…Voglio una vita esagerata…voglio una vita che se né frega…voglio una vita ammastellata…siii !

 

Un anziano signore mi confida le sue impressioni……

 

Ormai siamo diventati la barzelletta d’Europa, abbiamo dei governi ad orologeria…..quando non sono più compatibili con gli interessi di qualcuno della casta vengono fatti esplodere…..si fanno cadere con procurato difetto di maggioranza numerica parlamentare, una rivoluzione combattuta a suon di numeri con un contorno di abbondanti inutili chiacchiere, che svelano un grande disinteresse da parte di qualcuno verso la vita delle persone, di quelle persone che si incontrano per le strade delle nostre città. Persone che attraversano frettolosoamente il nostro spazio di osservazione che rappresentano prima o poi la buona o cattiva sorte di qualche politico durante le innumerovoli tornate elettorali. Queste persone sono divenute da qualche anno a questa parte una razza in estinzione, e sì….sono sempre meno le persone che decidono di esprimere il proprio voto per indicare la propria scelta, intanto non cambia nulla perchè la politica non è più in sintonia con le aspettative e le vocazioni del paese, sembra di essere in un continuo incedere a ritroso lontano dai riferimenti indicati dalla cittadinanza. Una situazione assurda, incomprensibile che sembra spingerci verso una continua stagione perennemente senza governo, che alimenta la già diffusa sfiducia e la distanza fra la maggioranza dei cittadini e la classe politica, una certa classe politica.

Per “una certa classe politica” non intendo individuare o riferirmi ad un particolare ipotetico soggetto partitico del nostro vasto arcipelago della politica suddivisa su ben sei livelli di governo, da quello parlametare a quello di municipio di quartiere, ma a quei numerosi personaggi che si arrogano di possedere l’esatta conoscenza delle necessità almeno primarie del popolo affidandosi a società così dette specializzate in rilevazioni e sondaggi di tutti i generi. Nessuno di questi illuminati saggi della odierna politica si è accorto che gli italiani sono diventati quasi tutti degli stakanovisti a nero per riuscire a sopravvivere in questa epoca di non controllato liberismo dei mercati, che causa un pericoloso continuo aumento dei prezzi di ogni genere necessario alle famiglie ed una continua flessione nelle opportunità di lavoro. Ormai si vive una guerra con le speranze di vita, le fasce più deboli della popolazione attiva sono seriamente minacciate e molti già temono per il loro lavoro e quì si potrebbero citare delle categorie che patiscono situazioni di grave criticità sociale, come i tanti precari ormai diffusi un pò dappertutto e dei portieri degli stabili……..tutti accumunati nella paura di perdere il proprio lavoro.

Buona parte dell’industria e del terziario ormai è stato delocalizzato in aree dove la politica sulla tutela dei diritti di chi lavora è carente e ciò determina, anche per altre caratteristiche locali, un basso costo della mano d’opera, mentre da noi sono rimasti una miriade di lavori immateriali, un vasto terziario che impiega una moltitudine di addetti però a mezzo servizio e nella precarietà. Una situazione che ha determinato una situazione socio-esistenziale complessa e difficile con un progressivo impoverimento delle nostre famiglie.

Dal punto di vista della praticata politica dei salari a fronte di questa irrefrenabile ascesa del costo della vita, gli accordi sin’oggi chiusi sono stati una delusione per le giuste aspettative dei lavoratori, gli aumenti concessi sono regolati a rate e dovranno passare molti mesi prima di raggiungere il regime finale degli aumenti, mentre per qualche categoria è concesso un’autodecisione per vedersi riconosciuti forse (!) immeritati aumenti di reddito. Questo andazzo fà supporre che molti cittadini sono praticamente esclusi dalle indicazioni della nostra Costituzione, mentre altri né sono abbondantemente soddisfatti.

L’Esecutivo governativo, da poco fatto cadere, aveva ben individuato il grave problema di reddito e con il ministro del lavoro aveva iniziato una politica di riduzione della precarietà lavorativa ed aveva impegnato il tavolo del di quel dicastero alla definizione dei contratti di lavoro scaduti. Nulla di eccezionale ma sembrava aver ricevuto la giusta attenzione del governo al riguardo, una insperata verifica della serietà ed affidabilità del programma sociale applicata verso la nostra comunità.

Poi è accaduto di tutto, altri scandali del tipo rifiuti napoletani ed intercettazioni telefoniche, inutile dettagliarli tanto i media né hanno diffuso ogni risvolto ed ogni interpretazione causando una nuova caduta libera degli umori delle persone e di alcuni parlamentari che si sono sentiti lesi da questa particolare indagine. Sono seguite furiose polemiche, che hanno acceso la dialettica politica del palazzo minando la stabilità del governo.

