Intelligenza Timida.

marzo 30, 2008

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Non ho mai offerto molto spazio ai chiacchieroni del tipo “quelli, quelli non capiscono nulla” e via di seguito, come non ho mai pensato che gli “altri” o “quelli” non capivano effettivamente niente o meno di chi accennava a questa diversità di intelletto, di intelligenza. Sono sempre stato convinto che, più o meno ma nella norma, tutti partiamo per la vita con gli stessi mezzi e proprietà intellettive, poi nel tempo vi sono cause e circostanze che ci rendono diversi, più espliciti, più veloci nella comprensione, più maliziosi nel voler compredere i fatti con i nostri occhi, più indipendenti nei giudizi e di contro più sensibili alle esposizioni degli altri, tanto da provare ammirazione se non propria venerazione verso quanto abbiamo ascoltato e verso chi ci ha così ben esposto il fatto. Tanta è l’ammirazione che cerchiamo di tenere a mente quella descrizione, quel racconto, quell’esposizione di un fatto al quale, prima, davamo un’interpretazione diversa, incompleta, non così ben accessoriata con tante parole così efficaci. Mai eravamo riusciti ad esprimerci così, certamente mancavamo di un simile allenamento verbale, discorsivo per riferire i nostri pensieri con così tanti vocaboli, in un’enfasi così passionale con una colorata logorroica esposizione. Come riuscire a dare torto a pensieri così forbitamente espressi, viene meno il coraggio, la sicurezza e la convinzione per poter esprimere il nostro eventuale totale o parziale disaccordo. Ecco la forza delle parole, che riescono ad intimidirci, a limitare la reattività della nostra ragione, del nostro semplice buon senso, un’ubriacatura sonora così potente che lascia la sua traccia con i suoi argomenti suadenti, che ben celano la mente fredda e calcolatrice che ordinano ed affiancano nella voluta seguenza toni, sguardi ed una opportuna mimica del viso in una studiata gestualità per maggiorare l’effetto delle parole, appunto.

Sino a qualche tempo addietro, questa capacità discorsiva la si usava per vendere, per convincere qualcuno ad acquistare un oggetto necessario o superfluo, di qualità o scadente. . . . .questa era la prima dote di un venditore, che, oltre a ben proporre la propria mercanzia, doveva essere così abile da fermare ed intrattenere la propria vittima, il probabile acquirente. Oggi, invece, la capacità oratoria viene usata anche per convincere gli “altri”, “quelli” che chi parla ha ragione ed ha la proprietà di linguaggio per giungere a questo scopo.

Una circostanza che spesso accade di questi tempi, periodi di sorde battaglie combatture con giochi di parole che suonano un rumore di una dimensione diversa da quella della realtà di tutti i giorni, un’overdose di chiacchiere per imbelletare il brutto e trascurare il bello, il palese, il giusto. Una continua chirurgia con il bisturi delle parole che confondono, tagliano la realtà insinuando falsi aneddoti nel consumato dominio della stanca ragione collettiva.

Così oggi qualcuno tenta di conquistare la simpatia, la ragione ed i voti nelle prossime due giornate dedicate all’elezione del prossimo esecutivo politico.

Son quasi le stesse persone di sempre, quelle nuove prive di ogni esperienza e capacità di governo, per lo più tratte dalle amicie personali, offrono esplicitamente la loro inesperienza (?!), mentre quelle già navigate nella politica cercano di arringare la gente con programmi che certamente, a detta di loro, risolveranno i problemi connessi ai salari ed alle pensioni che ormai non sono più sufficienti per arrivare alla fine di ogni mese, alla precarietà nel lavoro, alla crisi energetica ed ai suoi elevati costi per la comunità. Non mancano assurde promesse ecologiste e pretese strategie per ricondurre la società in sicurezza, come non vengono risparmiati piani per ricostituire una sana giustizia nella legalità e di uguaglianza. Addirittura qualcuno s’è spinto sino al punto di proporre una riduzione dei redditi della numerosa casta politica (magari!), mentre senza freno vengono spesi delle immense somme per la campagna elettorale, confidandone poi nel rimborso pubblico, mentre il popolo continua a vivere nelle più aspre difficoltà. Si è accesa un’inopportuna diatriba sulla vendita della nostra compagnia aerea, l’Alitalia, con l’esposizione di tesi e volontà contradditorie. Anche l’aeroporto di Malpensa accende una violenta dialettica con vecchi e nuovi veleni, però nessuno riferisce della così detta “scomodità” di questo scalo realizzato in una località così distante da Milano e priva di alberghi e simili infrastrutture necessarie ai viaggiatori, con un progetto fuori da ogni razionale pianificazione aereoportuale in quelle regioni.

Intanto la nostra informazione, i media, molti dei quali completamente colonizzati dalla politica, affiancano questa continua nenia pre-elettorale promuovendo ed organizzando una varietà di dibattiti dove gli ospiti replicano le loro teorie e promesse elettorali in un clima di tiepida belligeranza, esponendo con le solite parole sunti di programmi ormai simili ed annunciandosi la vittoria con una sequela di inutili dati forniti da diverse società a cui erano stati commissionati sondaggi di ogni genere, certamente non gratuitamente, ma certamente a carico di noi inermi contribuenti. Ora và in voga il concetto di “voto utile”, a loro s’intende, che semplicemente si spiega con la richiesta dei politici di un voto polarizzato verso i soli grandi partiti, quali unici soggetti politici autocandidatosi alla pratica del governo. Alla faccia della pluralità democratica.

Molti sono gli argomenti di cui non si sente mai parlare, come per esempio il rispetto e la presa in considerazione del Ssn che a tutt’oggi non ha risolto il grave problema dei portatori di gravi e rare patologie, congelando di fatto i Lea per il reperimento delle coperture finanziarie, per il difficile accesso di questi sfortunati ammalati a particolari medicinali (medicinali orfani), ai tanti posti di lavoro in pericolo per un’immensità di cause, fra le quali quelle di aver permesso a grandi aziende del terziario di unirsi causando esuberi e difficoltà nei sodalizi collegati.

