Genova, 17 nov. 2007 – istanze di giustizia per i gravi fatti del G8 del 2001.

 

Sono già trascorsi ben sei anni dai tragici avvenimenti, che si verificarono durante i tre giorni del vertice di Genova dei G8, ed ancora oggi molte circostanze drammatiche non risultano chiare e logicamente compatibili con i commenti e l’informazione diffusa da vari media e con recenzioni rese da vari personaggi della politica. Un caledoscopio di immagini e parole a volte discordanti fra loro e non facilmente assimilabili in una logica democratica. Un mare di dati ufficiosi ed ufficiali difficilmente distinguibili, una manifestazione di quanti che volevano pubblicamente dissentire ad una certa certa visione del mondo trasformatasi in momenti di violenza e di panico.

Un gran numero di persone, fra manifestanti e alcuni agenti addetti alla tutela dell’ordine pubblico, sottoposte al giudizio della Magistratura, ma già si prevede che la maggioranza di queste persone indagate riusciranno ad usufruire dei benefici della prescrizione sugli ipotetici reati addebitati, mentre venticinque ragazzi – indagati ed imputati per devastazione e saccheggio – non riusciranno ad usufruire di tale beneficio perchè per il capo di imputazione a loro contestato i termini di prescrizione sono notevolemnte ampi e quindi, se riconosciuti colpevoli, patiranno una prevista pena globale di ben duecentoventicinque anni di reclusione.

Non so e non sono in grado di commentare circa reati e pene, ma trovo non perfettamente in linea con un univoco principio di giustizia, tenuto conto della gravità dei reati addebitati e del suo contesto, che una parte degli imputati soggetti al giudizio della Magistratura possa usufruire della prescrizione dell’eventuale reato per decorrenza dei termini di legge.

Per come l’informazione dei vari media ci ha fornito notizie su questo tragico episodio, risultano strani alcuni aspetti delle circostanze, come quella della presenza a Genova dei famigerati black-block, che dopo aver affrontato e malmenato un gruppo di Cobas nostrani, si sono mischiati al gruppo dei manifestanti generando il drammatico tafferuglio. Insomma questi gruppi dalla chiara indole anarchica sono riusciti a passare le nostre frontiere, malgrado la nostra polizia e certamente anche i nostri servizi segreti erano già stati forniti dalla polizia tedesca dei loro dati indentificativi ed inoltre gli agenti senz’altro infiltrati fra le loro fila non sono riusciti a segnalare e/o contenere ogni loro aggressione a cose o persone. Almeno questo è ulteriormente affiorato in un odierno servizio di una televisione nazionale che ripredeva in diretta l’annunciata manifestazione di piazza svoltasi sempre a Genova in memoria dei fatti del G8- 2001.

Senza andare oltre nel commento di quanto è stato appunto offerto alla nostra attenzione, bisogna seriamente augurarsi che venga fatta definitivamente ed indiscutibilmente chiarezza su quegli avvenimenti per individuare le singole responsabilità e dare corso definitivo alla giustizia.

Mi auguro nel contempo che venga istituita, indipendentemente dall’azione della Magistratura, una Commissione di Indagine Parlamentare in modo da verificare compiutamente con la partecipazione di tutti i rappresentanti politici se ci sono state anomalie nell’organizzazione e nell’impartizione di ordini giusti alle forze dell’ordine durante il G8 in parola. Certo che i vergognosi episodi accaduti nell’Istituto Diaz e nella caserma di Balzaneto fanno credere ad un comportamento gravemente responsabile e colpevole di una parte delle forze dell’ordine intervenute. Violenze assurde compiute ai danni di giovani manifestanti testimoniate anche da agenti ligi al loro mandato istituzionale.

Penso sia necessario indagare con intelligenza e responsabilità per verificare, speriamo, in una inesistente responsabilità di qualcuno nei vertici istituzionali e politici dell’epoca che abbia impartito ordini, o tollerato o garantito un’immunità a chi s’è reso esecutore di tali violenze, contro le quali oggi si manifestava ed a causa sempre delle quali violenze si è temuto ad una effettiva sospenzione della democrazia in quegli anni.

Quindi la Giustizia deve con la sua chiarezza sopprimere negli animi quel clima di scontro fra cittadini e polizia per debellare una volte per tutte quella deleteria cultura contro le forze dell’ordine e ristabilire i valori democratici di cui una comunità si vuole sostenere ed amministrare.

Se malaguratamente venissero invece ravvisate e provate responsabilità a carico di qualcuno partecipante al governo dell’epoca, la Magistratura e la Commissione di Inchiesta dovranno senz’altro informare la cittadinanza della verità emersa, questo perchè la democrazia si alimenta e si mantiene con la vera informazione e non con i mai giustificati “segreti di stato”.

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