Così si è arrivati alla verifica dello stato di salute dell’Esecutivo con la richiesta di fiducia delle Camere, un’atto di coerenza ma di annunciato suicidio politico. Il centrosinistra soccombe al Senato con 161 no e 156 si alla fiducia con un astenuto.

Un improvvido stop al governo, un collasso che non doveva accadere in considerazioni delle tante e gravi problematiche che dovevano essere risolte per il paese, grazie a due personaggi con discutibili credenziali nel loro modo di far politica. Sono opinioni.

Uno di questi personaggi prima di annunciare in chiare parole la sua uscita dalla maggioranza politica parlamentare ha addirittura iniziato il suo intervento verseggiando la poesia “Lentamente Muore”, che erroneamente attribuiva a Pablo Neruda anzichè a Martha Medeiros (che figura! Ma non si poteva pretendere di più!).

Insomma questo improvvisato verseggiatore con “lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,/ ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,/ chi non cambia la marca o colori dei vestiti,/ chi non rischia,/………” aveva il desiderio di dedicarsi un’enfasi di chi, nella sua privilegiata posizione, può accettare solo una disinvolta condotta delle convenienze con animo soggiogato da propri nuovi conflitti accesi nel proprio animo.

Una condizione epica, romanzesca di un personaggio pronto, non a costo della propria vita, a dimostrare con determinazione la propria indole e la propria natura agli occhi della società…….un avventuriero del terzo millennio, che già era avvezzo nel salto della quaglia tra schieramenti politici contrastanti, prima da destra a sinistra e quindi da sinistra a destra, ma in democrazia tutto è concesso, come cambiare opinione.

Insomma, per una amara coreografia della politica, ormai siamo ridotti ad attendere solo lo scioglimento delle camere per andare verso nuove anticipate elezioni o forse, ma meno probabilmente, verso un governo tecnico, di scopo o di progetto (è la nuova precarietà della politica), per verificare chi sarà e chi parteciperà al nuovo Esecutivo e se questo vorrà seguire l’azione risanatoria del suo precedessore o inizierà tutto da capo, gettando il lavoro altrui nel cestino, come se nulla fosse avvenuto nei diciotto mesi appena trascorsi. Un serio dilemma che fa’ temere solo mutamenti nella marca delle auto blu da italiane a straniere, nell’abbigliamento da ora in avanti di aut-couture, di nuove leggi ad-personam e di tant’altro di simile, mentre tutti ci attendiamo una positiva modifica ed integrazioni di leggi e normative atte a rassicurare le famiglie, i giovani nella ricerca e/o mantenimento del lavoro, nel miglioramento del welfare state per eliminare tutte le diseguaglianze sociali ed economiche fra cittadini aiutando i più bisognosi, di una equilibrata giustizia sociale e della indipendenza della Magistratura, dell’eliminazione o tutt’al più dell’attenuazione dei vari conflitti di interesse nel rispetto della nostra Costituzione per assicurare una leale concorrenza nel mercato della comunicazione e nella giusta competizione ed opportunità tra e per le imprese e nella libertà di manifestazione del proprio pensiero con la considerazione seria e responsabile di ognuno di noi in una comunità amministrata nella giustizia, nella solidarietà e nel giusto ordine condiviso.

Insomma speriamo di non vivere un salto nel buio con brutte sorprese………vedremo e confidiamo nel buon senso e nel riconosciuto ed evidente senso di grande responsabilità sociale che si assumerebbe il nuovo governo.

 

Tutto ciò mi è stato riferito da un signore sulla sessantina, con tutti i capelli bianchi, con una robusta corporatura e con un viso acceso da due occhi di grande vitalità e luce, che ho visto avvicinare su una vecchia e cigolante bicicletta. Arrivato alla mia altezza smontò e si mise seduto sull’unica sedie libera, accennò un saluto e da lì iniziammo a parlare del più e del meno sino a giungere a riferire sulle attuali vicende della politica, mentre con gli occhi io continuavo ad ammirare il bel barocco di un vecchia costruzione che si opponeva, proprio di fronte sull’altra sponda della strada, alla mia postazione sotto lo stretto cornicione che mi riparava da un irrequieto stormo di  piccioni.

Lo strano tipo si esprimeva con un simpatico dialetto napoletano e dava la certa impressione di essere una persona mediamente istruita con una notevole veniale ironia.

Trascorsi ben due ore in sua compagnia e non fù difficile notare che anche altre persone erano rimaste interessate alle sue argomentazioni ed in particolare alle sue espressioni, che ho cercato di memorizzare e di riportare quì.

Ad un certo punto l’anziano signore guardò l’orologio e con un “stamme buò guagliò” mi salutò, inforcò la sua vecchia bicicletta e si allontanò con una lenta e costante pedalata. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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