Diseguaglianze e Disarmonie Sociali.

Si è sempre giustamento affermato che il mondo è paese per significare che pressapoco tutti i luoghi sono uguali nel bene e/o nel male, così nel mondo ed in Europa un pò tutte le nazioni hanno vicende positive e negative, soddisfazioni e gatte da pelare, come si dice.

In Francia sono impegnati nel ridicolo gossip rosa di Sarkozy-Bruni e con la sua ex moglie, che con il suo libro fresco di stampa, titolato appunto Cecilià, lo ha voluto definitivamente svergognare. In Italia, invece, in questi ultimi periodi siamo assillati dalle montagne di spazzatura e non solo, dagli ultimi accadimenti della famiglia del ministro della giustizia e dal tormentone dell’università “La Sapienza”, che ha contestato il papa Benedetto XVI a tal punto da spingere quest’ultimo a declinare l’invito per l’inaugurazione del nuovo anno accademico ove procedere alla lectio magistralis, fede e ragione. Quest’ultimo spiacevole evento ha scatenato gli opposti opinionisti ( che Dio ce ne liberi! ) in strillate acerrime critiche contro chi nell’università ha causato, con la propria presunta intolleranza verso alcuni discorsi non condivisi sulla scienza del pontefice, questa divisione fra laici e cattolici. Qualcuno inopportunamente ha nominato ed immaginato la presenza fra gli studenti di cattivi maestri, quasi per aleggiare il timore di un nuovo periodo violento di non lontana memoria. Una sciocchezza, appunto fuori luogo ed esagerata, che sta rischiando di distogliere la già confusa politica dai nostri veri problemi interni come il pericolo dell’esagerato rincaro dei generi alimentari, dell’energia e non solo con il rallentamento dei consumi e delle riforme economiche per ricostruire lo sviluppo e per evitare che si ripresenti il pericoloso spauracchio dell’inflazione.

C’è da scrivere però che i nostri conti sono sensibilmente migliorati con l’inversione di tendenza della spesa corrente primaria (non aumenta più). Il nostro Governo ha svolto interventi per finalità sociali e per infrastrutture ed ha disposto provvedimenti economici per abbassare il nostro enorme debito pubblico. Ora l’Esecutivo deve preoccuparsi di fidelizzare i contribuenti, di abbassare le tasse e di svolgere una seria politica di sostegno e di crescita salariale, elemento che determina insanabili e pericolose diseguaglianze sociali, che tendono a dividere sempre più il nostro Paese.

Un controllo ed una seria politica a riguardo del volume dei crediti o prestiti concessi dalle banche in particolare dei mutui a tasso variabile, i cui sempre crescenti interessi

stanno generando enormi difficoltà alle famiglie, quindi si dovrebbe giungere a fissare una soglia massima dell’evoluzione degli ammortamenti, oltre la quale gli interessi dovrebbero essere congelati.

Di problemi nè abbiamo vissuti molti, ma forse e speriamo di aver imboccato la strada giusta per uscirne e per ricreare la nostra tradizionale solidarietà nazionale nello sviluppo democratico e nell’eliminazione delle grandi diseguaglianze sociali causate dall’errata applicazione delle regole della nuova globalizzazione che ha creato nelle persone meno fortunate una grave sofferenza ed una profonda sfiducia nelle istituzioni

e nella politica, tanto da intaccarne seriamente il tessuto sociale. Quindi ripartire anche dalle indicazioni dell’articolo 36 della nostra Costituzione ove si legge “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità ed alla qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa…”. Quanto letto non si può conciliare con le odierne condizioni dei lavoratori e dei pensionati.

Per concludere questa sintetica riflessione sullo stato attuale, c’è da riconoscere che anche oltre oceano, in America, la situazione non è rosea infatti si patiscono serie difficoltà come lo spettro della disoccupazione, dei danni all’economia della bolla speculativa dei mutui sub-prime ancora non superata e del crollo dei consumi interni. Insomma vi sono tristi segnali di una nuova recessione. Lì però, in quella grande nazione, hanno ancora Bush che tenta di pensare a tutto (!) ed in particolare al risanamento dell’economia tanto che in Arabia Saudita, nelle vesti di mercante, ha iniziato a trattare la vendita di armi per ben ventimiliardi di dollari, mentre il suo omologo concorrente francese, sempre in Arabia Saudita, approfitta per piazzare due centrali nucleari.

 

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