The Beatles – la nuova musica ed il fermento di un decennio.

 Una parte importante della nostra vita.

 

L’epoca del dissenso giovanile e della rivoluzione musicale e sociale.

 

 

Ho un’amico che, un pò per passione ed un pò per spirito pratico, frequenta e partecipa ai mericatini periodici di modernariato ed antiquariato. Questi rispettano un calendario

di esposizioni in vari comuni ed ogni venditore di oggetti organizza da solo e con proprio gusto, nell’ambito della propria piazzola o spazio, il banco e la disposizione degli oggetti

da mostrare al pubblico. In questi mercatini si vende di tutto,mobili antichi o semplicemente vecchi, soprammobili desueti, orologi, strumenti musicali vecchi e nuovi, quadri di ogni specie, bigiotterie di ogni tipo e provenienza, candele, amuleti, carboncini e zampironi aromatici, abbigliamento usato e nuovo di ogni tipo, libri, vecchi dischi 33-45 e 78 giri e nuovi cd. Insomma questi mercatini sono dei veri e propri bazar ambulanti dove è piacevole trascorrere un paio di ore, curiosando quà e là alla scoperta di qualcosa che può accendere la nostra curiosità ed il nostro interesse, che di solito si conclude con l’acquisto dell’oggetto dopo una pacifico e sorridente tentativo di mercanteggiare sul prezzo di ciò che si desidera comprare, in genere si è accontentati.

Così questa mattina, accompagnando ed aiutando il mio amico a montare il suo piccolo banco di orologi di ogni dimensione e foggia, mi sono accorto che proprio accanto a noi un signore di circa la mia età stava ultimando l’esposizione di vecchi dischi e cd. Gli occhi andarono subito su un folto gruppo di 45 giri, al cui inizio si notavano alcune foderine con il nome del famoso quartetto dei mitici Beatles. Chiesi il permesso di visionare queste reliquie musicali e trovai “Can’t Buy Me Love/You Can’t Do That”,

“Yesterday” e “Let il Be/You Know My Name”.

Debbo ammettere che nel maneggiare questi dischi sentivo un piccolo tremolio delle mani, stavo toccando degli oggetti ove era registrata della bella musica che mi riportava indietro di molti anni, negli anni della mia giovinezza, gli anni in cui la gioventù di allora trovò i motivi di una omogeneizzazione di gusti e di sensibilità sociali dando inizio, complice la nuova musica, alle riforme delle norme etiche e morali, baluardi delle precedenti generazioni frastornate dall’ancora vivo ricordo della fine della seconda guerra mondiale e del successivo sviluppo e boom economico. Un periodo molto importante per il riconoscimento di alcuni diritti civili delle donne e per la severa censura di origine cattolica, che attaccava violentemente e risolutivamente ogni spettacolo cinematografico da loro giudicato, appunto, immorale, quindi seguiva una sequela di indicazione del tipo “vietato ai minori di anni 14 – 16” e via così.

Un periodo di forti e significative richieste di diritti civili, ma anche di guerre combattute e minacciate come nel Vietnam e Cuba. Un’epoca di grandi massacri come quello consumato nel Biafra, se ricordo bene. Anni in cui alcune comunità del nostro Mondo si consegnarono al più crudo razzismo uccidendone gli antagonisti come Martin Luther King. La musica di quel periodo sembrava un inno di un’immenso popolo di giovani pionieri della pace, tanto da divenire politica. Un nuovo modo di far politica, senza parole ed inutili discorsi ma con la musica, con i sentimenti.

In questo contesto nacquero i Beatles, un complesso formato da quattro ragazzi di Liverpool…….John Lennon, Paul Mc Cartney, George Harrison e Ringo Starr, che seppero sviluppare nella musica suoni e tonalità mai sentite, un miracolo nelle sonorità

con geniali virtuosismi negli accordi delle loro chitarre.

Quattro ragazzi che inaugurarono l’epoca beat, un’epoca importante per la musica e per la gioventù, che insieme sono riusciti a dare un colore ad un decennio caratterizzato da conquiste sociali, dall’emancipazione femminile, dal desiderio di pace e di dialogo fra popoli e civiltà diverse ma anche macchiati, come scrivevo poc’anzi, da guerre incomprensibili e feroci lotte razziali.

Allora non esisteva Internet, ma con una canzone riuscivi a comunicare con tutti i ragazzi del mondo e questi solidalmente ti rispondevano con una omogeneità di intenti dal loro pur lontano paese con la musica, con le canzoni arricchite di nuovi significati di fratellanza.

I Beatles divennero ben presto un fenomeno musicale e furono autori di belle canzoni incise nel tempo in memorabili LP ed inoltre la loro immagine rimarrà sempre impressa nella generazione dell’epoca e quest’ultima rappresenterà per tutti un popolo di giovani senza tempo, anche contemporanei per coraggio con cui ha manifestato ciò in cui credeva come la considerazione degli “altri” e l’amore per la vita, per i tramonti, per le albe, per il mare, per il Sole e la Luna, per gli alberi, per il vento ed, insomma, per la tutta la natura e per la persona con la quale si è scelto di vivere insieme l’avventura dell’esistenza con amore e sincerità.

La musica dei Beatles collaborò insieme alla musica di tanti altri complessi nati in quell’epoca a privilegiare nei nostri animi le priorità esistenziali di giustizia e la moda dei capelli lunghi, a volte portati anche con la frangia, era il simbolo beat di quel periodo, che per molti maldicenti e inopportuni opinionisti fu denigrato come orgiastico e promiscuo, questo per il solo fatto che allora si ballava lo shake, un ballo molto ritmato e mai capito dai più grandi……..come succede oggi.

I Beatles vennero anche in Italia ed io ebbi la fortuna di assistere alla loro esibizione di Roma al teatro Adriano….era l’anno 1965 e sembrava che tutta gente giovane del Mondo fosse lì insieme a noi, questo per far immaginare quanto fosse affollato quel concerto, che non dimenticherò mai.

Oggi il quartetto dei Beatles non esiste più, però è rimasto vivo il messaggio di quegli anni “bisogna avere coraggio per sostenere ciò in cui crediamo ed essere più intraprendenti per non far mancare il nostro appoggio ed il nostro assenso verso chi sostiene giuste cause”. E questo dovrebbe anche suggerirci di rallentare qualche volta il nostro passo per accorgerci degli altri.

 

Terminati questi ricordi, un film che scorse velocemente nella mia memoria, ringraziai

il signore del banco vicino e riposi a posto i dischi.

 

 

 

 

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