Riflessione sulla 1a Giornata Europea delle Malattie Rare.

In molte occasioni quando decido di uscire, non sono invogliato dai quattro passi per migliorare o mantenere la mia salute, ma per studiare le persone che, per una varietà di motivi, si spande per le strette strade del piccolo comune ove risiedo. Nel piacevole incedere sono circondato da una piccola folla sgranata, da tante persone sole, che, con passo diverso sulla superfice del fitto pavè, accennano frequenti saluti nell’ incrociare conoscenti e parenti. A volte si soffermano a chiacchierare sottovoce come se stessero discutendo del senso della loro vita, con brevi piccoli dibattiti vissuti sempre in fretta e furia e conclusi con la solita formula del ci vediamo in altro momento.

E’ bello vedere tante persone, che interrompono brevemente il loro da fare per salutarsi e per aggiornarsi sulle ultime banalità locali con un veloce e velato pettegolezzo, per poi riprendere il tragitto tacidando la veniale malizia e girando lo sguardo verso il margine della strada per scorgere l’entrata del forno, meta dell’uscita.

Nel vedere questi aspetti della nostra vita, sembra che da noi nulla è cambiato negli anni, ma di fatto non è così, infatti viviamo in un’ apparente solare socializzazione, le nostre frequentazioni si sono diradate ed il vicinato non è più vissuto come una volta, come quando si stava peggio, in quegli anni che seguirono a scampate pericolose inclinazioni.

Né seguì l’età dell’oro in politica ed il virus dell’apparire contagiò gran parte delle persone sotto la spinta di una compulsiva feticistica di una informazione sempre più asservita alle volontà delle varie politiche ormai esclusivamente convergenti nell’ordine della sola produzione, una mania performativa secondo il decalogo del così detto nuovo mercato, in un gioco sociale fra il vero ed il falso. Una nuova deriva verso un processo di non democrazia, uno stato di eccezione dove si sono ricreate nella nostra società troppe condizioni di estrema disparità in un assurdo colpevole immobilismo delle istituzioni e da una gran parte della politica ormai confusa ed attaccata dalla patologia del potere fino a sé stesso.

In questa situazione le persone più deboli sembrano essere esiliate, allontanate dalla possibilità di vivere un discreto proprio quotidiano, con il credito dei diritti sostenuti dagli assolti doveri. Un’economia confusa e sbilanciata che vede in una ingiusta solitudine tutti quei cittadini, che per una sorta di destino, soffrono una svantaggiata condizione fisica ed il loro diritto alla salute viene calpestato ogni giorno.

Una situazione aggravata dalla caduta dell’ultimo governo, dall’attuale vuoto politico nel quale si è allantanata la possibilità di ottenere “una legge subito per ridare speranza a chi speranza non ha”.

Quindi domani 29 febbraio noi della libera associazione “Sos Linfedema” andremo all’importante appuntamento convenuto fra le tante associazioni di volontariato, fra privati cittadini, fra dottori, fra clinici, fra alcune componenti del mondo della politica sensibile a questo grave problema sociale per celebrare la nascita dell’ Officina delle Malattie Rare con la guida dell’emerita A ssociazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori”. Questo per contrastare lo stato di emergenza e di eccezione, che si è determinato, esercitando il nostro diritto “alla resistenza” alle varie problematiche irrisolte nel nostro Paese con una convinta adesione ad una profonda Rivoluzione Culturale.

Da quì il nostro impegno per rendere effettivo il diritto alla salute, chiaramente sancito con l’articolo 32 della nostra Costituzione e per non far dimenticare alla politica i molti disegni di legge a favore delle Malattie Rare ormai decaduti per lo scioglimento del Parlamento.

Appena terminato il convegno sulla “Prima Giornata Europea delle Malattie Rare”, sarete tutti informati dell’evento, di quanto si sarà deciso di attuare e di qualche immagine dell’evento.

Un caro saluto a tutti

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