri di ogni dimensione e colore delle copertine, massicci tavoli per lo più quadrati ed un gran numero di quadri e stampe riducevano le superfici libere delle pareti ricoperte a loro volta da un tessuto ocra scuro, non più uniforme nel colore perchè chiaramente vecchio e un pò sbiadito. Altri mobili, sempre massicci e scuri, completavano l’arredamento degli ambienti infondendo al tutto un’atmosfera di mistero e misticità. Mi sentivo un pò fuori luogo e non perfettamente a mio agio, le altre persone presenti nell’aula discutevano sommessamente di magia e della loro capacità di interpretare il futuro con una tale serietà e convinzione che mi dettero la sensazione di vivere un un’altra dimensione, vera o fantastica mi chiedevo o il tutto era frutto di una veniale esaltazione collettiva verso questo tipo di attività medianica e misteriosa.

Passò poco tempo e fummo tutti invitati a prendere posto due a due nei tavoli disposti nell’aula, un’anziana signora ci consegnò i famigerati tarocchi, del tipo francese se ben ricordo, ed in mazzi già usati unitamente ad una decina di fotocopie ove erano raffigurati chiaramente le varie specie di tarocchi e la loro dettagliata composizione in arcani minori, arcani maggiori e semi. Né seguì una pacata e dettagliata descrizione ed esaltazione delle capacità di queste carte nell’essere l’unico efficace mezzo per riuscire ad indagare nel futuro delle persone, tanto da essere ritenuti unici ed incontrastati “signori” della divinazione cartomantica. Una dissertazione così celebrativa delle possibilità così misteriose dei tarocchi, che per un’attimo anch’io provai gran fascino verso quelle antiche raffigurazioni quali il Matto, la Papessa, la Giustizia, l’Angelo, il Drago e tante altre di cui oggi non ricordo più i nomi, ma mi sono rimasti impressi i colori, i disegni elaborati delle immagini.

Tutto il corso si sviluppò in quindi giorni continui e per due ore al giorno con esercizi di snellimento ed agilità nello smazzamento e posizionamento dei Tarocchi e di memorizzazione dei vari significati ed indicazione delle varie figure riportate sulle carte, un bell’impegno. Quindi nel corso il Maestro ci parlò con particolare dovizia di argomenti sulle differenze intercorrenti fra la magia bianca, magia nera, magia naturale e la magia artificiale. Il tutto con un compendio finale sui vari argomenti trattati e con la scontata conclusione sul patrimonio culturale magico del quale stavame per divenire custodi e praticanti, un’ingresso in una dimensione al di sopra della comune condizione di semplice persona mortale. In tutti quei giorni l’unico fatto incontestabile era la grande bravura discorsiva del Maestro, usava un linguaggio ed espressioni a volte semplici a volte complesse e stranamente articolate, una esercitata logorroicità atta ad influenzare la generale disponibilità ad accettare credenze senza il vaglio della personale analisi critica verso azzardate credenze di sapore medioevale. Una favola ben raccontata senza alcun dubbio, ma la poca vericità dell’insegnamento cadde quando il Maestro, a conclusione del corso, comunicò ai suoi “allievi”, che questo, mostrando un mazzo di tarocchi estratto dal taschino della giacca, rappreenta e realizza la mia pensione, dovunque si vada si trova sempre qualcuno disposto a compensarti per una lettura del suo fututo. Per me l’arcano era ormai stato privato da ogni suppostio segreto e curiosità, anche la cartomanzia è un’attività svolta per sbarcario il proprio lunario, niente di più ed è strano constatare che ancora oggi esistano persone ancora disposte a credere nel magico, sarà senz’altro un’imperativa necessità di rispondere alla propria insicurezza ed alla non sviluppata capacità di prendere decisioni e di interpretare episodi nel e del proprio quotidiano, una fuga irrazionale dalla realtà. Un residuo di persone in un mondo moderno con influenze di un retaggio irrazionale e medioevale.

Raccointai questa divertente esperienza ad un paio di amici e da quì nacque una scommessa, io sostenevo che ancora oggi alcune persone, anche giovani, credevano nell’occulto e nella lettura del loro fututo, i miei amici no. Così una sera, dopo essermi attrezzato con due piccoli sgabelli simili a quelli usati in spiaggia con il sedile in tela oltre ad un paio di candele per far luce ed il mio mazzo di tarocchi, mi appostai in un angolo di una strada confluente in una piazza sempre affollata con un nutrito passeggio di persone. Ebbene, sette/otto coppie si fermarono nel mio magico piccolo accampamento e tutti con lieve imbarazzo e sommessamente mi chiesero di effettuare per loro un “giro di carte” per verificare cosa era riposto nel loro futuro, amore-lavoro e probabile fortuna sui fronti di vita più critici. Un delirio nell’intelligenza, ma spesi bene la mia parte di esperto nell’indagine del futuro con la lettura delle carte………feci tutte previsioni positive…………….ma alla fine quando queste persone si accingevano a lasciarmi un loro volontario compenso…………rifiutai garbatamente e rivelai loro il motivo di quella mia presenza in strada. Ricevetti sorrisi e grossolane ammissioni nel non aver creduto alle mie previsioni circa il loro futuro, però io colsi solo il loro grande imbarazzo nell’essere stati colti creduloni ed irrazionale nell’avermi attribuito capacità mistiche, nel loro rifiuto, forse per divertimento, di un atteggiamento realistico della vita. Non rimasi oltre appollaiato su quel piccolo sgabello, ormai avevo vinto la scommessa e la presenza dei miei amici quali personali testimoni delle circostanze che mi davano ragione mi indussero in un veloce e definitivo trasloco……..ormai la mia carriera di cartomante era definitivamente conclusa così come la mia curiosità era perfettamente soddisfatta.

Così da aspirante cartomante, quindi a cartomante arrivai velocemente alla definitiva condizione di ex-cartomante.

 

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