Scienziati, biologi e ricercatori.

Per nostra fortuna i media dedicano del loro spazio, oltre alle solite notizie di cronaca nera e di estenuante aggiornamento di episodi nell’acerrima dialettica politica nostrana, anche a più o meno brevi reportages del lavoro svolto da encomiabili biologi, scienziati e ricercatori, che si avventurano in abitat selvaggi per osservare e studiare tutti gli aspetti della natura per tentare di indagare scientificamente il loro futuro. Questi personaggi abbandonano i loro abituali luoghi in cui vivono, come le affollate città con le loro rumorose strade per osservare cieli stellati, animali aggressivi e feroci, piante e fiori di ogni specie e per ascoltare i suoni della natura come il vento, il rumore della pioggia e delle più svariate e pericolose bufere, il suono ossessivo di insetti ed i canti degli uccelli. Una vita trascorsa fuori dai comuni schemi quotidiani in luoghi desolati o complicati nell’incedere come le numerose foreste, dove si deve risolvere da soli ogni problema, lì non ci sono meccanici, stazioni di servizio, telefoni, riscaldamento, acqua corrente, medici ed ospedali. Un’attività di ricerca e di studio che impone molti sacrifici e che viengono superati e minimizzati dalla grande passione ed amore per la natura e dalla personale dose di coraggio allo stato puro.

Una osservazione da vicino di un’immensità di specie animali e vegetali, che vivono in aree quasi sconosciute ai più, per prelevare elementi da esaminare e sperimentare in attività di laboratorio per ricavarne sostanze a noi utili (medicine-vaccini ecc.) e per escogitare metodi e soluzioni per salvare dall’estinzione questo patrimonio di fauna e flora.

Scienziati e ricercatori stimano che ancora non siamo riuciti a conoscere tutte le specie animali presenti sulla nostra Terra. A questo proposito si valuta che solo il cinquanta per cento degli insetti attualmente viventi è conosciuto da noi ed inoltre da qualche anno a questa parte sono state identificate decine di migliaia di nuove piante ed altri animali come serpenti, pesci, anfibi, volatili ed altre specie ovipare e vivipare possano esistere in specie ancora sconosciute da noi.

Un’attività scientifica a tutto campo svolta di solito in solitudine e non priva di pericoli, ma caratterizzata da un grande spirito di solidarietà verso la natura, per preservare piante ed animali dal vorace sviluppo territoriale della nostra comunità umana, non sempre attenta alla complementarietà fra noi esseri umani e mondo animale e vegetale in un ecosistema così complesso e delicato, che ancora sino ad oggi ci permette di vivere in modo armonico la nostra sussistenza, la continuità di culture e tradizioni e la scoperta di sostanze utili per contrastare e curare malattie, che potrebbero minare le nostre attese di vita.

Un grande grazie a queste silenziose persone, che operano a vantaggio di quanti, animali e vegetali, abitano la nostra Terra.

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