Eccoci in Andalusia per seguire la 2a prova di motomondiale 2008.

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Sembra trascorso chissà quanto tempo dal primo GP nel Qatar, dove per la prima volta si era corso in “notturna”, quando oggi trenta marzo i bolidi a due ruote hanno occupato i paddock del circuito di Jerez de La Frontera, in Spagna nella bella e caratteristica regione dell’Andalusia. Un circuito lungo circa 4.430 metri con un buon numero di curve a destra ed a sinistra, con chicane e con non eccezionali rettilinei, che imporranno ai meccanici di mettere perfettamente a punto le varie moto per avere speranze di vittoria in un percorso di gara che esalta le capacità di guida dei piloti, senz’altro impegnati nello scegliere e nell’infilare le giuste traiettorie nell’affrontare le varie sinuosità del circuito. Un percorso che forse non premia le eccessive velocità di punta nei rettilei, ma che sicuramente rende più facile la progressione verso la vittoria a quei piloti che posseggono grande padronanza del loro mezzo, unitamente alla necessaria dose di gran coraggio nell’abbattere velocemente e precisamente il loro bolide in impossibili pieghe nei vari cambia direzione e di pendenza. Insomma i quindici campioni dovranno affrontare i ventisette giri di gara con una gran dose di adrenalina nel sangue, a tutto gas e con la speranza di non sbagliare mai e quindi di non essere traditi dal loro talento e dal loro istinto.

Di tanto in tanto affiorano dalla mia memoria le immagini delle battaglie motociclistiche combattute, molti anni fà, da Agistini e Pasolini, fieri alfieri a cavallo di potenti 500cc, che, allora, mi sembravano curvare con qualche difficoltà. Certo salta agli occhi la differenza tecnica così estesa con le moto da gara di oggi, tanto da far apparire le attuali 800cc come piccole astronavi sfreccianti con mirabile agilità fra le curve di un circuito con una incredibile velocità di oltre 300 km/h nei tratti rettinei, dove a malapena si scorgono i piloti necessariamente appiattiti a filo di cupolino, dentro la sagoma della loro carena. Le corse delle moto sono sempre state uno spettacolo avvincente e fortemente coinvolgente, tanto che a volte si vivono emozioni come se fossimo anche noi a bordo di quei colorati bolidi. Una passione che sembra aver contagiato anche Michael Schumacher, che con due esplosive performance ha fatto spalancare gli occhi a molte persone conquistando un ottimo terzo posto in Ungheria ed una vittoria a Barcellona in sella ad una Triumph. Conoscendo il temperamento impavido dell’ex pluri-campione di F1, c’è da sperare che le sue attuali scorribande possano essere in un prossimo futuro un impegno professionistico, malgrado molti tentino di scoraggiarlo per l’elevata pericolosità di questa disciplina sportiva su due ruote.

Per tornare alla gara di oggi, dopo la parentesi Schumacher, è bene ricordare i primi piloti dello schieramento di partenza delle GP: l’esordiente Lorenzo in pole, seguito dallo spagnolo della Honda Dani Pedrosa, quindi Colin Edwards su Yamaha, l’americano Nicky Hayden in seconda fila su Hoda con a fianco Valentino Rossi su Yamaha e Randy de Puniet. In questa circostanza Casey Stoner si è dovuto accontetare del settimo posto, si è avuta l’impressione di qualche problema della Ducati in questo circuito, d’altra parte la rossa non sembra essere un mezzo facilmente guidabile in un simile circuito dove l’agilità e la velocità in curva paga molto.

La gara è iniziata con una partenza al fulmicotone di Pedrosa, che è subito riuscito a precedere Lorenzo, Hayden, Stoner, Edwards, Rossi e Capirossi.

I giochi ed i migliori sorpassi avvengono nei primi giri, infatti già fra il terzo ed i quarto giro Rossi riesce a superare Lorenzo conquistando la seconda posizione e questa volta il primo serpentone è formato da Pedrosa, Rossi, Lorenzo ed Hayden, mentre Stoner a causa di un’uscita di pista, un dritto finito bene, si ritrova in 14a posizione. Solo verso l’ottavo giro Casey migliora il piazzamento, con qualche buon sorpasso, attestandosi in ottava posizione.

Al 12mo giro accade un fatto particolare, dal paddock della Honda viene esposto un cartello per avvisare Pedrosa di avere un secondo di vantaggio sugli inseguitori (Rossi-Lorenzo), mentre in realtà il vantaggio era di tre secondi. Questo per incitare il pilota a mantenere la sua concentrazione e per incitarlo ad allungare il passo. Una bella responsabilità, non c’è che dire, ma di fatto lo spagnolo riesce a capitalizzare ben quattro secondi di vantaggio sin dal 14mo giro, viaggiando con una perfezione degna di un pilota molto esperto e padrone di sé.

La gara da questo momento in poi si svolge con pochi sorpassi, due soli episodi hanno creato qualche brivido negli spettatori, come quello occorso ad Hayden che riesce ad evitare una brutta scivolata in curva, in una eccessiva piega, salvandosi in estremis con il gomito a terra come un puntello; l’altro episodio ce lo ha fatto vivere Stoner, che, a causa di un contatto con Nakano, replica un nuovo fuori pista mantenendo fortunatamente l’11ma posizione.

Tutto sommato una gara con poche emozioni, ma con qualche nota importante da attribuire all’ottima prova delle gomme Michelin che hanno fornito una strepitosa prestazione nelle prove e nel passo di gara. Ottimo il ritorno vincente della Honda Hcr, dopo un lungo periodo poco brillante, una bella progressione tecnica che ha permesso al giovane Pedrosa di conquistare il gradino più alto del podio, affiancato da Rossi e dall’esordiente e giovane Lorenzo.

Un primo e terzo classificato con gomme Michelin, un secondo posto per le Bridgeston.

Avrei sinceramente preferito una conclusione con la Ducati di Stoner prima, con la yamaha di Lorenzo seconda e con una terza posizione alla suzuky del bravo Capirossi, ma ciò appartiene allo spirito del mio tifo, delle mie simpatie. A questo proposito, come ho già asserito in un’altra occasione, ammetto di non fare più il tifo, per una caduta verticale della mia simpatia, per un pilota che ha fatto un grave scivolone non in pista, ma nell’etica che destino ad ogni vero sportivo e poi quest’ultimo ha la pessima abitudine di tirarla troppo lunga prima di presentarsi ad un’intervista e ciò mi infastidisce; queste s’intende sono solo mie impressioni.

Comunque la gara delle 800cc termina con i seguenti primi:

1) Pedrosa – honda – michelin

2) Rossi – yamaha- bridgestone

3) Lorenzo – yamaha- michelin

4) Hayden – honda

5) Capirossi – suzuky

6) Toseland – yamaha

 

Classifica mondiale, punti dei primi piloti:

 

1) Pedrosa 41

2) Lorenzo 36

3) Rossi 31

4) Stoner 30

5) Dovizioso 21

6) Toseland 20

7) Capirossi 19

8) Hayden 19

9) Hopkins 13

10) Nakano 10

 

La classifica mondiale costruttori è ad oggi la seguente:

 

1) Honda 41

2) Yamaha 40

3) Ducati 30

4) Suzuky 19

5) Kawasaki 13

Speriamo che in Portogallo il prossimo 13 aprile, grazie alla conformazione del circuito dell’Estoril, la Ducati sia maggiormente competitiva e possa liberare tutta la sua potenza per permettere a Stoner di assicurarsi un posto sul podio. 

 

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