E’ forte la necessità……per un vero Leader in Politica e di una rinnovata Scala Mobile per attualizzare gli stipendi.

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Questa notte ho fatto un brutto sogno, mi confidò sottovoce il portiere dello stabile, mentre aggiustava la presa delle mani per non farsi sfuggire la scopa, lo spazzolone, lo straccio da terra ed il secchio dell’acqua. E’ stato quasi un incubo, mi sarò rigirato nel letto non sò quante volte….ho avuto paura di perdere il posto di lavoro…..ho sognato che avevano messo in vendita i palazzi e quindi tutti i condomini, per risparmiare, avevano preso la decisione di licenziare i portieri del complesso. Non può immaginare come sono stato…..mi sembrava di vivere la realtà, tanto che rivolsi una preghiera a tutte le persone che abitano quì di non mandarmi via, ho quattro figli ed ora riesco a malapena a tirare avanti con quel poco che mi pagano……figurarsi senza lavoro e senza casa!

Rimasi annichilito a quelle parole ed un brivido di paura mi accapponò la pelle quando provai a mettermi nella condizione di quel ragazzo. Una terribile sensazione quella della mancata sicurezza nel lavoro e per il futuro della propria famiglia, specie quando si hanno figli ancora piccoli……..certo da una quindicina-ventina anni a questa parte, si è fatto tanto all’incontrario tanto da minare la serenità del quotidiano di chi lavora e se l’andazzo proseguirà in questa direzione arriveremo al punto da annullare la famiglia e con lei tutta la comunità.

Salutai il portiere, mi allontanai, risalì in macchina e mi diressi verso la parte sud della città, mentre in testa, quelle parole, mi stavano sortendo un’insieme di pensieri e considerazioni.

Certo stiamo passando un periodo di gravi difficoltà e non si riesce a far afferrare, a chi di dovere, il bandolo della matassa per risolvere i problemi, che, come tanti terribili virus, stanno avvelenando la vita di molte persone. In questo periodo di campagna elettorale, dopo almeno due imperfette legistature,

si fa gran voce della necessità di operare verso un necessario cambiamento, verso una discontinuità politica che possa registrare reali intenti e programmi atti ad un miglioramento delle attuali nostre condizioni, ma ciò rimarrà solo nelle speranze della gente, perchè di nuovo non c’è nulla, almeno sin’oggi non si riesce a cogliere alcun elemento che faccia sperare in una inversione di tentenza.

Alcuni politici, almeno i più noti ed i più presenti nei media, avevano diffuso la volontà comune di semplificare la nostra politica con l’intenzione di ridurre i relativi partiti per giungere ad un migliore espletamento delle attività parlamentari e quindi di governo per giungere, quindi, ad una contrazzione dei costi della politica a vantaggio della comunità. Manco a dirlo, che al Viminale in questi giorni sono stati presentati i loghi di ben centosettantasette partiti, che fanno pensare a quanta inutile frammentazione ci sia nel mondo politico e a quanta importanza si concede a minimi particolari programmatici, che di fatto nasconderanno senz’altro un’egoistico interesse di usufruire dei fondi pubblici convenuti per questa non più nobile attività, almeno per quel che si è conosciuto dai media in questi ultimi anni. In tempi del nostro trascorso, in tutti i partiti esistevano persone che condividevano di fondo i valori caratteristici e peculiari di quel partito, poi le sfumature ideali e programmatiche andavano a caratterizzare le correnti interne di pensiero, oggi no, non è più così…..basta un dissenso per una minima virgola per giustificare la nascita del proprio soggetto politico e così ci ritroviamo perennemente invasi da una miriade di realtà politiche il cui programma lo si può riassumere in due o tre parole, congiunzioni comprese. Tutto questo alla faccia della maturità della classe, così autodefinitasi, dirigente.

In mezzo a questo non previsto carnevale, viene normale chiedersi quale sarà il nostro futuro e a maggior ragione ce lo si chiede nella triste constatazione di inconsistenti programmi e della solita studiata strategia di voler stupire i prossimi elettori con delle inaspettate candidature di personaggi che fino a ieri si sono sempre adoperati a contrastare leggittime richieste, economiche e normative, nei rinnovi di ultra-scaduti contratti nazionali di lavoro, che poi di fatto nei loro nuovi contenuti disattendono le aspettative della classe lavorativa.

