Million Dollar Baby

    tuqt66caqxprpccaa7u7iacad9th74caw4eghrca2dqs04cac671z3ca3t6lbjcab8g7hzcat5f5rtcaz5wdvpcamjtfj3ca0oqk8wcaa9gnjccal1mpfncacmc8dhcakb8pqgca412hjeca6nivrs.jpg      s0q5s1caa3div6caokjooecailaa2oca06948dcazpfrk6casmzyu0ca8thly6caq1xztkcan3l9bzcavgdngoca7uznstcaqu0ldycafjpdrqcag28gbzcae2zcxzcaqk94hbcagf9trhcar3izfr.jpg    812d3qca5iwr89cab335h7canvoxxoca7gkgt4ca2ay2oucasbp94mcagyhubucaq2927eca0el3r9caih4z32caobbizkcaf69bnocazmb0vaca01641xcanchc0tca0klxi7calxmmkxca20vjt5.jpg

Maggie…una ragazza forte e determinata, ma fragile alle delusioni della vita.

 

 

Ieri, dopo un bel pò di giorni, sono sceso in città per due ottimi motivi, il primo quello di andare a trovare due giovani persone alle quali voglio un mondo di bene ed il secondo quello di ritirare finalmente un saggio, che avevo ordinato da tempo in libreria e che non vedevo l’ora di leggerlo per verificare se alcune mie convinzioni fossero, bene o male, condivise dall’autore di quel testo.

Erano trascorse circa un paio d’ore da quando ero uscito da casa e già avevo ritirato il libro, che stavo suonando il citofono dei miei più cari ospiti. Hanno una bella piccola casa, arredata con gusto e colore da far immaginare facilmente il loro carattere allegro e positivo, tanto da sentirsi sinceramente felici della loro compagnia, sono giovani sposi che vivono senz’altro un forte legame affettivo, un’ intreccio di sicure belle emozioni e che nella loro apparente diverità si compensano e si completano come accade di rado osservare fra un uomo ed una donna. Due belle persone non c’è che dire, alle quali auguro ogni bene e tanta felicità nella loro vita.

Dopo le affettuodità iniziali e dopo qualche chiacchiera è arrivata l’ora del pranzo ed

il menù del giorno prevedeva la specialità della casa: lasagne. Che dire, ottime ce le siamo slurpate con gusto e voracità, io purtroppo mi sono dovuto fermare ad un solo piatto di quel ben di cucina…..ma tanta era la tentazione di un abbondante successivo bis. Sarà per la prossima volta, per la prossima lasagna.

Giunto il momento del commiato, ci salutammo ed io salito in macchina ripresi la strada del ritorno portandomi una busta con cinque films in dvd, che mi avevano prestato.

La sera, giunto casa, mi preparai la cena ed inserì nel lettore un dei cinque dvd prestatemi, quello del film Million Dollar Baby. Uno spettacolo sicuramente dedicato al mondo della boxe, con la variante novità di una donna boxer…..pensai mentre scorrevano le prime immagini, ma sbagliavo, era sì un racconto imperneato nel mondo della boxe, ma narrava una drammatica e coinvolgente storia di una ragazza, di Maggie.

La storia si svolge a Los Angeles, in California, città in cui ricchezza e povertà si fanno da naturale contrasto in un ambiente umano multiculturale come i grattaceli, che svettano sicuri verso il cielo, si contrastano con le misere costruzioni della povera periferia. E proprio in quella periferia, in una semplice e scarna palestra, Frankie Dunn (Clint Eastwood) svolge la sua attività di allenatore e prudente manager di pugili, tutti con il sogno di diventare, prima o poi, campioni. Questo un personaggio chiuso, introverso e  quindi di poche parole, segnato da una difficile storia familiare, sembra non avere un buon rapporto con la propria figlia, tanto che quest’ultima gli respinge ogni lettera. Frankie è aiutato nella conduzione e nel mantenimento della palestra da un vecchio signore di colore di nome Scrap, un ex pugile cieco di un’occhio, questo un personaggio con una spiccata e parlata umanità ottimamente interpretato da Morgan Freeman. Due personaggi egualmente appassionati della boxe, ma con caratteri che sanno arrivare alle stesse conclusioni, malgrado le loro spiccate diversità.

L’attività nella palestra procede sempre con gli stessi ritmi sino al momento in cui Frankie viene abbandonato dal suo migliore pugile, che gli preferisce un altro manager dotato degli agganci giusti per poter combattere in un incontro valido per il titolo di campione del mondo. Una circostanza che segna la già scarsa vita dell’allenatore-manager, acuendogli una certa strana frequentazione della fede ed implementando la sua singolare passione per la lingua irlandese.

