Trattato di Lisbona – Dicembre 2007

Trattato Lisbona da Comutà Europea a Unione Europea – Dicembre 2007.

 

 

“Articolo 1 bis

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L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’eguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani,

compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni

agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.”

 

Questo è quanto scritto, appunto, nell’articolo 1 bis del Trattato di Lisbona, una giusta considerazione dell’essere umano ed un’ottimo preambolo per una diffusa aspettativa di comuni dichiarazioni di intenti nel voler progettare una comunità allargata a tutti gli Stati membri partecipanti al programma UE nel rispetto di tutti i valori umani democraticamente riconosciuti e condivisi da una molto ampia comunità di popoli, diversi ma eguali nelle loro aspirazioni di pace, lavoro, sicurezza, giustizia, rispetto della propria religione e del proprio ambiente, del necessario sviluppo e della sussudiarietà e solidarietà fra genti di origini e tradizioni diverse.

Un grande vertice fra Stati, un’assise che ha riunito intorno ad un tavolo i ventisette Stati dell’ UE, i cinquantadue dell’Unione africana più il Marocco. Un lavoro comune ed ambizioso nel condiviso impegno di generare un grande partenariato strategico fra eguali con programmi ed intenti positivi nelle concertate linee strategiche della politica che l’UE adotterà per promuovere la pace, i suoi valori , il benessere dei suoi popoli, lo sviluppo sostenibile del suo mercato interno con un’economia sociale tesa ad una competitività efficace e forte per realizzare una piena occupazione, un progresso sociale e tecnologico, un elevato livello di tutela e protezione della qualità della vita.

Un ampio contenuto che ha riguardato quindi la politica commerciale, la circolazione di capitali, la politica di sicurezza e difesa, di trasporti, di salute e realativa sicurezza sociale, di energia, di competenze e responsabilità, di giustizia, di democrazia rappresentativa, di istituzioni ed anche di finanza (Bce). Tutto bello e giusto, però nella sostanza ho solo letto e sentito le solite frasi, le solite parole che poi nella realtà sono smentite nei fatti e tanto per citare una mia impressione, una mia timida critica verso un concetto di democrazia rappresentativa, infatti mi sembra che tutto sia stato approvato e deciso senza alcuna partecipazione popolare (referendum) al varo di tale documento che varrà senz’altro come Costituzione Europea. Questo ultimo aspetto mi preoccupa un pò, perchè mi sembra che la tanto declamata sovranità popolare sia stata baipassata dalla solita casta politica e finanziaria secondo la solita parola d’ordine….”avanti tutta”.

A questo proposito vorrò constatare quale sarà il comportamento della Francia e dell’Olanda, che già bocciarono alle urne il TCE, ovvero il metodo con il quale si realizzò l’Europa.

Oltre questo aspetto sulla dubbia democraticità dell’evento, mi fà riflettere anche sull’opportunità leale di realizzare un mercato africano aperto all’esasperata concorrenza negli scambi di prodotti europei in un clima di reciprocità commerciale, senza evitare a queste deboli e lente economie irrimediabili disastri, oltre quelli già causati dai loro non democratici governi. Inoltre ho il timore che questi governi africani useranno la migrazione della loro gente verso l’Europa come argomento di negoziazione e di scambio per pretendere dai nostri governi condizioni di agevolazioni economiche con pretesi investimenti a costo zero, come tentò più volte il generale Gheddafi nei nostri confronti. Insomma temo che l’Europa nella speranza di divenire un importante interlocutore con l’Africa, rischi di subire l’arroganza di qualche dittatore locale e non solo. La Cina ormai stabilmente presente in qualche stato africano, ha stabilito patti commerciali ben diversi da quelli europei, infrastrutture contro petrolio e minerali preziosi, la migrazione è fuori discussione.

E poi nella considerazione dei diritti umani come riuscire a trattare con dittatori che hanno scarsa considerazione delle persone al punto di non aderire alla Convenzione di Ginevra sullo “status” dei rifugiati, come la Libia, allora viene da credere che tutti i nostri sogni saranno assoggettati dalle regole del capitalismo globale e del suo esasperato “business”.

Mi auguro di aver male valutato alcuni aspetti di questo Trattato di Lisbona, perchè desidero sempre più essere cittadino di una grande realtà dove al centro della sua politica c’è sempre l’uomo ed i suoi innegabili diritti.

 

Se volete leggere il testo completo del “trattato modificatore” dell’ UE seguite questo link:

 

 

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf

               pdf

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