Intelligenza Timida.

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Non ho mai offerto molto spazio ai chiacchieroni del tipo “quelli, quelli non capiscono nulla” e via di seguito, come non ho mai pensato che gli “altri” o “quelli” non capivano effettivamente niente o meno di chi accennava a questa diversità di intelletto, di intelligenza. Sono sempre stato convinto che, più o meno ma nella norma, tutti partiamo per la vita con gli stessi mezzi e proprietà intellettive, poi nel tempo vi sono cause e circostanze che ci rendono diversi, più espliciti, più veloci nella comprensione, più maliziosi nel voler compredere i fatti con i nostri occhi, più indipendenti nei giudizi e di contro più sensibili alle esposizioni degli altri, tanto da provare ammirazione se non propria venerazione verso quanto abbiamo ascoltato e verso chi ci ha così ben esposto il fatto. Tanta è l’ammirazione che cerchiamo di tenere a mente quella descrizione, quel racconto, quell’esposizione di un fatto al quale, prima, davamo un’interpretazione diversa, incompleta, non così ben accessoriata con tante parole così efficaci. Mai eravamo riusciti ad esprimerci così, certamente mancavamo di un simile allenamento verbale, discorsivo per riferire i nostri pensieri con così tanti vocaboli, in un’enfasi così passionale con una colorata logorroica esposizione. Come riuscire a dare torto a pensieri così forbitamente espressi, viene meno il coraggio, la sicurezza e la convinzione per poter esprimere il nostro eventuale totale o parziale disaccordo. Ecco la forza delle parole, che riescono ad intimidirci, a limitare la reattività della nostra ragione, del nostro semplice buon senso, un’ubriacatura sonora così potente che lascia la sua traccia con i suoi argomenti suadenti, che ben celano la mente fredda e calcolatrice che ordinano ed affiancano nella voluta seguenza toni, sguardi ed una opportuna mimica del viso in una studiata gestualità per maggiorare l’effetto delle parole, appunto.

Sino a qualche tempo addietro, questa capacità discorsiva la si usava per vendere, per convincere qualcuno ad acquistare un oggetto necessario o superfluo, di qualità o scadente. . . . .questa era la prima dote di un venditore, che, oltre a ben proporre la propria mercanzia, doveva essere così abile da fermare ed intrattenere la propria vittima, il probabile acquirente. Oggi, invece, la capacità oratoria viene usata anche per convincere gli “altri”, “quelli” che chi parla ha ragione ed ha la proprietà di linguaggio per giungere a questo scopo.

Una circostanza che spesso accade di questi tempi, periodi di sorde battaglie combatture con giochi di parole che suonano un rumore di una dimensione diversa da quella della realtà di tutti i giorni, un’overdose di chiacchiere per imbelletare il brutto e trascurare il bello, il palese, il giusto. Una continua chirurgia con il bisturi delle parole che confondono, tagliano la realtà insinuando falsi aneddoti nel consumato dominio della stanca ragione collettiva.

Così oggi qualcuno tenta di conquistare la simpatia, la ragione ed i voti nelle prossime due giornate dedicate all’elezione del prossimo esecutivo politico.

Son quasi le stesse persone di sempre, quelle nuove prive di ogni esperienza e capacità di governo, per lo più tratte dalle amicie personali, offrono esplicitamente la loro inesperienza (?!), mentre quelle già navigate nella politica cercano di arringare la gente con programmi che certamente, a detta di loro, risolveranno i problemi connessi ai salari ed alle pensioni che ormai non sono più sufficienti per arrivare alla fine di ogni mese, alla precarietà nel lavoro, alla crisi energetica ed ai suoi elevati costi per la comunità. Non mancano assurde promesse ecologiste e pretese strategie per ricondurre la società in sicurezza, come non vengono risparmiati piani per ricostituire una sana giustizia nella legalità e di uguaglianza. Addirittura qualcuno s’è spinto sino al punto di proporre una riduzione dei redditi della numerosa casta politica (magari!), mentre senza freno vengono spesi delle immense somme per la campagna elettorale, confidandone poi nel rimborso pubblico, mentre il popolo continua a vivere nelle più aspre difficoltà. Si è accesa un’inopportuna diatriba sulla vendita della nostra compagnia aerea, l’Alitalia, con l’esposizione di tesi e volontà contradditorie. Anche l’aeroporto di Malpensa accende una violenta dialettica con vecchi e nuovi veleni, però nessuno riferisce della così detta “scomodità” di questo scalo realizzato in una località così distante da Milano e priva di alberghi e simili infrastrutture necessarie ai viaggiatori, con un progetto fuori da ogni razionale pianificazione aereoportuale in quelle regioni.

Intanto la nostra informazione, i media, molti dei quali completamente colonizzati dalla politica, affiancano questa continua nenia pre-elettorale promuovendo ed organizzando una varietà di dibattiti dove gli ospiti replicano le loro teorie e promesse elettorali in un clima di tiepida belligeranza, esponendo con le solite parole sunti di programmi ormai simili ed annunciandosi la vittoria con una sequela di inutili dati forniti da diverse società a cui erano stati commissionati sondaggi di ogni genere, certamente non gratuitamente, ma certamente a carico di noi inermi contribuenti. Ora và in voga il concetto di “voto utile”, a loro s’intende, che semplicemente si spiega con la richiesta dei politici di un voto polarizzato verso i soli grandi partiti, quali unici soggetti politici autocandidatosi alla pratica del governo. Alla faccia della pluralità democratica.

Molti sono gli argomenti di cui non si sente mai parlare, come per esempio il rispetto e la presa in considerazione del Ssn che a tutt’oggi non ha risolto il grave problema dei portatori di gravi e rare patologie, congelando di fatto i Lea per il reperimento delle coperture finanziarie, per il difficile accesso di questi sfortunati ammalati a particolari medicinali (medicinali orfani), ai tanti posti di lavoro in pericolo per un’immensità di cause, fra le quali quelle di aver permesso a grandi aziende del terziario di unirsi causando esuberi e difficoltà nei sodalizi collegati.

Non si parla di politica estera, mentre nel mondo avvengono continui e nuovi sconvolgimenti, come la crisi finanziaria americana, causata da una economia speculativa, le cui ripercussioni negative stanno impegnando altre nazioni. In Iraq e in Afghanistan la guerra continua con sempre più vittime fra civili e militari. Si è sempre più influenzati dall’enorme crescita dell’India e della Cina, mentre degenerano nel silenzio i diritti umani di intere popolazioni.

In queste assiste di confronto politico, l’unico segno di vitalità è dato dal continuo sali-scendi delle sopracciglia con i quali gli interlocutori accompagnano i propri ragionamenti.

Ecco perchè bisogna attivare la nostra attenta osservazione critica e togliere quel velo di timidezza all’intelligenza per poter lucidamente e liberamente scegliere a chi concedere la possibilità di governare la nostra Nazione con equità, con giustizia e nella rispettosa considerazione delle giuste aspettative di tutti noi per ricredere in un possibile futuro positivo con l’individuazione di obiettivi comuni verso i quali muoversi davvero con passione, determinazione e con la convinzione di ognuno di noi.

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