Non si parla di politica estera, mentre nel mondo avvengono continui e nuovi sconvolgimenti, come la crisi finanziaria americana, causata da una economia speculativa, le cui ripercussioni negative stanno impegnando altre nazioni. In Iraq e in Afghanistan la guerra continua con sempre più vittime fra civili e militari. Si è sempre più influenzati dall’enorme crescita dell’India e della Cina, mentre degenerano nel silenzio i diritti umani di intere popolazioni.

In queste assiste di confronto politico, l’unico segno di vitalità è dato dal continuo sali-scendi delle sopracciglia con i quali gli interlocutori accompagnano i propri ragionamenti.

Ecco perchè bisogna attivare la nostra attenta osservazione critica e togliere quel velo di timidezza all’intelligenza per poter lucidamente e liberamente scegliere a chi concedere la possibilità di governare la nostra Nazione con equità, con giustizia e nella rispettosa considerazione delle giuste aspettative di tutti noi per ricredere in un possibile futuro positivo con l’individuazione di obiettivi comuni verso i quali muoversi davvero con passione, determinazione e con la convinzione di ognuno di noi.

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Eccoci in Andalusia per seguire la 2a prova di motomondiale 2008.

marzo 30, 2008

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Sembra trascorso chissà quanto tempo dal primo GP nel Qatar, dove per la prima volta si era corso in “notturna”, quando oggi trenta marzo i bolidi a due ruote hanno occupato i paddock del circuito di Jerez de La Frontera, in Spagna nella bella e caratteristica regione dell’Andalusia. Un circuito lungo circa 4.430 metri con un buon numero di curve a destra ed a sinistra, con chicane e con non eccezionali rettilinei, che imporranno ai meccanici di mettere perfettamente a punto le varie moto per avere speranze di vittoria in un percorso di gara che esalta le capacità di guida dei piloti, senz’altro impegnati nello scegliere e nell’infilare le giuste traiettorie nell’affrontare le varie sinuosità del circuito. Un percorso che forse non premia le eccessive velocità di punta nei rettilei, ma che sicuramente rende più facile la progressione verso la vittoria a quei piloti che posseggono grande padronanza del loro mezzo, unitamente alla necessaria dose di gran coraggio nell’abbattere velocemente e precisamente il loro bolide in impossibili pieghe nei vari cambia direzione e di pendenza. Insomma i quindici campioni dovranno affrontare i ventisette giri di gara con una gran dose di adrenalina nel sangue, a tutto gas e con la speranza di non sbagliare mai e quindi di non essere traditi dal loro talento e dal loro istinto.

Di tanto in tanto affiorano dalla mia memoria le immagini delle battaglie motociclistiche combattute, molti anni fà, da Agistini e Pasolini, fieri alfieri a cavallo di potenti 500cc, che, allora, mi sembravano curvare con qualche difficoltà. Certo salta agli occhi la differenza tecnica così estesa con le moto da gara di oggi, tanto da far apparire le attuali 800cc come piccole astronavi sfreccianti con mirabile agilità fra le curve di un circuito con una incredibile velocità di oltre 300 km/h nei tratti rettinei, dove a malapena si scorgono i piloti necessariamente appiattiti a filo di cupolino, dentro la sagoma della loro carena. Le corse delle moto sono sempre state uno spettacolo avvincente e fortemente coinvolgente, tanto che a volte si vivono emozioni come se fossimo anche noi a bordo di quei colorati bolidi. Una passione che sembra aver contagiato anche Michael Schumacher, che con due esplosive performance ha fatto spalancare gli occhi a molte persone conquistando un ottimo terzo posto in Ungheria ed una vittoria a Barcellona in sella ad una Triumph. Conoscendo il temperamento impavido dell’ex pluri-campione di F1, c’è da sperare che le sue attuali scorribande possano essere in un prossimo futuro un impegno professionistico, malgrado molti tentino di scoraggiarlo per l’elevata pericolosità di questa disciplina sportiva su due ruote.

Per tornare alla gara di oggi, dopo la parentesi Schumacher, è bene ricordare i primi piloti dello schieramento di partenza delle GP: l’esordiente Lorenzo in pole, seguito dallo spagnolo della Honda Dani Pedrosa, quindi Colin Edwards su Yamaha, l’americano Nicky Hayden in seconda fila su Hoda con a fianco Valentino Rossi su Yamaha e Randy de Puniet. In questa circostanza Casey Stoner si è dovuto accontetare del settimo posto, si è avuta l’impressione di qualche problema della Ducati in questo circuito, d’altra parte la rossa non sembra essere un mezzo facilmente guidabile in un simile circuito dove l’agilità e la velocità in curva paga molto.

La gara è iniziata con una partenza al fulmicotone di Pedrosa, che è subito riuscito a precedere Lorenzo, Hayden, Stoner, Edwards, Rossi e Capirossi.

I giochi ed i migliori sorpassi avvengono nei primi giri, infatti già fra il terzo ed i quarto giro Rossi riesce a superare Lorenzo conquistando la seconda posizione e questa volta il primo serpentone è formato da Pedrosa, Rossi, Lorenzo ed Hayden, mentre Stoner a causa di un’uscita di pista, un dritto finito bene, si ritrova in 14a posizione. Solo verso l’ottavo giro Casey migliora il piazzamento, con qualche buon sorpasso, attestandosi in ottava posizione.