A questo punto sembra che tutto sia destinato a procedere con la solita monotonia di una pigra palestra frequentata da ragazzi accesi verso irreali mete sportive nel difficile mondo della boxe, sin quando l’inaspettato arrivo di una ragazza fortemente intezionata a diventare una campionessa di boxe femminile, appunto Maggie (Hilary Swank), ridona interesse e motivazione a Frankie e a Scrap.

All’inizio Maggie viene fermamente scoraggiata dall’intraprendere quell’avventura sportiva, un pò per la sua non più giovane età e per l’assente disponibilità di Frankie nel volerla allenare, io non alleno ragazze così le ripeteva.

Con il passare dei giorni, l’ostinazione e la forte grinta della ragazza, unitamente all’interessamento del vecchio Scrap, convinsero Frankie ad aiutare Maggie a realizzare il suo desiderio di diventare una campionessa di boxe.

Nelle varie sequenze del film si comprende che anche la ragazza, occupata come cameriera in un modesto ristorante, desidera riscattare con la boxe la triste condizione economica e morale della sua famiglia e tanto forte divenne in lei questa priorità che riuscì ad impostarsi così bene e potentemente nel fisico che già dai suoi primi incontri riesce a battere pesantemente tutte le sue avversarie al primo round. Non c’è dolore fisico che la ferma e finalmente, dopo tante peripezie per proseguire i combattimenti, riesce finalmente sfidare la crudele, violenta ed imbattuta campionessa dei welter per il titolo mondiale.

Un continuo susseguirsi di episodi drammatici e commuoventi legati tutti all’esasperata necessità di partecipare ad un’esistenza fuori dalla propria miseria economica e priva di quei riferimenti affettivi, che si riescono a raggiungere non solo con una prepotente violenza, quale ultimo strumento di riscatto di un’angoscia esistenziale, che fa sbandare ogni fragile individuo dalla naturale sintonia della normale umanità ponendoci nell’errore di riuscire a curare l’egoismo, la cattiveria e la terribile crudeltà di altre persone. Considerasi esclusivi nella soluzione di situazioni e o di rapporti affettivi viziati dalla non buona fede è pericolosamente sbagliato, infatti dovremmo sempre valutare con estrema lucidità ogni attimo della vita che ci riguarda come per ogni tipo di relazione affettiva familiare per eventualmente prendere coscienza della inadeguatezza di questi non, però, per umiliare la nostra generosa sensibilità e per evitarsi inutili dolore delusioni.

Così infatti stava sbagliando Maggie,che per dotare generosamente la propria ingrata ed opportunistica famiglia d’origine di elementari conforts e sicurezze, procedeva verso questa ultima occasione con sprezzo della propria persona in un generoso, ma definitivo ed estremo, sacrificio.

Infatti nel film è accaduto questo, nell’incontro per il titolo mondiale dei welter femminili, la scorretta campionessa colpisce a tradimento, a gong suonato, Maggie che cade malamente urtando lo sgabello dei secondi del proprio angolo, spezzandosi la spina dorsale. Da quì il drammatico ricovero, l’intubazione della ragazza e più tardi l’amputazione della gamba sinistra e il grave tristissimo episodio dei familiari, che, consapevoli delle condizioni della propria congiunta, volevano sottrarle, ma invano, ogni suo bene faticosamente guadagnato sul ring. Da quì la grave capitolazione psicologica di Maggie, ormai ridotta ad una futura immobilità, che non riesce più a trovare il senso della sua futura esistenza tanto da chiedere ed ottenere dal proprio allenatore, Frankie, l’interruzione della sua vita con una discutibile sorte di eutanasia. Quando non si è più si smette di soffrire.

Un dramma nel dramma di una povera vita di una ragazza troppo sola, che lascia spazio a troppe riflessioni, prima di queste è quella di non permettere a nessuno di farci giungere alla fine della nostra resistenza fisica e psicologica.

Un film ideato, condotto e recitato in modo veramente significativo, tutti meritati i quattro oscar assegnati. Un lavoro di qualche anno fà, ma per certi versi tristemente attuale.

2 risposte a Million Dollar Baby

  1. messicoenuvole scrive:

    🙂

    OTTIMO DIREI!!! Hai visto caro 45credocosi???
    Sapevo che saresti rimasto appagato dalla visione di questo film superlativo……

    …ora te ne rimangono altri 4 …..buona visione!!!🙂

    …dimenticavo….complimenti per questo tuo spazio web!!
    leggerti è assai piacevole e stuzzicante!!!

    BESOS!

  2. principearancio scrive:

    Ciao,
    passavo di qui ed ho letto la tua recensione.
    Ti consiglio un altro film drammatico, che fa pensare molto le persone riflessive come siamo noi…
    Into the wild.
    Ma la storia non te la racconto!
    A presto, vieni a trovarmi anche tu!

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: