Attiviamoci contro una terribile pandemìa silenziosa.

Nicole Kidman ha accettato di essere la testimonial all’ONU contro la terribile piaga della violenza contro le donne, così ha deciso di presenziare in questa importante assise a favore delle numerose vittime femminili e per coordinare una strategia di difesa comune in tutti gli Stati del Mondo. 

(PD-Internazionale- articolo 23 aprile)

 

 

Nicole Kidman dice si alle donne, a tutte coloro che ogni giorno subiscono violenza. E dice no alla violenza. Fa molto di più la celebre attrice australiana lanciando un appello ai potenti della terra ma anche alla gente comune affinché si mobilitino per ingaggiare una guerra globale alla violenza contro le donne

“Say no to violence against women” è la campagna di cui è promotrice la Kidman insieme all’Unifem, il Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le Donne, presentata in una conferenza tenuta proprio nella sede delle Nazioni Unite. La campagna in verità ha avuto inizio nel novembre scorso e finora vi hanno aderito 210 mila persone.

Al settimo mese di gravidanza l’attrice, già premio Oscar per aver interpretato Virginia Wolf, altra paladina dei diritti per le donne, nel film “The Hours”, ha detto che voleva impegnarsi in prima fila per le donne e per i loro diritti, pensando in particolar modo al figlio in arrivo e a quelli già nati, la Kidman è infatti madre di altri due ragazzi adottati durante il matrimonio con Tom Cruise.

Nell’insolita veste di ambasciatrice, la bellissima attrice, oggi 40enne era stata già ospite del Palazzo di Vetro ma come protagonista insieme a Sean Penn del film “The Interpreter”, il primo ad essere girato nella sede dell’Onu.

“Una donna su tre dovrà affrontare una certa forma di violenza nel corso della sua vita – ha dichiarato la celebre star – è una straordinaria statistica, ma ne avete mai sentito parlare?”

Durante il suo appello la Kidman ha ripetuto come la violenza sulle donne sia la violazione più diffusa dei diritti umani del nostro tempo. Una ricerca eseguita dall’Università di Harvard denunciava che per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra
Non è cambiato molto, sono tante ancora le donne che ogni giorno perdono la vita e che ogni giorno subiscono violenze per strada, tra le mura domestiche, o all’interno di sistemi sociali che permettono silenziosamente che accada.

Adesso è tempo di dire basta, per questo la Kidman ha accettato di essere la testimonial di questo appello per una mobilitazione globale che tocchi l’America, l’Europa, l’Asia, ovunque ci sia anche una violazione dei diritti delle donne.

Si tratta – ha concluso la Kidman – di evitare di fare della violenza sulle donne una epidemia silenziosa” e ha poi incoraggiato tutti i Paesi ad aderire all’appello dell’Unifem, collegandosi al sito http://www.saynotoviolence.org/

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