Al 12mo giro accade un fatto particolare, dal paddock della Honda viene esposto un cartello per avvisare Pedrosa di avere un secondo di vantaggio sugli inseguitori (Rossi-Lorenzo), mentre in realtà il vantaggio era di tre secondi. Questo per incitare il pilota a mantenere la sua concentrazione e per incitarlo ad allungare il passo. Una bella responsabilità, non c’è che dire, ma di fatto lo spagnolo riesce a capitalizzare ben quattro secondi di vantaggio sin dal 14mo giro, viaggiando con una perfezione degna di un pilota molto esperto e padrone di sé.

La gara da questo momento in poi si svolge con pochi sorpassi, due soli episodi hanno creato qualche brivido negli spettatori, come quello occorso ad Hayden che riesce ad evitare una brutta scivolata in curva, in una eccessiva piega, salvandosi in estremis con il gomito a terra come un puntello; l’altro episodio ce lo ha fatto vivere Stoner, che, a causa di un contatto con Nakano, replica un nuovo fuori pista mantenendo fortunatamente l’11ma posizione.

Tutto sommato una gara con poche emozioni, ma con qualche nota importante da attribuire all’ottima prova delle gomme Michelin che hanno fornito una strepitosa prestazione nelle prove e nel passo di gara. Ottimo il ritorno vincente della Honda Hcr, dopo un lungo periodo poco brillante, una bella progressione tecnica che ha permesso al giovane Pedrosa di conquistare il gradino più alto del podio, affiancato da Rossi e dall’esordiente e giovane Lorenzo.

Un primo e terzo classificato con gomme Michelin, un secondo posto per le Bridgeston.

Avrei sinceramente preferito una conclusione con la Ducati di Stoner prima, con la yamaha di Lorenzo seconda e con una terza posizione alla suzuky del bravo Capirossi, ma ciò appartiene allo spirito del mio tifo, delle mie simpatie. A questo proposito, come ho già asserito in un’altra occasione, ammetto di non fare più il tifo, per una caduta verticale della mia simpatia, per un pilota che ha fatto un grave scivolone non in pista, ma nell’etica che destino ad ogni vero sportivo e poi quest’ultimo ha la pessima abitudine di tirarla troppo lunga prima di presentarsi ad un’intervista e ciò mi infastidisce; queste s’intende sono solo mie impressioni.

Comunque la gara delle 800cc termina con i seguenti primi:

1) Pedrosa – honda – michelin

2) Rossi – yamaha- bridgestone

3) Lorenzo – yamaha- michelin

4) Hayden – honda

5) Capirossi – suzuky

6) Toseland – yamaha

 

Classifica mondiale, punti dei primi piloti:

 

1) Pedrosa 41

2) Lorenzo 36

3) Rossi 31

4) Stoner 30

5) Dovizioso 21

6) Toseland 20

7) Capirossi 19

8) Hayden 19

9) Hopkins 13

10) Nakano 10

 

La classifica mondiale costruttori è ad oggi la seguente:

 

1) Honda 41

2) Yamaha 40

3) Ducati 30

4) Suzuky 19

5) Kawasaki 13

Speriamo che in Portogallo il prossimo 13 aprile, grazie alla conformazione del circuito dell’Estoril, la Ducati sia maggiormente competitiva e possa liberare tutta la sua potenza per permettere a Stoner di assicurarsi un posto sul podio. 

 


Da “Dossetti:i Valori” – Riepilogo avvenimenti del 28 marzo 2008

marzo 28, 2008

Cari Amici,

oggi nella sede della nostra Associazione,  il nostro Segretario Nazionale Claudio Giustozzi ha tenuto una Conferenza Stampa al fine di diffondere agli organi di stampa l’esposto-denuncia presentato il 21 marzo scorso alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma. Da domani potrete trovare copia dell’esposto-denuncia sul nostro sito http://www.dossetti.it.

Nell’Esposto l’Associazione ha denunciato alla Magistratura la mancata assistenza sanitaria ai malati rari e il difficile accesso ai farmaci innovativi ed ha chiesto di perseguire penalmente tutti gli attori colpevoli della mancata assistenza.

Di seguito troverete le principali agenzie che hanno battuto la notizia.

Nella giornata di domani 29 marzo 2008 alle ore 15.10, Radio Vaticana (FM 105.00) si collegherà in diretta con il nostro Segretario Nazionale per parlare di Malattie Rare e, alle 19.40, sull’emittente SAT2000 (canale 801 di SKY, Digitale Terrestre RAI, canale 69 Telelazio-Reteblu), l’apertura del telegiornale sarà dedicata alla nostra Conferenza Stampa.

Cordiali saluti,

la Segreteria dell’Associazione

SANITA’: ANCHE CON NUOVI LEA 1 MLN DI MALATI RARI FUORI DA SSN

(28-MAR-08 16:23)

(Adnkronos Salute) – “Se infatti avere una diagnosi di malattia

rara al Nord è difficile a causa delle difficoltà nello stanare queste patologie poco conosciute dalla nostra classe medica – spiega Giustozzi – nel Centro Sud il più delle volte ciò diventa quasi impossibile. E lo stesso discorso, naturalmente, vale anche per le cure alle quali questi pazienti si sottopongono”.

Non a caso “i malati rari – spiega il segretario nazionale

dell’associazione Dossetti – sono tra quelli che maggiormente sono costretti ad affrontare i cosiddetti viaggi della speranza. E gli ostacoli che queste malattie incontrano nel percorso che le riconosce tra i Lea – incalza – rende tutto più drammatico”. Così, di fatto, “i

malati alle prese con patologie rare si ritrovano sparsi in 21 sistemi sanitari diversi, ed essere nati in una Regione piuttosto che in un’altra può far la differenza. Un’ingiustizia – conclude – che contrasta profondamente con il nostro dettato costituzionale”.

