Un mio contributo su Uno Mattina pro-linfedema.

Scrivo in relazione al caso di Efisio51Conosco Efisio51, ci siamo conosciuti in un altro forum, quello de La7, dove insieme a tanti altri amici virtuali ci siamo dati un gran da fare per rendere visibile la peggiore delle ingiustizie che si possa subire: quella della disparità di trattamento subita da tutte quelle persone che sono sfortunatamente affette da malattie rare, come il linfedema, patologia grave invalidante ed ingravidescente. Non si capisce perchè molte centinaia di migliaia di portatori di gravi e rare patologie non debbano sentirsi assistiti dalla sanità pubblica come tutti gli altri malati, questi debbono sopportare gran parte dei costi per terapie e cure per poter sperare di raggiungere un sufficiente grado di serenità e di un sufficiente grado di qualità della propria vita, tamponando per quanto possibile pericolosi ed invalidanti aggravamenti. Questi ammalati debbono altresì sopportare significative spese per i loro trasferimenti per raggiungere i scarsi centri specializzati alla cura a loro necessaria. Questo abbandono può gravemente intaccare le aspettative di vita e quindi determinare gravi stati di depressione sino alla mala accettazione del proprio destino. Un dramma, una situazione difficilmente comprensibile se non provata sulla propria pelle, un’impotente follia. Durante la manifestazione indetta l’undici maggio corrente davanti al Parlamento, per sensibilizzare l’opinione pubblica ed i politici di questa amara realtà, quanti visi di ragazzi e ragazze immobili sulle loro sedie a rotelle ho visto cercare con lo sguardo fra la gente un pò di solidarietà ed aiuto. Viviamo in un’Italia a doppio binario, alcuni individui riescono a progettare, a sperare ed a realizzare la propria vita soddisfacendo se non tutte almeno una parte delle loro necessità ed aspirazioni, altri individui invece si limitano solo a sperare di vivere un pò di più lottando con la loro compromessa salute e dedicandosi con tutte le loro residue energie per fruire di un’esistenza più umana. Questi ultimi non godono degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, ma sono soggetti a tutti gli stessi doveri.
Nell’attuale condizione la nostra politica, mi riferisco da una quindicina di anni a questa parte, dopo il famoso collasso del vecchio sistema partitico, non è stata in grado di generare ed esprimere una illuminata nuova politica da poter riorganizzare e progettare stabilmente una sana, equa e fattiva società. Oggi si vivono due politiche, una propensa a sperimentare nella globalizzazione arditezze finanziarie e lavorative quasi sganciate dalla reale produzione con qualche tentazione presidenzialistica, l’altra con vocazione concertativa e ligia nella tradizionale finanza è offuscata e turbata da alcuni stessi partecipanti alla coalizione. Non si riesce a sincronizzare la politica alle aspettative della popolazione. La sanità è un valore importante del nostro welfare, però è vittima di troppi scandali e quindi di troppi …..”sprechi” ed i costi della politica (!) sono iperbolicamente aumentati, quindi meno disponibilità per il nostro ssn. Basterebbe poco per rendere la sanità pubblica più equa e più funzionale anche per i malati di rare e gravi malattie: niente più spreghi del pubblico denaro e diritti e doveri uguali per tutti. Per il momento è necessario sperare che lo sviluppo nel nostro Paese si realizzi nel quadro della solidarietà, della legalità e della vera democrazia, quindi il carattere morale dello sviluppo non deve prescindere dal rispetto degli esseri umani e di tutto quanto altro li circondi, in una seria considerazione sulla loro mutua connessione in un prossimo sistema ordinato e giusto.

 Maggio 2007 f.to credocosi.

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