Barak Obama: Hope, if we can believe …! And we? If you believe, we could!

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Sono pochi oggi gli avvenimenti che accendono passioni positive e che rimobilitano le pigre e rassegnate emozioni in una rivitalizzata curiosità di sapere o di supporre dove si stà andando, dove siamo e chi siamo in una seria capacità di interpellarci per una ragionata discussione, interiore e pubblica, su importanti argomenti di cocente attualità, che possano determinare la qualità della nostra vita nel grande condominio del nostro Mondo. Argomenti importanti come la politica, l’organizzazione sociale, l’energia e lo sviluppo, la democrazia, i rapporti fra popoli con costumi – tradizioni e credi religiosi diversi per promuovere un comune dibattito che almeno attenui le attuali diffuse aggressività militari, finanziarie, religiose e sociali per convogliare ogni utile energia al completamento di una globale convivenza giusta e pacifica priva di ogni forma di inutile fondamentalismo. Questa la sintesi del messaggio che colgo dal programma di Barack Obama, candidato democratico aspirante alla presidenza degli Usa, che ha generato un gran entusiasmo nelle affollate adunanze delle primarie all’insegna di un forte sentimento quale è la speranza come elemento fondamentale

della ragione e della lucida e determinata volontà di una nuova necessaria piattaforma esistenziale dove tutti desiderano proiettarsi per vivere una propria nuova America, priva dei vecchi conflitti razziali, religiosi ed in genere fra genti diverse, in una ragionata scelta fra passato e futuro.

Non ricordo un’altra simile competizione elettorale americana, forse quella di Kennedy, con così alta ed appassionata partecipazione nel motto “We can”.

Non credo che il candidato repubblicano vada oltre i suoi attuali risultati, gli americani, pur stimandolo come eroe del Vietnam, sono stanchi di essere continuamente in guerra e John McCain si è speso un pò troppo a favore della guerra e di una buona parte della politica di George Bush, mentre Obama già dal 2005 aveva chiaramente espresso discordanza con un netto distinguo dalle motivazioni della belligeranza bushiana.

Hillary Clinton aveva iniziato le primarie con grande successo auto-accreditandosi grande esperienza e sicurezza nel suo eventuale ruolo presidenziale, tanto da essere la preferita dai numerosi sondaggi nel giovane gioco del toto-presidente. A causa di alcune errate forme di comunicazione ed in ultimo di aver cambiato improvvisamente la responsabile del proprio staff con una signora di colore, stà facendo temere negli americani la solita campagna elettorale con coreografie e parole solo atte ad accaparrare consensi e voti. Quindi si prevede un netto sorpasso da parte del senatore Obama verso la designazione ufficiale a rappresentare i democratici nelle fasi finali della competizione elettorale per la nomina del prossimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Barack Obama non rappresenta più la giovane novità del partito democratico, bensì sembra rivestire il ruolo del personaggio più accreditato alla vittoria finale per la sua sicurezza con la quale ha fatto ritrovare l’entusiasmo al popolo americano con la sua urlata convinzione che “Nulla c’è di impossibile se il popolo decide che è arrivato il momento di cambiare”.

Io sono italiano,  vivo in Italia e mi auguro che questo messaggio forte di speranza di una nuova politica americana, che tenga conto delle aspirazioni delle persone comuni ed operose, si realizzi sicuramente e presto in modo da subirne quanto prima tutti gli influssi positivi.

 

Anche quì da noi in Italia, dopo la caduta del Governo,  si stanno vivendo le prime fasi della campagna elettorale che ci porterà anticipatamente al voto per eleggere il prossimo esecutivo, ma nell’animo delle persone non trovo un entusiasmo simile a quello degli americani, anzi si ascoltano sempre più frequentemente giudizi negativi verso le cause che hanno determinato questo dirompente scioglimento delle camere. Inoltre ci si sente un pò lo zimbello d’Europa per il vergognoso ciclone rifiuti campano, le cui immagini avranno senz’altro fatto un impietoso giro del mondo creandoci nelle realazioni un negativo riflesso della nostra immagine, così pesantemente umiliata e compromessa.

Il panorama politico italiano ha subito dei mutamenti, ma nell’aria, oltre alcune vane

ostentazioni di intenti, non si respira aria di nuovo e molti sono convinti di ritrovare sempre gli stessi personaggi, che dopo un frettoloso maquillage ed alcune variazioni di rotta, frequentare con la loro solita litigiosità l’inconcludente teatrino della politica.