(Ile/Adnkronos Salute)

SANITA’: ANCHE CON NUOVI LEA 1 MLN DI MALATI RARI FUORI DA SSN = 

ASSOCIAZIONE DOSSETTI, SOLO 10% PATOLOGIE NEI LIVELLI ESSENZIALI
DI ASSISTENZA

(28-MAR-08 15:04)

      Roma, 28 mar. (Adnkronos Salute) – Anche se i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) dovessero compiere gli ultimi passi e concludere l’iter legislativo, i malati rari ‘dimenticati’ dal Servizio sanitario nazionale ammonterebbero comunque a un milione di persone. Il decreto che ‘ridefinisce’ le prestazioni che vengono
garantite a ciascun cittadino per la tutela del diritto alla salute ha infatti aggiunto 109 malattie al registro delle patologie rare. Ma le circa 600 che così verrebbero riconosciute nei nuovi Lea “sarebbero comunque una piccola realtà rispetto alle ben 6.000 patologie
esistenti, ma comunque fuori dal Ssn”. La denuncia arriva da Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’associazione Dossetti, che all’ADNKRONOS SALUTE racconta “le difficoltà di cittadini costretti
spesso e migrare da una Regione all’altra in cerca di una diagnosi, e obbligati a pagare visite e terapie di tasca propria”.

      “Quelle riconosciute dal Ssn, qualora decreto sui nuovi Lea dovesse concludere il suo percorso e giungere a buon fine – spiega Giustozzi – rappresentano soltanto il 10% delle malattie rare presenti
nel nostro Paese. Questo significa che chi è alle prese con patologie tagliate fuori dai Lea, è costretto a pagare tutto di tasca propria. E si tratta spesso di costi altissimi considerando che questi malati e le loro famiglie sono costretti non di rado a lasciare casa per recarsi in centri di cura migliori ma fuori Regione”. E questo
soprattutto al Sud. Perché sul fronte malattie rare l’Italia “è più che mai un Paese a due velocità”. (segue)
(Ile/Adnkronos Salute)

SANITA’: MALATI RARI SCRIVONO A CANDIDATI PREMIER, PRONTI A DIGIUNO

(28-MAR-08 15:09)

      (Adnkronos Salute) – Dall’associazione Dossetti arriva poi una
‘bachettata’ al premier uscente Romano Prodi, “che ci aveva assicurato
il suo impegno – accusa Giustozzi – ma alla prova dei fatti purtroppo
non è mai giunto”. Ora, però, l’associazione chiede a gran voce un
cambio di rotta, “perché se solitamente si dice che in Italia si muore
di burocrazia – afferma – i malati rari di questo ‘male’ muoiono
davvero”.

      Per questo l’associazione chiede un meccanismo “più snello per
riconoscere le malattie rare come tali dal nostro Ssn. Ad esempio –
spiega il segretario nazionale dell’associazione – vorremmo che quelle
riconosciute a livello europeo lo diventassero automaticamente anche
nel contesto nazionale”. Nel provvedimento, inoltre, dovrebbe esserci
spazio per la formazione, sia universitaria che ospedaliera, dei
camici bianchi e del personale sanitario sulle malattie rare, per
facilitare la diagnosi e il percorso di cura. Nonché un sistema che
consentisse ai farmaci innovativi, già in uso in altri Paesi europei e
non ancora disponibili in Italia, “di essere usati immediatamente da
questi malati anche nel nostro Paese, bypassando, in altre parole, gli
step previsti dal nostro sistema farmaceutico”. Le richieste da
avanzare, in realtà, sono molte, “perché quel che vorrebbero questi
malati è una qualità di vita migliore, superando ostacoli che spesso
appaiono insormontabili mentre sono aggirabili con il minimo impegno”.
Un esempio? “Rendere gratuiti i farmaci da banco – spiega Giustozzi –
Colliri, pomate lenitive che certo non risolvono la malattia, ma di
fatto possono alleviarne i sintomi”.
(Ile/Adnkronos Salute)

SANITA’: AFFETTI DA MALATTIE RARE A CANDIDATI PREMIER, SIAMO PRONTI A DIGIUNO

(28-MAR-08 15:18)

      (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Dall’associazione Dossetti arriva
poi una ‘bachettata’ al premier uscente Romano Prodi, “che ci aveva
assicurato il suo impegno – accusa Giustozzi – ma alla prova dei fatti
purtroppo non e’ mai giunto”. Ora, pero’, l’associazione chiede a gran
voce un cambio di rotta, “perche’ se solitamente si dice che in Italia
si muore di burocrazia – afferma – i malati rari di questo ‘male’
muoiono davvero”.

      Per questo l’associazione chiede un meccanismo “piu’ snello per
riconoscere le malattie rare come tali dal nostro Ssn. Ad esempio –
spiega il segretario nazionale dell’associazione – vorremmo che quelle
riconosciute a livello europeo lo diventassero automaticamente anche
nel contesto nazionale”. Nel provvedimento, inoltre, dovrebbe esserci
spazio per la formazione, sia universitaria che ospedaliera, dei
camici bianchi e del personale sanitario sulle malattie rare, per
facilitare la diagnosi e il percorso di cura.

      Nonche’ un sistema che consentisse ai farmaci innovativi, gia’
in uso in altri Paesi europei e non ancora disponibili in Italia, “di
essere usati immediatamente da questi malati anche nel nostro Paese,
bypassando, in altre parole, gli step previsti dal nostro sistema
farmaceutico”. Le richieste da avanzare, in realta’, sono molte,
“perche’ quel che vorrebbero questi malati e’ una qualita’ di vita
migliore, superando ostacoli che spesso appaiono insormontabili mentre
sono aggirabili con il minimo impegno”. Un esempio? “Rendere gratuiti
i farmaci da banco – spiega Giustozzi – Colliri, pomate lenitive che
certo non risolvono la malattia, ma di fatto possono alleviarne i
sintomi”.

