L’Officina della Democrazia in Italia.

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Questa mattina, di buon’ora, mi sono messo a leggere le ultime nuove dai quotidiani, che giornalmente acquisto e stanco di leggere le solite non belle notizie, come i nomi della black list Liechenstein, del caro benzina agevolata con lo sconto di due centesimi, dei fatti del Tibet, dell’ennesimo un pirata della strada – ma questa volta pentito-, dello scontro sulla questione Alitalia, della situazione dei malati di Parkinson, del solito allarmante caro vita, del solito abbondante e sempre presente gossip, mi sono allora messo a leggere le new delle varie agenzie di stampa e sono rimasto incuriosito da quella dell’Ansa delle 11.16, che riferiva dello sconcerto del nostro Presidente della Repubblica, onorevole Giorgio Napolitano, di fronte all’evidente scollamento creatosi fra molta gente comune e la politica, e, penso, delle numerose critiche verso molti parlamentari ed il pezzo era così titolato:

“Napolitano, la politica non lasci insultare il Parlamento”

 

quindi seguiva il testo della new:

 

<<“SANTIAGO DEL CILE – “Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i giornalisti prima di lasciare il Cile. Non si possono lasciar correre, ha aggiunto, “cose che si leggono qua e là e rappresentano i parlamentari come una specie di fannulloni avidi”, perché “forse ci sarà qualcuno che penserà che il Parlamento tanto vale chiuderlo. Bisogna reagire – ha proseguito – a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo”.

“Il voto non è mai inutile”, ha aggiunto Napolitano. “Ciascuno – ha aggiunto – dà il voto, secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine, o più importante ai fini del rinnovamento politico del Paese”. Il presidente ha altresì espresso la preoccupazione per i bassi livelli di afflusso alle urne, domenica sera, in Francia, per le comunali. “Si è toccato – ha detto – il livello storico più basso. Nessuno è in grado di prevedere quel che succederà in Italia. Sentiamo però che nei confronti della politica, c’é una difficoltà di comprensione, un distacco e anche un elemento di pregiudizio abbondantemente inoculato da cose che si leggono qua e là. Bisogna reagire a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo”.

Si comincia col parlare male dell’Italia, e si finisce per crederci e per danneggiare il Paese, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i giornalisti prima di lasciare il Cile e invitando a raccontare oltre alle ombre anche le luci del nostro Paese. “I mezzi di informazione italiani e stranieri – ha detto – spesso mettono in risalto quel che c’é di più negativo in Italia. Ciò produce uno stato d’animo, un pregiudizio pessimistico che talvolta anche la polemica politica raccoglie e alimenta. Ciò reca grave danno all’Italia e alla sua immagine”. “Non è un discorso retorico. So benissimo – ha aggiunto – quali siano i gravi problemi rimasti irrisolti, i nostri ritardi, i nostri limiti, e le dure prove da superare. Quindi ci sono indubbi motivi di preoccupazione e io sono il primo a sentirli e a non dissimularli. Ma guai a non vedere e a non apprezzare anche le straordinarie risorse e le energie di cui dispone il Paese. Guai a non vedere che siamo pienamente in grado di superare le difficoltà attuali e le prove del futuro purché prevalga fra gli italiani, nella vita istituzionale e civile, il senso dell’unità e dell’interesse nazionale comune”.

 

 

La campagna elettorale per le elezioni del 13 e 14 aprile e’ nel vivo. Presentate liste di candidati, il 14 marzo cominciano riunioni e comizi di propaganda elettorale. Il 29 marzo scatta il divieto di diffusione dei sondaggi, il 12 aprile pausa di riflessione alla vigilia del voto: è vietata qualunque forma di propaganda. Camera e Senato torneranno a riunirsi, dopo le elezioni, il 29 aprile.”>>

A questo punto chi non darebbe ragione al nostro Presidente se in Italia si vivesse in un’atmosfera di serenità, di giustizia, di correttezza, di rispetto dell’ambiente in un clima di comune collaborazione e di attenzione a tutti gli articoli della nostra Costituzione Repubblicana, nessuno.

