GENERAZIONE “Y”

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Yoani Sanchez – blogger cubana – la generazione dei giovani con nomi che iniziano con la “Y” o che sono interessati internauti.

 

A volte dovremmo essere più perentori nelle nostre risposte, nell’esporre i punti di vista e ad evitare i soliti attuali luoghi comuni, come quello che i giovani non sanno esprimere bene i loro sentimenti, le loro sofferenze, i loro desideri e le loro potenzialità. Proprio così, oggi ho avuto un’altra prova della lucida sensibilità giovanile e l’ho trovata in un blog di una ragazza cubana, tal Yoani Sanchez; “licenciada en filologia, residente in La Habana y combina su pasiòn por la informatica con su trabajo en Revista Digital Consenso”.

Poche parole per capire le credenziali di questa giovane cubana scolasticamente specializzata nello studio sistematico di vecchie opere, ormai deteriorate, per riassettarli/ricostruirli nell’aspetto più originario possibile, nella concepita logica per una trasmissione del testo nella forma più aderente e fedele all’originale. Una difficile ed impegnativa professione, che dovrebbe presupporre una grande conoscenza materiale e concettuale di molti testi antichi e classici. Quindi questa giovane blogger deve possedere un’intelligenza viva, riflessiva ed una buona dose di ottimo spirito cognitivo e di osservazione. Oltre questa attività, collabora con la rivista on-line Consenso, nel cui spazio vi sono riportati interessanti post dove sono ricordati eventi, poesie, aspetti generali della vita cubana. Vi sono timide riflessioni, che fanno sperare in suo un futuro più libero, ed azzardo, democratico, con consenso, appunto.

Non sono mai andato a Cuba e sinceramente non né ho mai avuto un grande interesse, se non per la sua meravigliosa posizione e per la sua natura, e questo perchè è una repubblica socialista con carattere dittatoriale ed a me i regimi di questo genere non sono mai piaciuti,  ho  sempre   preferito   anche  imperfette democrazie, dove la volontà popolare era considerata, anche se in scarsa misura.

Sono ben consapevole della necessità di una legalità, di un codice di normative che regolino la vita e l’interazione di tutta la cittadinanza, ma se fra queste vi sono leggi che minano la libertà di manifestare le proprie libere opinioni in una dialettica ordinata e composta, io perdo ogni interesse per quel paese e così è stato per la bella isola di Cuba, nelle cui carceri si trovano anche cittadini puniti per soli reati d’opinione, i così detti dissidenti. Questo è avvenuto sotto la dittatura di Batista e sotto il comando di Fidel Castro. Due dittatori di origine politica diversa, ma entrambi oppressori.

Anche Yoami sembra non apprezzare le dittature, tanto è vero che in suo post, scritto naturalmente in spagnolo, confessa di non desiderare un presidente militare e di essere affetta da un’allegia alle divise verde-oliva.

Tutto ciò che scrive la blogger cubana è la semplice espressione di disappunto, di una sentita sofferenza alle limitazioni della normale libertà di pensiero e di libera comunicazione, tanto che la circostanza di non poter collegare un pc in rete, in internet, le crea una comprensibile difficoltà ed un sentirsi quasi priginioriera.

Non resta che augurarsi che il neo-presidente Raul Castro proceda verso la rimozione di qualche restrizione, che renda più facile il quotidiano dei cubani e che ampi la lista dei prodotti tecnologici che potranno essere liberamente acquistati. Come i computer e la loro messa in rete, che sino a questo momento sono esclusivo privilegio degli stranieri e di poche altre persone, sotto stretta sorveglianza.

Non credevo che a Cuba, malgrado il noto governo forte, esistessero ancora tante restrizioni nella libertà individuale, come non pensavo che la nuova generazione fosse trattata con la stessa diffidenza usata nei periodi caldi della rivoluzione, anzi ero convinto del contrario, tanto che un nostro connazionale, dopo aver letto un articolo di un giornale, volò appunto a Cuba per verificare lo stato dello sviluppo democratico e riferì che non c’era ombra di oppressioni e di limitazioni nella comunicazione internauta. Che pensare? Proprio non lo so. Forse gli stanieri a Cuba godono di un trattamento particolare, diverso da quello a cui sono sottoposti i nativi. Piano piano il tempo ci mostrerà inevitabimente la verità ed il progressivo miglioramento della qualità della vita.

Comunque il blog della giovane Yoani è piacevole a leggersi e tutti gli argomenti sono trattati senza aggressività, ma con l’animo di una giovane ragazza agli albori della sua vita.

Il link è il seguente:

 

http://www.desdecuba.com/generaciony/

Una risposta a GENERAZIONE “Y”

  1. carson53 scrive:

    sono felice di poter dialogare con la prima persona cubana che vive a cuba,anche se io la penso diversamente da chi gestisce cuba politicamente ,ammiro le persone come te che mantenendo un equilibrio ineriore ,riesce a dare speranza alle persone che vibvono a cuba ,sei un esempio di persona che va al di la dei colori politici e delle ideologia ,ammiro le persone come te che riescono a vedere la luce dove e’ tutto buio ,sei un mito per me .
    Mi sento molto vicino alla tua persona e al tuo modo di vedere la vita cogliendo sempre il modo positivo di relazionarsi con gli altri ,cogliendo sempre la parte migliore delle persone e delle cose .
    Spero tanto un giorno di conoscerti …
    un sincero augurio di un 2009 pieno di amore e pace per te e le persone che vuoi bene .
    saludos

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