Weekend Last-Minute nel Liechtenstein con Vista su Banche.

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Vorrei vivere altre cento volte per capire e vedere come va a finire il caso del Liechenstein, mi sembra di assistere ad un film di spionaggio, di quelli della serie 007.

Così mi si rivolse l’anziano interlocutore sollevando gli occhi dal giornale, ed aggiunse, oggi c’è chi prende due soldi di pensione e chi, invece, non sà più dove metterli per quanti né abbia, così li mettono nel Liechtenstein……e se si scordano di pagare quì le tasse vabbè…..ormai non ci fà caso più nesuno. E’ successo questo macello perchè sono stati i tedeschi ha smascherare questo inghippo e lo hanno strillato ai quattro venti, così nessuno ha potuto nascondere lo scoop. Se ha scoprire questo fatto fosse stato uno dei nostri noti personaggi, sicuramente la notizia sarebbe stata comunicata sì, ma in sordina, due parole o due righe e via così.

Oggi invece s’è creato un putiferio, la Germania accusa ed affronta il Liechtenstein perchè permette ai suoi cittadini di trasferire nelle sue banche i propri fondi per eviare il fisco tedesco; il Liechtenstein invece accusa la Germania di aver violato i principi del suo Stato di diritto acquisendo illecitamente informazioni riservate tramite i suoi agenti segreti ed un ex-dipendente di una loro banca.

E’ andata proprio così la faccenda, almeno è quanto appare su molti quotidiani in particolare quelli tedeschi come il Der Reporter e il Die Suddeutsche Zeitug, il governo di Angela Merkel ha acquisito, con un’operazione dei suoi servizi segreti, un supporto con dei files contenenti un copioso elenco di nominativi di persone ed aziende che trasferivano ingenti capitali in quel piccolo paradiso fiscale, eludendo il fisco ed i controlli dei loro paesi di residenza e fra questi beniamini vi sono anche circa centocinquanta nominativi italiani fra persone fisiche comuni, politici e società, almeno così è stato divulgato od ho compreso dai media.

Disse l’anziano interlocutore fissandomi negli occhi, forse per scorgere e capire la mia reazione alla vicenda.

Adesso in Italia si è creato un delicato problema, intanto la Guardia di finanza ha prelevato tutto il materiale informativo dall’Agenzia delle Entrate e lo avrà certamente messo a disposizione della Magistratura per le opportune valutazioni, secretandolo poi in un luogo sicuro in attesa di future decisioni, come l’opportunità di rendere pubblico l’elenco dei nominativi compresi nel supporto telematico.

Ma siamo in periodo pre-elettorale e probabilmente il rischio di vedere pubblicato tale elenco stà facendo perdere la tramontana ad una buona parte del nostro ceto qualificato, mentre di contro qualcun altro esige che vengano resi pubblici tutti i nomi delle persone coinvolte in questa vicenda per conoscere chi effettivamente ha eluso le normative di legge al riguardo.

Se fra queste persone proprietarie di capitali nel Liechtenstein apparissero nomi di politici nostrani, la credibilità di questi ultimi potrebbe patire un’immediato decremento nell’attendibilità politica, perchè il solo fatto di trasferire i propri ingenti fondi all’estero darebbe adito ha credere che loro stessi non hanno fiducia dello sviluppo e della, in genere, progressione positiva del nostro Paese e se così fosse come giustificherebbero le loro tesi sulla personale capacità programmatica di crescita tanto sbandierata nell’attuale campagna elettorale? Sarebbe un bell’autogol…….sentenziò secco l’interlocutore.

Poi bisogna valutare l’origine di questi surplus finanziari, questo spetta alla Magistratura ed a nessun altro, però se alla fine questi trasferimenti sono derivati da esagerati redditi a loro favore, allora sarà giusto allineare questi appannaggi verso una misura più ragionevole in modo da alleggerire gli esborsi dalle tante tasche della povera gente, con una ragionevole diminuzione delle tasse.

Certo che se fra queste persone con conti all’estero ci fossero dei politici, questi, in un modo o nell’altro, non farebbero una bella figura, anzi…….ma forse non gli interesserà più di tanto, considerando la grande resistenza facciale sin quì dimostrata.

Accadimenti di questo genere fanno riflettere molto e a volte fanno pensare a quanto sia distante il nome che attribuiamo ad una “cosa” e l’esatto significato di quella stessa “cosa”, come per esempio nel caso della parola “democrazia”. A questo rigurdo abbiamo nel tempo con una incredibile creatività un significato che all’incirca doveva farci intendere “potere del popolo”, per amministrare la comunità secondo giustizia e a questo riguardo il popolo costituzionalista scrive, appunto, dei dettati che rappresentano la costituzione, l’insieme di articoli, di leggi basilari sui quali non si può (potrebbe) derogare per mantenere un giusto equilibrio sociale nella collettività. E se ci fosse sempre la giustizia a regolare la vita delle persone, probabilmente si riuscirebbe a vivere più tranquillamente con maggiore motivazione collettiva e sarebbe scarsa la presenza e la tolleranza di eventuali furbetti.

Il moderno concepimento della democrazia popolare si realizza attraverso una mediazione indiretta, con delle elezioni, che attualmente permettono di governare chi ottiene più voti. Ma c’è da dire di più, oggi i rappresentanti politici dei più grandi partiti tendono, tramite un valore di sbarramento, a non far entrare nel governo i piccoli partiti, così può verificarsi, che, in una libera perfetta elezione, divida il corpo elettorale

in una maggioranza che prende tutto ed una minoranza all’opposizione e con una miriade di partiti che non hanno superato la percentuale di sbarramento, quindi il popolo non è totalmente rappresentato e quindi per deduzione non c’è democrazia, perchè non sono rispettate le minoranze. E questo avverrà, tanto è vero che ieri od oggi un rappresentante di un grande partito, che di fatto è una coalizione di più partiti che si presentano sotto lo stesso simbolo, ha detto in una piazza che i piccoli partiti sono un voto inutile, tanto non entreranno in Parlamento.

Così seguirà il solito andazzo con strane leggi, con una tenue giustizia con tutto ciò che seguirà……ormai aggiunse il vecchio signore né ho visti di fatti e chissà quanti altri fatti strani accadranno nella nostra Penisola.

Sembriamo un popolo affetto da un’astenia collettiva, che non riesce ad ottenere quello che giustamente desidera, come la giustizia uguale e rispettata da tutti, come una giusta regolamentazione del libero mercato che sembra essere l’organizzatore sociale della nostra vita a scapito della vera democrazia.

Questo, aggiunse ancora l’anziano signore, è riferito a chiunque di noi che dedica un pò di tempo per valutare il presente, sin troppo frequentato da persone che abilmente tendono a farci il lavaggio del cervello, rendendoci sempre più indifferenti alla politica, diffidenti verso le istituzioni, mentre sembrano continuare ad interessarsi dei loro esclusivi interessi, anche trasferendo in altro luogo i loro capitali.

La fiducia che si ha verso alcune persone è un valore importante, disse l’interlocutore accennando ad andare via, e se questa viene compromessa anche da minimi e veniali errati comportamenti, si avrà la perdita definitiva della propria credibilità.

Speriamo che vengano resi pubblici i nominativi della vicenda Liechtenstein, almeno sapremo a chi non credere più.

Detto ciò, l’anziano personaggio mi salutò allontanandosi.

 

 

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