Però questa paradisiaca condizione spesso non si è verificata per la quasi ventennale esagerata litigiosità della politica, per l’inefficienza di molte strutture pubbliche che a causa di ciò hanno – per così dire – permesso molti sprechi delle pubbliche risorse, per l’esosità della tassazione, per l’errata politica dei redditi e della ridistribuzione delle risorse comuni verso la cittadinanza in difficoltà, per i molti scandali di mala-sanità e per un’esagerata fuga verso il privato che in alcune regioni assorbe la maggior parte dei fondi lasciando ben poco al settore pubblico, per aver permesso una quasi totale flessibilità nel mondo del lavoro che poi è divenuta quasi cronica precarietà a cui si stenta porre rimedio, per una serie di vari scandali – che spesso hanno coinvolto il settore pubblico -, per le immagini di fin troppo animate di riunioni dei nostri deputati – a volte esplicitamente riportate dai media -, per alcuni comportamenti di alcuni della politica non troppo consoni all’immagine tradizionale, per le eccessive retribuzioni e benefit che il popolo del Parlamento si è concesso in netta disarmonia con i redditi dei comuni altri cittadini che lavorano – noi siamo il Paese d’ Europa con i Parlamentari meglio pagati e con i più bassi redditi della popolazione attiva o in quiecenza -. Viviamo in una nazione doppia, da una parte i politici regalmente e non si preoccupano di attingere le somme dei loro elevati appannaggi dalle tasche povere della gran parte della popolazione, che oggi stenta ad arrivare serenamente alla terza settimana del mese con i suoi salari e con un caro vita seriamente incalzante. Poi altro fatto, che ha seriamente indispettito molte persone, è quello che si è permesso di far votare la popolazione con una pessima legge elettorale, alla quale nessuno del popolo parlamentare ha posto rimedio in questi ultimi due anni di legislatura ed inoltre non si è voluto soddisfare la giusta richiesta ed il desiderio espresso da molti cittadini di trovare nelle liste dei candidati nomi di persone con una propria storia giudiziaria immacolata, mentre oggi in alcune liste, per una – voluta o casuale – cecità selettiva, appaiono nomi di personaggi condannati con sentenze passate in giudicato per una miriade di reati, e queste non belle notizie sono apparse e riportate da molti media. Così, in un prosimo futuro, si verificherà la probabile condizione di dover ottemperare a leggi o normative prodotte da questi personaggi e ciò non rappresenta il massimo della situazione che si desidera vivere.

E’ vero che ha volte l’informazione dà più risalto a fatti estremamente negativi, però non c’è giorno che non salti fuori qualcosa, qualche notizia che ci fà storcere la bocca, come, per esempio, quella circostanza di un signore della politica, che per pochi anni trascorsi in una istituzione pubblica, percepisce una pensione di poco superiore ad euro 5.200 e che il suo detrattore, anche se per un periodo superiore di attività parlamentare, percepisce a stesso titolo il doppio del suo reddito, almeno questo è quanto stato riportato da molti media. Questo è un fatto normale? Per molti di noi è una sitazione di esagerata abbondanza, un lavoratore dipendente dopo il suo ciclo lavorativo non potrà mai percepire una simile somma, anzi lo si sà che le pensioni dei comuni cittadini sono, purtroppo, sufficientemente scarse e negli anni i pensionati per sopravvivere debbono mettersi seriamente ad una forzata e parca dieta alimentare……e nulla più.

Senza voler più elencare altri seri motivi di disagio e disappunto, siamo, penso, tutti d’accordo di voler sperare nella capacità e nella volontà di superare i momenti difficili con un diffuso e convinto “senso dell’unità e dell’interesse nazionale comune”, ma di fatto negli anni non è mai cambiato nulla e ci si trova a vivere un atmosfera di post-moderna rifeudalizzazione della società.

 

 

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