(Sal/Col/Adnkronos)

SANITA’: ANCHE CON NUOVI LEA 1 MLN DI MALATI RARI FUORI DA SSN =
ASSOCIAZIONE DOSSETTI, SOLO 10% PATOLOGIE NEI LIVELLI ESSENZIALI
DI ASSISTENZA

 (28-MAR-08 15:23)

Roma, 28 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Anche se i nuovi
Lea (Livelli essenziali di assistenza) dovessero compiere gli ultimi
passi e concludere l’iter legislativo, i malati rari ‘dimenticati’ dal
Servizio sanitario nazionale ammonterebbero comunque a un milione di
persone. Il decreto che ‘ridefinisce’ le prestazioni che vengono
garantite a ciascun cittadino per la tutela del diritto alla salute ha
infatti aggiunto 109 malattie al registro delle patologie rare. Ma le
circa 600 che cosi’ verrebbero riconosciute nei nuovi Lea “sarebbero
comunque una piccola realta’ rispetto alle ben 6.000 patologie
esistenti, ma comunque fuori dal Ssn”. La denuncia arriva da Claudio
Giustozzi, segretario nazionale dell’associazione Dossetti, che
all’ADNKRONOS SALUTE racconta “le difficolta’ di cittadini costretti
spesso e migrare da una Regione all’altra in cerca di una diagnosi, e
obbligati a pagare visite e terapie di tasca propria”.

      “Quelle riconosciute dal Ssn, qualora decreto sui nuovi Lea
dovesse concludere il suo percorso e giungere a buon fine – spiega
Giustozzi – rappresentano soltanto il 10% delle malattie rare presenti
nel nostro Paese. Questo significa che chi e’ alle prese con patologie
tagliate fuori dai Lea, e’ costretto a pagare tutto di tasca propria.
E si tratta spesso di costi altissimi considerando che questi malati e
le loro famiglie sono costretti non di rado a lasciare casa per
recarsi in centri di cura migliori ma fuori Regione”. E questo
soprattutto al Sud. Perche’ sul fronte malattie rare l’Italia “e’ piu’
che mai un Paese a due velocita’”. (segue)

(Sal/Col/Adnkronos)

MALATTIE RARE: DENUNCIA ASSOCIAZIONE DOSSETTI DOPO STOP A LEA =

 (27-MAR-08 17:15)

      Roma, 27 mar. (Adnkronos Salute) – L’associazione Dossetti ha
denunciato alla magistratura “la mancata assistenza sanitaria ai
malati rari e il difficile accesso ai farmaci innovativi, e ha chiesto
di perseguire penalmente tutti gli attori colpevoli della mancata
assistenza”. Lo rende noto la stessa associazione all’indomani
dell'”ultima beffa ai malati – si legge in una nota -ádopo il
‘congelamento’, in attesa di copertura finanziaria, dei Livelli
essenziali diáassistenza (Lea) in Conferenza Stato-Regioni”.

      “Centinaia di cittadini si sono rivolti all’Osservatorio di
tutela civica dell’Associazione negli ultimi 6 anni – spiega il
segretario nazionale Claudio Giustozzi – abbiamo testimonianze scritte
e contatti telefonici di centinaia di malati rari e delle loro tristi
disavventure con il Ssn che quotidianamente non risponde e obbliga
malati e famiglie a costosi e spesso infruttuosi ‘viaggi della
speranza’. Sofferenze che ogni giorno e in numero crescente vengono
segnalate alla nostra sede nazionale. A oggi più di 5 mila patologie
rare e oltre un milione e mezzo di pazienti sono totalmente
disconosciuti dal Ssn e non sono presenti nei Lea, una palese e
costante violazione del diritto alla salute garantito dall’articolo 32
dellaáCostituzione italiana e dalla legislazione europea”. Domani
l’associazione Dossetti ha indetto una conferenza stampa a Roma per
denunciare all’opionione pubblica la situazione dei malati rari in
Italia.
    

SANITA’: DENUNCIA ASS. DOSSETTI DOPO STOP A LEA, BEFFA PER MALATI RARI

(27-MAR-08 17:21)

      Roma, 27 mar. – (Adnkronos/Adnkronos Salute) – L’associazione
Dossetti ha denunciato alla magistratura “la mancata assistenza
sanitaria ai malati rari e il difficile accesso ai farmaci innovativi,
e ha chiesto di perseguire penalmente tutti gli attori colpevoli della
mancata assistenza”. Lo rende noto la stessa associazione all’indomani
dell'”ultima beffa ai malati – si legge in una nota -ádopo il
‘congelamento’, in attesa di copertura finanziaria, dei Livelli
essenziali diáassistenza (Lea) in Conferenza Stato-Regioni”.

      “Centinaia di cittadini si sono rivolti all’Osservatorio di
tutela civica dell’Associazione negli ultimi 6 anni – spiega il
segretario nazionale Claudio Giustozzi – abbiamo testimonianze scritte
e contatti telefonici di centinaia di malati rari e delle loro tristi
disavventure con il Ssn che quotidianamente non risponde e obbliga
malati e famiglie a costosi e spesso infruttuosi ‘viaggi della
speranza’. Sofferenze che ogni giorno e in numero crescente vengono
segnalate alla nostra sede nazionale”.

      “A oggi -conclude Giustozzi- piu’ di 5 mila patologie rare e
oltre un milione e mezzo di pazienti sono totalmente disconosciuti dal
Ssn e non sono presenti nei Lea, una palese e costante violazione del
diritto alla salute garantito dall’articolo 32 dellaáCostituzione
italiana e dalla legislazione europea”. Domani l’associazione Dossetti
ha indetto una conferenza stampa a Roma per denunciare all’opionione
pubblica la situazione dei malati rari in Italia.


Malattie Rare: Ora Basta!

marzo 28, 2008

28 marzo conferenza stampa sulla beffa subita per il congelamento dei lea, in attesa della copertura finanziaria, e delle linee guida relative alla cura per il linfedema, già nelle mani del dott.Palumbo e in attesa di non so che cosa.

 

Non devo espiare nulla, anzi mi sento un creditore verso la vita e tant’altro ancora , ma, malgrado ciò, nel rispetto dell’amicizia e del giusto, ho iniziato questa mattina il mio viaggio, il mio solitario pellegrinaggio, verso la sede nazionale dell’ “Associazione Culturale Dossetti: i Valori” per affiancare e partecipare con il segretario nazionale dott. Claudio Giustozzi alla conferenza stampa sulla tutela e sviluppo dei diritti di tutti i portatori di rare e gravi patologie.

La conferenza è stata indetta all’indomani dell’ultima beffa perpetuata sulla condizione dei malati, dopo il “congelamento”, in attesa della copertura finanziaria, dei Lea (livelli essenziali di assistenza), rinviando la loro approvazione dopo un ulteriore esame tecnico dei ministeri della Salute e del Tesoro.

Intanto noi del Sos Linfedema siamo in attesa che le nostre linee guida siano prese in seria attenzione dal dott. Palumbo e licenziate per permettere a tutti i nostri amici linfedemici di potersi rivolgere al Ssn per le concordate terapie in regime di convenzione sanitarionazionale.

A questo punto sembra che le Istituzioni stiano per rendere esecutivi i lea, mentre per le linee guida che ci riguardano nessuna buona notizia all’orizzonte, tutto tace.

Intanto la prevista conferenza stampa procede regolarmente con l’emittente “Sat….” che questa sera riassumerà in un minuto e mezzo le nostre ragioni, come raccontare la divina commedia in cinque minuti, ma che fare i tempi a nostra disposizione sono questi e per fortuna, perchè le emittenti più importanti hanno evitato di partecipare alla scabrosa ed impegnativa riunione.

Noi del sos linfedema abbiamo partecipato alla conferenza stampa, abbiamo fornito notizie circa la nostra condizione ed abbiamo anche quantificato quante persone sono ignorate, al riguardo, dalle Istituzioni preposte alla salute pubblica.

Un’appuntamento che ci ha impegnato circa due ore, non troppo tempo, ma sufficiente per far capire in quale stato gli esecutivi, che si sono susseguiti nel tempo, hanno considerato la parte più bisognosa di attenzione della nostra società, oltre tanti altri comparti ugualmente ignorati.

Durante l’intensa intervista è stata presentata anche l’esposto denuncia, che l’associazione Dossetti ha presentato alla Procura della Repubblica del tribunale di Roma e per la quale molti politici dovrebbero arrossire per un qual cosa che sò io e che non desidero porre per iscritto.

Insomma ci troviamo in una situazione che sembra veramente difficiele risolvere, a meno che tutte le associazioni riguardanti le gravi e rare malattie si uniscono per concordare un comune programma di giusta rivendicazione, forte e senza timori.

Mi piacerebbe ricevere conto di ogni finanziamento a favore della salute pubblica, per verificare i destinatari con le relative motivazioni.

Per concludere i fatti della giornata, sembra che qualcuno voglia intraprendere un digiuno ad oltranza per attivare l’attenzione del governo verso i malati di rare e gravi patologie. Francamente, pur premiando moralmente l’eventuale sacrificio, mi sono proposto per una grande manifestazione di piazza per riappropriarci dei diritti che costistuzionalmente ci appartengono e per i quali tutti i cittadini leali hanno contribuito.

Quindi tutti i portatori di particolari patologie e tutte le associazioni che li rappresentano dovranno decidere del loro destino, ignorando i tanti bla bla bla che tanto generosamente vengono diffusi in questo particolare periodo da ogni invaso da onnipotenza. . . . . . . .che poi, in pratica, si traduce nella cura dei solo fatti loro.


Facciamoci vedere, ma anche sentire!

marzo 27, 2008

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Roma, venerdì 28 marzo 2008 – ore 12.00

Via Giulio Salvadori, 14 -16 (zona Monte Mario)

Per i giornalisti Corrado Stillo  (responsabile Osservatorio Tutela e Sviluppo dei Diritti dell’associazione Dossetti)

tel 06 3389120    cell 340 2191692

MALATTIE RARE:  CONGELATI  I LEA.

ESPOSTO-DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA

DELL’ASSOCIAZIONE GIUSEPPE DOSSETTI

Venerdì 28 marzo 2008 – ore 12,00 – conferenza stampa del Segretario Nazionale dell’Associazione Culturale “Giuseppe Dossetti: i Valori, Tutela e Sviluppo di Diritti” Claudio Giustozzi (www.dossetti.it ) presso la sede nazionale dell’associazione in  Via Giulio Salvadori 14-16 (zona Monte Mario).

La conferenza stampa avviene all’indomani dell’ultima beffa ai malati   dopo il “congelamento”, in attesa di copertura finanziaria, dei LEA (Livelli Essenziali di  Assistenza ) , rinviando l’approvazione dopo un ulteriore esame tecnico dei ministeri della Salute e del Tesoro.

Verrà consegnata ai giornalisti presenti copia dell’esposto-denuncia presentato il 21 marzo scorso alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma.

Nell’Esposto l’associazione ha denunciato alla Magistratura la mancata assistenza sanitaria ai malati rari e il difficile accesso ai farmaci innovativi ed ha chiesto di perseguire penalmente tutti gli attori colpevoli della mancata assistenza.

Claudio Giustozzi dichiara: << Centinaia di cittadini si sono rivolti all’Osservatorio di tutela civica dell’Associazione negli ultimi 6 anni, abbiamo testimonianze scritte e contatti telefonici di centinaia di malati rari e delle loro tristi disavventure con il SSN che quotidianamente non risponde e obbliga malati e famiglie a costosi e spesso infruttuosi “viaggi della speranza da turismo sanitario”; sofferenze che ogni giorno e in numero crescente vengono segnalate al nostra sede nazionale >>.

