Fra coccole e violenze.

A proposito di tenerezza, di coccole ed odierna violenza.

 

Quando la temperatura è mite ed il cielo è terso mi piace trascorrere qualche ora in piazza del mio piccolo comune, ove risiedo, magari seduto al bar, in un tavolo esterno, per guardarmi intorno, come se fossi affacciato ad una finestra.

Così questa mattina mi sono accomodato su una sedia di un tavolo esterno del solito piccolo bar ed ho iniziato a consumare a piccoli sorsi l’abbondante cappuccino al ginseng che mi aveva raccomandato e portato la signora del bar, dopo avermi gentilmente intimato “è una specialità, lo provi”. Un sapore un pò strano, inusuale per un caffè-latte, ma gradevole, le sorrisi con un minimo cenno di assenso, lei mi rispose “ho ragione?”, non la delusi. Stavo comodo, posai il giornale sul tavolo ed iniziai a guardare incuriosito le persone che sciamavano nella piazza, attraverso le lenti scure dei miei occhiali da vista. Così mi misi a scrutare i visi delle varie persone, c’era chi sorrideva, chi parlava alla vicina compagna, chi camminava in silenzio facendo spaziare il proprio sguardo, forse alla ricerca di un viso amico, bambini che si rincorrevano e qualche cane che gironzolava fra le gambe dei presenti, annusando quà e là.

Le persone più chiassose erano le signore, sicuramente mamme, che tentavano di trattenere in un abbraccio pieno di carezze e baci il proprio piccolo, mentre quest’ultimo tentava di liberarsi da quel profluvio affettivo scalciando e strillando.

Fra la gente intenta a salutarsi con abbracci e baci sulle guance, le immagini più dolci erano quelle delle persone più anziane, che accettavano beate quell’affettuoso coccolamento da ragazze e ragazzi (figli, nipoti ?). Quindi scorgevo nello sguardo di altri la non celata disponibilità a ricevere dalla persona, con la quale si erano intrattenuti, saluti ed affettuosità. Insomma non tutti, ma un gran numero di persone si sbaciucchiava, si distribuiva carezze ed abbracci e pacche sulle spalle in totale libertà e reciproca soddisfazione. C’erano coccolati e coccolate, coccolatori e coccolatrici.

C’era quasi una battaglia, anzi una danza fra chi dava coccole e chi riceveva coccole. I volti beati ed accesi, mentre le mani protese s’intrecciavano con quelle dell’altro o dell’altra.

Certo in piazza non tutti s’abbracciavano e si baciavano, ma era evidente che le persone che si conoscevano cedevano volentieri ad espressioni di tenerezza e di saluto.

Quindi, pensando fra me e me, fa piacere a tutti essere trattati con affettuosità e coccole. Forse c’è a chi piace più farle ed a chi piace più riceverle. La coccola è una piacevole espressione di tenerezza, per lo più tattile, che ci rassicura, ci avvicina, ci rende felici e ci fa sentire considerati.

Nel nostro intimo ci siamo forse quasi certamente disabituati a queste esplicite manifestazioni di simpatia e di affetto a furia di essere testimoni di continue strazianti vicende vissute con insensibilità, crudeltà, ambiguità, ignobile ed indegna depravazione

come quelle divulgate dai media circa le innumerevevoli violenze subite e causate da giovani personaggi ormai esclusivi depositari di un’ingorda perversione, come negli ultimi recenti fatti di sangue, ancora in via di chiarimento.

Come vivo bene nella……..mia piazza !

 

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: