..Apocalypse Now..

 

 

Non desidero riassumere il celebre film di Coppola di tanti anni fà, drammatico e crudele ambientato in un verosimile carnaio di morti e feriti quale qualsiasi scenario

di guerra, dove si agisce e si tenta di sopravvivere per uccidere ogni nemico senza pietà con una determinazione violenta ed amorale senza alcuna mediazione fra anima e ragione per trovare un motivo di possibile pacificazione e convivenza. Oltre la soglia della ragione prevale quasi sempre la violenza ed il sopruso, non ci si ferma più per l’odio che ha annullato ogni spazio di ragionamento e di limite alla crudeltà.

Un film, un forse fantastico racconto di guerra e della psicologia di qualche combattente, che comandato al combattimento, vive la distruzione del nemico come una ragione personale……sino ad essere eliminato da un proprio ufficiale per ridurre ed eliminare le tante atrocità e gli orrori di ogni guerra. Una esposta filosofia un pò crudele, uccidere come rimedio contro le esagerazioni della guerra…

………..ed io domando, sempre tenendo conto che mi sto riferendo ad un film, ma non si poteva evitare una simile dichiarazione di ostilità ed evitare la guerra fermando i mandanti, chi politicamente, fra i bracciali della poltrona su cui era comodamente sistemato, aveva comandato e reso esecutivo tale disastro ?

Come tante altre guerre combattute attualmente in varie, troppe, aree del nostro Mondo, con tutte le motivazioni addotte, più o meno obiettabili, che ci rendono difficile la cernita e l’individuazione, fra i tanti attori coinvolti in queste atroci vicende, chi è il vero Abele e chi il vero Caino.

Questa non vuole essere una riflessione dettata da esasperato ed inutile spirito buonista a tutti i costi, ma vuole essere, nell’attualizzazione delle crudeli circostanze, la dimostrazione di una necessaria chiara e coraggiosa comunicazione fra popoli e persone in genere per comprendere l’eventuale fondatezza delle proprie ragioni, tenedo conto evidentemente il grado del proprio di sviluppo sociale e politico.

In mancanza di ragionevoli accordi, in genere causati da esagerati miopi personalismi di qualche governante, ricorrere ad un reso efficiente organismo, quale per esempio l’Onu, per imporre sansioni economiche e politiche atte a riaprire il cessato colloquio fra popolazioni in un necessario clima di sussidiaretà e collaborazione.

Esasperata resistenza e negazione alla civile convivenza, che può seriamente compromettere la pace , da parte di particolari realtà dovrebbero essere affrontate e risolte da un’ampia assise mondiale, che in forza di valori naturali e di un codice di leggi internazionali ampiamente condivisi ed approvati, con iniziative plurali.

Questo per evitare conflitti fra singole nazioni, che possano generare alleanze politiche e militari tali da paventare e causare conflitti più ampi, più distruttici per le popolazioni e difficilmente risolvibili.

Insomma augurerei un accordo mondiale per eliminare le grandi frizioni attuali esistenti fra alcune nazioni e per così volgere ogni nostra energia verso il generale sviluppo e ricerca per consentire a tutti il miglioramento delle proprie condizioni di vita e per creare le condizioni di una comune sussidiarietà, collaborazione e soccorso. Un pacifico riconoscimento dell’ eguaglianza nella diffusa evidente diversità fra popoli nella consapevole ineluttabile e progressiva integrazione e mescolanza biologica.

 

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