Ad oggi più di 5.000 patologie rare e oltre un milione e mezzo di pazienti  sono totalmente disconosciuti dal SSN e non sono presenti nei LEA, una palese e costante violazione del diritto alla salute garantito dall’art. 32 della  Costituzione italiana  e dalla legislazione europea.

Durante la Conferenza Stampa sarà data notizia di una ulteriore iniziativa.


GENERAZIONE “Y”

marzo 25, 2008

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Yoani Sanchez – blogger cubana – la generazione dei giovani con nomi che iniziano con la “Y” o che sono interessati internauti.

 

A volte dovremmo essere più perentori nelle nostre risposte, nell’esporre i punti di vista e ad evitare i soliti attuali luoghi comuni, come quello che i giovani non sanno esprimere bene i loro sentimenti, le loro sofferenze, i loro desideri e le loro potenzialità. Proprio così, oggi ho avuto un’altra prova della lucida sensibilità giovanile e l’ho trovata in un blog di una ragazza cubana, tal Yoani Sanchez; “licenciada en filologia, residente in La Habana y combina su pasiòn por la informatica con su trabajo en Revista Digital Consenso”.

Poche parole per capire le credenziali di questa giovane cubana scolasticamente specializzata nello studio sistematico di vecchie opere, ormai deteriorate, per riassettarli/ricostruirli nell’aspetto più originario possibile, nella concepita logica per una trasmissione del testo nella forma più aderente e fedele all’originale. Una difficile ed impegnativa professione, che dovrebbe presupporre una grande conoscenza materiale e concettuale di molti testi antichi e classici. Quindi questa giovane blogger deve possedere un’intelligenza viva, riflessiva ed una buona dose di ottimo spirito cognitivo e di osservazione. Oltre questa attività, collabora con la rivista on-line Consenso, nel cui spazio vi sono riportati interessanti post dove sono ricordati eventi, poesie, aspetti generali della vita cubana. Vi sono timide riflessioni, che fanno sperare in suo un futuro più libero, ed azzardo, democratico, con consenso, appunto.

Non sono mai andato a Cuba e sinceramente non né ho mai avuto un grande interesse, se non per la sua meravigliosa posizione e per la sua natura, e questo perchè è una repubblica socialista con carattere dittatoriale ed a me i regimi di questo genere non sono mai piaciuti,  ho  sempre   preferito   anche  imperfette democrazie, dove la volontà popolare era considerata, anche se in scarsa misura.

Sono ben consapevole della necessità di una legalità, di un codice di normative che regolino la vita e l’interazione di tutta la cittadinanza, ma se fra queste vi sono leggi che minano la libertà di manifestare le proprie libere opinioni in una dialettica ordinata e composta, io perdo ogni interesse per quel paese e così è stato per la bella isola di Cuba, nelle cui carceri si trovano anche cittadini puniti per soli reati d’opinione, i così detti dissidenti. Questo è avvenuto sotto la dittatura di Batista e sotto il comando di Fidel Castro. Due dittatori di origine politica diversa, ma entrambi oppressori.

Anche Yoami sembra non apprezzare le dittature, tanto è vero che in suo post, scritto naturalmente in spagnolo, confessa di non desiderare un presidente militare e di essere affetta da un’allegia alle divise verde-oliva.

Tutto ciò che scrive la blogger cubana è la semplice espressione di disappunto, di una sentita sofferenza alle limitazioni della normale libertà di pensiero e di libera comunicazione, tanto che la circostanza di non poter collegare un pc in rete, in internet, le crea una comprensibile difficoltà ed un sentirsi quasi priginioriera.

Non resta che augurarsi che il neo-presidente Raul Castro proceda verso la rimozione di qualche restrizione, che renda più facile il quotidiano dei cubani e che ampi la lista dei prodotti tecnologici che potranno essere liberamente acquistati. Come i computer e la loro messa in rete, che sino a questo momento sono esclusivo privilegio degli stranieri e di poche altre persone, sotto stretta sorveglianza.

Non credevo che a Cuba, malgrado il noto governo forte, esistessero ancora tante restrizioni nella libertà individuale, come non pensavo che la nuova generazione fosse trattata con la stessa diffidenza usata nei periodi caldi della rivoluzione, anzi ero convinto del contrario, tanto che un nostro connazionale, dopo aver letto un articolo di un giornale, volò appunto a Cuba per verificare lo stato dello sviluppo democratico e riferì che non c’era ombra di oppressioni e di limitazioni nella comunicazione internauta. Che pensare? Proprio non lo so. Forse gli stanieri a Cuba godono di un trattamento particolare, diverso da quello a cui sono sottoposti i nativi. Piano piano il tempo ci mostrerà inevitabimente la verità ed il progressivo miglioramento della qualità della vita.

Comunque il blog della giovane Yoani è piacevole a leggersi e tutti gli argomenti sono trattati senza aggressività, ma con l’animo di una giovane ragazza agli albori della sua vita.

Il link è il seguente:

 

http://www.desdecuba.com/generaciony/


Grande Fratello. . . .un episodio da censurare?

marzo 24, 2008

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Certo è diventato alquanto strano il nostro Paese, non perchè abbia cambiato forma a causa di qualche strano fenomeno naturale come un’inaspettato veloce bradisismo o peggio per un malaugurato terremoto od eruzione di qualche vulcano, od altro, no niente di tutto questo. . . . . per fortuna, ma per quell’esiguo (sarà così?) numero di persone dalla critica negativa facile, esagerata, dalla condanna senza appello e senza l’analisi del contesto in cui avviene l’esecrato episodio. Un uso esageratamente dilatato delle parole, caricate di un alto potenziale distruttivo per annientare una persona, magari giovane, che non ha saputo contenere i propri impulsi ancestrali verso l’altro sesso, lasciandosi andare dietro le proprie emozioni per ricevere, in fondo, un pò di dolcezza, qualche carezza in un gioco di scherzose avances.