Oggi per far credere, alla gran massa di lavoratori, di voler risolvere il problema dei troppo bassi salari, qualcuno progetta di voler detassare gli straordinari e gradualmente anche la tredicesima, mentre a mezza bocca comunica sulla presunta necessità di modificare, se non di annullare o rendere inefficiente, lo statuto dei lavoratori. Insomma una massa di inutili parole per far credere a tanti di voler far aumentare i salari con la semplice decurtazione fiscale sugli straordinari, così la gente è obbligata ad effettuare lunghi orari di lavoro, oltre ai tempi ordinari contrattualizzati, per ottenere un’insufficiente aggiunta di euro sul proprio salario. Così si dovrà lavorare un gran numero di ore in più, in barba agli accordi contrattuali ed alla sicurezza, per tentare di giungere a fine mese con un’importo migliore per far fronte alle basilari necessità della propria famiglia. A questo punto però c’è da interrogarsi sulla garanzia costituzionale, che a partire dall’articolo 36 della vigente nostra Costituzione circa il “giusto salario” da corrispondere a chi lavora, per condurre un’esistenza dignitosa, non è rappresentato solo dall’importo minimo contrattuale, ma anche da molti altri parametri fra i quali quello che adeguerebbe i salari al costo della vita. Quindi, in concreto, bisogna che la politica, le parti datoriali ed i sindacati, con un confronto aperto e leale, stabiliscano e rendano acessibile una giusta contrattazione nazionale per categorie per individuare i salari minimi, riparametrati per livelli, e per dar vita ad una nuova indennità di contingenza per attualizzare i redditi da lavoro alla reale inflazione del momento.

Quindi si devono studiare e realizzare dei programmi, delle strategie per promuovere lo sviluppo e la produttività delle imprese, attraverso nuove normative fiscali e con migliori e qualificati interventi pubblici, che possano alleggerire le aziende in periodi di diffusa difficoltà.

Insomma c’è da convenire delle linee guida nuove ed efficienti per fronteggiare, con buon senso, la nostra parte attiva, imprenditoriale e subalterna, nel rispetto delle regole europe di mercato e nella difesa del mantenimento dei posti di lavoro e delle famiglie.

In questo particolare periodo, senza voler offendere qualcuno, non si riescono a scorgere, nel nostro panorama politico, personaggi che riescano a proporre programmi di tale chiarezza e lungimiranza nelle simili strategie politico-sociali-finanziarie tali da incoraggiare e convincere di poter giungere in un prossimo futuro meno disagiato, perchè a tutt’oggi si è tristi e disarmati spettatori di una realtà di grave crisi dove, le attuali difficoltà stanno impoverendo  tante famiglie e tanta altra gente, mentre politici, imprenditori, commercianti e liberi professionisti riescono ha migliorare le proprie condizioni generali ed i loro guadagni e questo è confermato da molti report ed indagini che vengono effettuate sulla nostra comunità, per coglierne i mutamenti. Paradossalmente, ma realisticamente sembra che la crisi che stiamo subendo in molti, faciliti, invece, molti personaggi dai stracarichi conti correnti e questi si stimano vicini ad una percentuale del dieci per cento della nostra popolazione con una maggiore concentrazione nel nord del nostro Paese, luoghi vastamente animati da molte derive federaliste.

Tutto questo fa immaginare ad un’Italia divisa fra ricchi, nuovi ricchi ed impotenti. Si impotenti come, per esempio, i tanti che temono per il proprio posto di lavoro a causa di effetti diretti ed indiretti di una sregolata liberalizzazione del mercato, che ha permesso una varietà di operazioni societarie. E come per esempio i tanti portatori di gravi e rare patologie che da anni si augurano di risolvere le proprie precarie condizioni di salute con la sanità pubblica ed hanno permesso alla loro speranza di credere in questi così detti attuali signori del cambiamento, di dritta e di manca, per ricadere nella giostra delle illusioni, perchè nulla è stato fatto a loro favore, e nell’incerta scelta del così detto voto utile. Un nuovo slogan elettorale dietro il quale di utile non c’è niente, solo gli alti loro stipendi che vengono attinti a quelle tasse, che paghiamo tutti, compresi i malati di rare malattie, i precari, i pensionati, i portieri, i vigili, il personale di pulizia domestica e tanti altri lavoratori ai quali ancora si vuole offrire l’impressione che lo Stato vorrà chiedere meno, dando di più. Per inizare seriamnte nella soluzione dei tanti problemi che ci affliggono è necessario almeno iniziare seriamente ad eliminare tutti i privilegi attualmente esistenti e fare in modo che lo Stato sia realmente più presente nella vita dei suoi cittadini. Ormai nelle persone si è realizzata la consapevolezza di una politica debole e priva delle giuste strategie da adottare e ciò stà causando un diffuso senso di insopportazione verso ciò che non funziona e verso tutti quei personaggi che agiscono in assenza della giusta etica e morale. Così come si chiede un Parlamento pulito, altrettanto si deve pretendere da tutti quei qualificati personaggi che occupano posti di vitale importanza per la comunità, come per esempio le cariche nei vari dicasteri, banche ed assicurazioni. Quindi se esistono persone, che realisticamente non sono e non sono stati l’esempio virtuoso nella loro attività, questi, come in America, debbono essere moralmente sanzionati ed allontanati dai loro incarichi.

Così, forse, può iniziare un vero auspicato cambiamento.

 

(le fotografie dei manifesti elettorali modificati e ritoccati sono stati prelevati dal sito del quotidiano “La Repubblica” http://www.repubblica.it/2008/02/elezioni/ritoccati/foto-ritoccate/foto-ritoccate/1.html).

 

 

 

 

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