Crudele omicidio di tre giovani squillo.

Siamo entrati da non molto nel terzo millennio e gli uomini, intendo le persone di entrambi i sessi, nella secolare aspirazione di riuscire a stare meglio, hanno assecondato la loro naturale dinamica culturale e manualmente operosa per realizzare un sempre più avanzato progresso scientifico, tecnico, umanista, artistico, politico e sociale per lasciarsi alle spalle vecchie e plumbee stagioni, del tipo medioevale, ed affacciarsi ad un sistema di vita organizzato nel primato dell’uomo e geopoliticamente equilibrato. Senza accorgesene abbiamo nel tempo potenziato una giusta attenzione verso la necessaria stabilità politica, culturale e nella giustizia sociale globale, ma qualcosa non è riuscita secondo gli intenti e le aspirazioni umane, tanto che molti valori riconosciuti come fondamentali e quindi essenziali sono rimasti ancora latenti o parzialmente elaborati e quindi applicati nel nostro tessuto sociale.

Così nel mondo si vivono condizioni diverse nelle opportunità vita e ciò dipende dalle attenzioni dei vari governi, più o meno attenti alle esigenze delle loro popolazioni e più o meno illuminati nella gestione dei veloci mutamenti nei rapporti fra i vari stati, nel veloce spostamento delle persone e nella confusa rincorsa al benessere e ad una grossolana ricchezza.

Siamo giunti nei secoli ai tempi d’oggi con un progresso incompleto ed a volte confuso, una situazione complicata, ma non totalmente ostile per tutti se si rinuncia dall’essere orfani di cervello e di riuscire a considerare le chiare istanze morali, spirituali e materiali che coralmente nel mondo vengono sottoposte ai vari governi ed alle varie organizzazioni umanitarie. Un forte desiderio di planeraria giustizia per sopravvivere all’ingiustizia geografica, di etnia, di stato e condizione. Un mondo ancora difficile e pieno di insidie come la vecchia trappola della prostituzione, che è sopravvissuta nei secoli in ogni angolo del nostro mondo condizionando quasi sempre la vita di giovani ragazze per lo più originarie di paesi poveri e/o in guerra con scarsa o assente giustizia sociale tale da garantire un pur minima organizzazione nel lavoro.

Così molte più o meno giovani donne, nella speranza di riuscire ad organizarsi una vita, cedono alle menzogne di chi le vuole, nella realtà, schiavizzare nella prostituzione, con la scusa di riuscire a procurarle un seppur modesto lavoro in un’altra nazione, con più benessere.

Così il destino di molte di queste donne è quello di essere sottoposte alla volontà ingorda di bande o singoli, che le costringono a prostituirsi lungo le strade, per lucrare sull’imposta attività ed esponendole anche ad eventuali incontri pericolosi.

Così di tanto in tanto vengono scoperti corpi esamini di prostitute come è accaduto in questi ultimi giorni in una nostra provincia del nord dove sono stati rinvenuti ben tre corpi di prostitute nascosti nei boschi di quelle zone. Quindi sono partite le indagini dei carabinieri di quel comando provinciale per scoprire se queste sfortunate donne sono state vittime di una crudele crimità seriale o se, invece, sono state involontarie vittime in un regolamento di conti fra sfruttatori.

L’exitus violento di queste tre giovani donne, suscita sì sgomento fra la popolazione locale, ma forse un non duraturo dispiacere per il loro triste destino. Le prostitute sono in genere invise dai più proprio per il loro “mestiere” che le emargina inesorabilmente ai margini della pubblica considerazione, anche se queste a volte sono cotrette “a vendersi” pena severi e crudeli maltrattamenti da parte dei loro aguzzini.

Atteggiamento comprensibile, ma ipocrita quello dell’attuale società, che pur giustamente avversando la prostituzione nelle strade, tollera esercizi commerciali dediti alla diffusione di contenuti hard, come video-attrezzature-abbigliamento- spettacoli chiaramente porno-annunci del tipo “AAA giovane disponibililissima..” pubblicati su diffusissimi e noti quotidiani -eccetera. Insomma tutto ciò che riguarda la sfera di questo particolare ambito genera consistenti condizioni di businnes quasi a trecentosessanta gradi.

Quindi, senza voler fare dell’inutile moralismo, mi auguro nel rispetto della vita di eventuali vittime di questa vergognosa schiavitù imposta, che sia dato avvio a consistenti iniziative civili per dare voce a queste vittime e per rendere sempre più difficile l’esserne clienti. Quest’ultimo aspetto nel rispetto della giusta considerazione di un criminologo, che durante una trasmissione televisiva riguardo i fatti sopra citati ed accaduti nella provincia del nostro settentrione, affermava che per prendere tutti i pesci di un laghetto è necessario togliere tutta l’acqua.

Per risolvere il problema della prostituzione nelle strade non servono studi, analisi, congressi, convegni, riunioni e quant’altro, ma una maggiore vigilanza del territorio da parte delle forze dell’ordine al fine di identificare donne e clienti, per contrastare severamente tutto il sistema criminale integrato in questo pericoloso ambito ed anche nella speranza di salvare qualche persona ridotta in schiavitù per riassicurargli la fruizione di una successiva possibilità di vità nella libertà, nella dovutà dignità umana e nelle condizioni di giusti diritti e doveri.

 

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