E sì, è accaduto proprio questo fra due concorrenti di un noto gioco, giunto alla sua ottava edizione, che và in onda già da qualche tempo in una rete privata con uno share molto significativo, quindi con un elevato numero di telespettatori, compresi, penso, quei personaggi che hanno posto alla gogna morale i due imprudenti personaggi, dedicando un maggior accanimento all’elemento femminile.

L’episodio che ha causato tanto scandalo è presto riassunto: dopo una sessantina di giorni di trascorsa clausura in un casolare a due piani, dove da tempo un folto gruppo di concorrenti tenta di interagire nel gruppo, nella speranza di sopravvivere alle numerose e continue esclusioni dal gioco, per effetto delle nominations degli stessi concorrenti, una giovane medico, con uno sfortunato trascorso sentimentale, sente interesse ed attrazione verso un concorrente, tanto che si lascia andare, corrisposta, in comportamenti scherzosamente affettuosi ed intriganti a letto e sotto le coperte, certamente ignavi e dimentichi delle numerose telecamere continuamente aperte del reality. Così sono iniziati sotto le coperte dei movimenti sospetti seguiti da particolari commenti, che nella mente di molti hanno acceso immagini di fantasie e fatti erotici di una colpevole ed inopportuna copula. Di fatto, però, il tutto era scorto con gli occhi della fantasia sin quando, terminati i giochi, il gentiluomo cumenda si alza e si reca in cucina raggiungendo gli altri concorrenti-compagni-coinquilini ai quali racconta del suo exploit sessuale vissuto brevemente a letto. Questa circostanza anima tutta la compagnia, i cui componenti, chi più e chi meno, avevano dei precedenti simili fra soli bacetti e carezze, ma questo non li ha fatti esimere dall’appiccicare il nomignolo di “manolesta” alla loro espansiva compagna di gioco.

Simili episodi, nel riferire il vero, si sono qualche volta verificati anche nelle versioni precedenti di questo gioco e non solo nel nostro Paese, ma in mezzo mondo e a volte con esposizioni più esplicite.

Questo tipo di spettacoli non piacciono a molte persone, ma spesso queste dopo un esasperato zapping alla ricerca di un piacevole programma, non trovandolo. si fermano dove trovano una maggiore casuale animazione.

Ad un’altra fascia di telespettatori, invece piacciono questi reality, perchè l’osservare persone, più o meno consapevoli, intente in atteggamenti e comportamenti intimi che possano preludere a un non sò chè di sessuale, soddisfa la loro indole voyerista, traendone personale soddisfazione. A questo riguardo la psicologia ha dedicato molti trattati e proprio per questo, molti editori, si pensa, permettono la realizzazione di simili spettacoli con uno share garantitamente alto.

Poi v’è una parte di spettatori che sono attratti dall’evolversi di inusuali situazioni e che bene o male compensano la monotonia del loro quotidiano. E poi di scandaloso ed esplicito vi sono solo le parole del pettegolo cumenda, ma di scene scabrose non c’è né neanche l’ombra, tutto supposto dalla fantasia di ogni spettatore. E’ uno spettacolo e nulla più, con tutte le sue possibili esagerazioni.

Quindi sembra esagerato, che la dottoressa possa rischiare una radiazione dall’albo dell’Ordine dei Medici del suo comune, per aver così gravemente violato il severo Codice deontologico, che impone ed esige un comportamento decoroso anche al di fuori dall’esercizio della professione.

Tutto questo accanimento a sua totale insaputa senza avere la minima possibilità di difendersi, e sì perchè nessuno l’ha informata del possibile disastro che le sta precipitando addosso grazie ad un esagerato attacco di violento moralismo, che ha contagiato irrimediabilmente taluni benpensanti.

Benpensanti che dovrebbero comprendere e valutare questo episodio come una goccia nel mare delle tante inefficienze e delle diffuse indecorosità, come la morte di tanti operai bruciati sul lavoro, come la disperazione di molte persone per l loro incapienza economica, come i morti per episodi di mala sanità, come l’incessante diffusa speculazione che esaspera i prezzi in una perenne crescita, come i nostri politici che invece di preoccuparsi dei problemi reali pensano e discutono su nuovi sistemi elettorali del tipo tedesco-spagnolo-uninominale-proporzionale e non permettono delle regolari elezioni con il diritto di scelta del proprio candidato, come la vacuità di alcuni politici-giornalisti-opinionisti-intellettuali che ci riferiscno del pessimo rapporto fra Magistraturae Politica, come l’aumento delle illegalità più o meno gravi, come l’aumento degli omicidi, truffe-raggiri, come la difficoltà di alcuni genitori a seguire i propri figli a causa della loro assenza per lavoro, come per le black- list di denaro portato all’estero, come i troppi scandali che penalizzano le nostre risorse, come le molte guerre che sono la causa di migliaia di morti, come la situazione di milioni di bambini nel mondo che non hanno nulla di che nutrirsi o curarsi, come i tanti grovigli di complicità finanziarie ecoperture politiche di alcune aziende che hanno creato un grosso danno alla Nazione ed a molti inermi risparmiatori, come il Tibet in fiamme ed il mondo volutamente evita una seria contrapposizione politica sui diritti umani per non venire meno o pregiudicare i tanti affari economici intrattenuti con la Cina, come per il degradato ambiente, come per i molti occhi chiusi su importanti e vitali questioni, che è superfluo elencare.

Quindi questo episodio dovrebbe essere dimensionato, perchè accaduto in un contesto che è spettacolo, ironia, esagerazione e provocazione. E’ un gioco, nulla più, chi sopravvive in quel clima ed alle numerose continue nominations, vince e torna alla normale civiltà.

Però ci si domanda se si è proposta una gogna morale per la dottoressa, per il ciarliero cumenda, niente?

Quì sembra che tutto cambi, poi non cambia proprio nulla, nemmeno per le sciocchezze.