Un tempo esistevano nell’ambito di uno stesso partito posizioni politiche diverse, non divergenti, che animavano la dialettica interna con la presenza della loro “corrente”, oggi, anzi da molti anni a questa parte, invece le diversità non vivono più nelle correnti interne, ma generano un’infinità di partiti e partitini che di fatto possono creare qualche difficoltà all’interno del panorama bipolare che si è creato in Italia. Questo fenomeno della moltiplicazione partitica forse è incoraggiata dal generoso finanziamento pubblico verso la politica ed a questo proposito è necessaria una severa ricognizione della legge e di ogni altro provvedimento a questo riguardo per evitare a noi cittadini di pagare inutili e fastidiose logorroiche interpretazioni di questi melodrammatici personaggi della casta.

In questa animata popolazione politica, dove tutti parlano e pochi ascoltano il popolo, già si sente qualche tono minaccioso che promette guerra e tolleranza zero verso alcuni imperfetti (scriviamo così) personaggi. Tutti saremmo contenti nel constatare un livello di maggiore sicurezza nelle nostre strade, con la certa diminuzione di reati, ma per giungere a ciò basta far rispettare la legge esistente e che le pene inflitte per alcuni gravi reati siano certe e non più vanificate, se non annullate, da condoni, indulti, da buone condotte od altro. Però in questo contesto di giro di vite promesso non deve prevalere il concetto che se sin’oggi non essendosi potuto fare in modo, che quel che è giusto fosse forte, si farà in modo che quel che è forte sia il giusto, perchè tale eventuale deriva ci potrebbe esporre al rischio di uscire dalla nostra condivisa democrazia. E in questo particolare periodo non si è esenti dal pericolo di scivolare, magari inconsapevolmente, verso un governo forte, con alcuni personaggi strumentalmente populisti, manipolatori mediatici, intolleranti ed autoritari. Per questo a me piace la nostra attuale Costituzione con vocazione proporzionale, mentre temo le democrazie maggiritarie che di fatto, con il loro dettato costituzionale a vocazione appunto maggioritaria, tendono a rafforzare oltre modo l’esecutivo rispetto al legislatore con l’effetto di diminuire il pluralismo.

Altro aspetto che non piace alla gente è la legge elettorale con la quale si andrà a votare nel senso che se tutto rimmarà allo status quo odierno nessuno potrà indicare e votare i propri candidati. Ci troveremmo una sorta di lista bloccata al cui interno forse appariranno nominativi con delle credenziali non gradite, quindi nulla di nuovo nel nostro Parlamento. A questo proposito, ricordo che in una recente trasmissione televisiva di attualità una giovane politica giustificava la probabile presenza nella lista del suo partito di un personaggio con ultra credenziali non gradite con la semplice giustificazione che lei per questo particolare signore nutriva stima ed ammirazione…………come se durante una riunione di condominio un qualcuno propone un amministratore non gradito dagli altri condomini e questo professionista deve essere per forza assunto per la sola stima espressa dal proponente in barba alla comune disapprovazione del resto del consiglio. Arroganza e basta.

Se vogliamo un ordine politico nuovo per la necessaria trasformazione etica del nostro Paese dobbiamo tutti farci carico di un forte impegno per premiare il migliore programma politico che tenga conto delle più correnti necessità di noi cittadini tutti e che tenga anche conto della necessità di eliminare una volta per tutte questo diffuso malcostume che ostacola la nostra crescita economica e civile. Quest’ultimo aspetto è stato riferito in una ultima relazione della nostra Corte dei Conti, che ci ha voluto lanciare un monito contro la continua crescita della corruzione nel nostro Paese.

Quindi se anche noi desideriamo migliorare all’insegna della Speranza, verso il nuovo, più giusto ed ordinato sistema socio-politico,  nell’esortazione del motto Noi Possiamo se ci Crediamo, dobbiamo essere attenti a non più implementare una inutile lite fra noi stessi ma ha scegliere e votare veri programmi politici che diano stabilità, lavoro, giustizia e democrazia nel nostro prossimo futuro.

Chi dei noti politici accenna a rimanere nei propri astrusi concetti metafisici, lasciamolo pure stare nel suo vacuo mondo fra inutili decelabranti argomenti che non interessano a nessuno come le percentuali, le coalizioni, gli apparentamenti e roba simile.

Anche noi “If you belive, we could.”

 

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