Vorrei che un’idea ci toccasse la ragione ed il cuore.

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Quando ero bambino mi piaceva ascoltare le fiabe, erano sempre dei racconti semplici che davano piacere ad ascoltarli, erano quasi sempre storie dove il cattivo soccombeva al buono, al bene, al giusto e da quì si creavano nella mente immagini di luoghi sinceri privi di inganni, delle immaginarie dimore dove esisteva sempre il rimedio al dolore, all’ingiustizia ed alla arrogante cattiveria dei cattivi potenti. Quì il dono dell’amore e della giustizia non permetteva che la bontà veniva mortificata dalla cattiveria e ciò sempre per opera dell’eroico semplice protagonista, che, attraverso numerose imprese, riusciva sempre a far terminare il racconto nel migliore dei modi “…….e vissero felici e contenti..”.

Quante volte ci si identificava con l’eroe del racconto provando profonde emozioni nel

condividere quel particolare stato d’animo da cui partivano e prendevano forza le azioni di giustizia presenti nel messaggio morale della fiaba. Il mondo era narrato e descritto come un luogo dove i buoni ed i giusti, prima o poi, prevalevano sull’invasiva cattiveria ed ingiustizia e questo soddisfaceva la nostra giovane anima ancora non contaminata dalla realtà.

Così crescendo mi resi conto del come tutte le fiabe ed i racconti iniziavano con “c’era una volta…..” e non con un possibile “….oggi esiste nel paese…..”, perchè nel mondo reale, adesso, oggi non è possibile essere idealisti quando nell’attualità della nostra comunità si vive quasi costantemente nel rischio di dar valore al solo tintinnio del denaro per dar corpo e profilo alla ragione del potere, all’importanza della propria persona per poter prevalere sul maggior numero di altre persone. Un feticismo del denaro, che ha contaggiato molti personaggi ormai inconsapevoli schiavi del solo valore economico nello attuale mercato globale della nostra società con desiderata e costruita vocazione capitalista, nella conseguente evaporazione dei veri valori etici e morali.

Nella favola odierna, anzi scriviamo correttamente, in questo periodo, da qualche anno a questa parte, sembrava di essere giunti ai bordi di un baratro oltre il quale cessano di esistere le opinioni dei singoli, dei vecchi modi di dire, di una pluralità di pensiero per una omologazione delle opinioni in modo che venga meno la capacità di ognuno di vedere

le cose, i fatti a modo proprio, un exitus dell’idea, del pensiero personale esclusivo da offrire al confronto di altre idee. Un voler frenare elementi come le passioni, le emozioni, l’intensità delle proprie convinzioni verso un’esigente necessità di concepire e di organizzare nuovamente la nostra comunità con semplici e basilari valori condivisi di sussidiarietà, di solidarietà e di giustizia in una fresca respirata atmsfera di vera democrazia, allontanando dal potere tutti quei personaggi con fedina penale non più intonsa e che hanno probabilmente smarrito il principio di essere al servizio esclusivo del proprio paese, per l’efficienza e l’imparzialità della propria pubblica amministrazione.

Quindi ora che si è avviati verso una ennesima legislatura, bisognarà prestare molta attenzione ai programmi politici che ci verranno abbondantemente declamati, come sarà necessario osservare con molta attenzione le singole credenziali dei vari candidati per poter optare verso quei soggetti politici che candideranno solo persone con una personale storia penale immacolata, in modo da ottenere un parlamento pulito, che possa

riparare i guasti morali e materiali prodotti in molti anni di indifferenza e di cieca sudditanza alle incontrollate regole del così detto nuovo mercato globalizzato verso la cittadinanza debole, incapiente, precaria, vittima di ogni emergenza come quella dei rifiuti, come quella dei portatori di gravi e rare patologie, come quella della giustizia fiscale e quella di proteggere ogni posto di lavoro e di salvare le famiglie dall’insensato continuo caro vita, che stà minando irrimediabilmente il già guastato quotidiano di ognuno di noi.

Insomma si deve sperare che pian piano tutto si aggiusti e che nel contempo vengano attivate tutte quelle risorse necessarie alla generale sopravvivenza nell’attuale imperfetta e disarmonica democrazia affollata da affabulanti tuttologi che ci hanno

inquinato la comunicazione in ossequio dei loro padrini.

Quindi rigenerare la ragione, che consente di indirizzare ogni azione politica verso obiettivi oggettivamente utili alla comunità, mentre è altresì necessario ridare vita al sentimento per affinare la sensibilità per comprendere le ragioni e le verità da parte dei meno fortunati e socialmente fragili. Un’attività politica svolta e determinata dalle giuste convinzioni e dai sentimenti, il tutto con piena buona fede e senso della giustizia.

 

Così almeno i prossimi racconti che ci riguarderanno non saranno iniziati con “..c’era una volta..”, ma “..c’è questa volta….con la ragione e con il cuore..”.

Ecco cosa desiderano le persone….un buon presente ed un futuro come ragionevole buona promessa.

 

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