Le Mans 5a Gara GP valida per il mondiale 2008 – Roma Foro Italico finale Torneo femminile Cornet | Jankociv – Fine del Campionato di Calcio e degli aiutini di Serie A.

Ieri mattina, diciotto maggio, dopo un meritato sonno ritoratore, mi sono alzato in tutta fretta per andare a comprare i soliti due quotidiani, un paio di pacchetti di Kim rosse ed una fresca crostata di marmellata. In questo piccolo comune i negozi rimangono aperti anche di domenica, i bar circondano il loro ingresso con tavoli e sedie, mentre i cittadini, quasi tutti mattinieri, si dirigono verso la piazza principale, ormai elevato a luogo di incontro e di chiacchire. Altri si attardono lungo il vecchio corso fra i banchetti del mercatino dove è esposto un pò di tutto come accessori per la casa, quadri e stampe che riproducono la vita contadina, piccoli vecchi mobili, orologi, attrezzi da lavoro, candele colorate e zampironi profumati. Le signore sono attratte dalla bigiotteria e dalla varia chincaglieria tutta colorata.

Questa del mercatino è una piacevole presenza, che il comune concede spesso agli ambulanti per vivacizzare il centro storico e per offrire ai numerosi gitanti della domenica di sbizzarrirsi fra i vari prodotti tipici, mentre tutto questo accade anche la chiesa, nel suo bel barocco, è stata adornata di canditi fiori come la bella macchina di rappresentanza ferma davanti al sacrato: una coppia ha deciso di sposarsi.

Il tempo non è proprio sereno e un alto e denso gruppo di nuvole minaccia quasi pioggia, ma non importa, bastano quei lunghi spazi di sereno e trovarsi in un ambiente così caratteristico che l’umore si rallegra ed la vista di questo paesaggio ti regala una grande felicità.

Terminati i pochi acquisti, riprendo la via di casa con passo calmo, attento ad ogni cenno di saluto di qualche conoscente. Saluti che ricambio con reazioni di simpatia.

A casa sistemo i piatti al bordo del tavolo e mi sistemo comodamente seduto davanti al televisore. E’ l’ora. . . .faccio a tempo a sintonizzarmi che già vedo i numerosi centauri della classe regina lanciati a cavallo delle loro rumorose GP oltre la linea di partenza, è uno spettacolo che non stanca mai e che riempie lo spettatore di energia, di ansia e di tanta adrenalina come se si corresse insieme in quella gara.

Insomma c’è da percorrere ben 28 dannati giri e già si accende la lotta fra Stoner – Pedrosa – Edwards e Rossi. Le loro moto sembrano unite, una dietro l’altra ondeggiando fra impossibili pieghe nelle veloci curve e nei repentini cambi di direzione. Sembra che si reggano con le ginocchia sulla pista per quanto sfidano le leggi della fisica.

I primi corrono senz’altro al limite dei loro mezzi e già si nota Pedrosa battere l’ 1’35” e superare Rossi, che prontamente, con un gioco nelle traiettorie, riesce a risuperarlo. La potente M1 della Yamaha sembra un’astronave, che veloce sfiora la pista e senza scomporsi asseconda il Doctor.

Davanti Stoner abbracciato alla sua Ducati sembra faticare a condurre la sua rossa, che più di una volta l’ho vista sbacchettare come se perdesse un pò del grip sulla gomma anteriore, ma malgrado la sua grintosa e decisa guida Rossi riesce a metterselo dietro, così la testa della corsa vede Rossi – Stoner e Pedrosa. I tempi di Valentino si abbassano ancora di più 1’34″3 contro l’ 1’34″9 di Stoner.

Una terribile bagarre corsa sul filo dei 330 km/h e con numerosi tentativi di temerario sorpasso.

Al 10mo giro cambia l’ordine dei piloti di testa: Rossi – Pedrosa – Stoner – Edwards, al ritmo di 1’34″2.

La Ducati non la vedo come al solito, non riesco a capire se sono sorti problemi nella ultra sollecitata meccanica, Stoner sembra impegnato più del solito.

Intanto si stà concretizzando un miracolo: Lorenzo riesce a raggiungere con la propria Yamaha la sesta posizione e inizia a puntare Vermeulen, che con la sua Suzuki lo precede in 5a posizione. Lorenzo guida con una grinta ed una determinazione veramente da far rabbrividire e tanto insiste sinchè riesce a superare l’avversario con un sorpasso da brivido.

Sembra che tutto procedi normalmente, quando inizia a cadere un pò di pioggia e la direzione fa esporre subito la bandiera bianca per avvisare tutti i piloti che da quel momento chi vuole può cambiare moto con gomme da bagnato.

Nessuno si ferma a cambiare moto, all’infuori di Melandri, così la corsa procede sempre con i bolidi al massimo delle loro prestazioni sino al 20mo giro quando la Ducati di Stoner “rompe” e questi è costretto a completare il giro di pista, aitandosi nella spinta con un piede, per rientrare al Box e riprendere così la corsa, irrimediabilmente compromessa, con l’altra Ducati gommata da bagnato.

Una delusione mista a rabbia, ma si vedeva che qualcosa non funzionava nella moto, ma nelle corse a volte i guasti accadono. . . . .pazienza. . . .si rifarà nel prossimo circuito.

Mentre un senso di forte frustrazione mi aveva fatto accendere un’altra sigaretta, Lorenzo riusciva di potenza a conquistare la seconda posizione, alle spalle del compagno di team Valentino Rossi. Da non crederci, Lorenzo stava gareggiando con le caviglie rotte ed ingessate e malgrado questa palese e dolorosa limitazione filava raccolto dietro il cupolino, come se nulla fosse. Un gran carattere non c’è che dire.

Al termine del 28mo giro la bandiera a scacchi consacrava 1) Rossi – 2) Lorenzo – 3) Edwards – 4) Pedrosa – 5) Vermeulen – 6) Dovizioso – 7) Capirossi ed 8) Hyden, quindi tutti gli altri.

Classifica Mondiale Piloti:

1) Rossi Yamaha 97

2) Lorenzo Yamaha 94

3) Pedrosa Honda 94

4) Stoner Ducati 56

5) Edwards Yamaha 47

 

 

 

 

Classifica Mondiale Costruttori:

1) Yamaha 115

2) Honda 94

3) Ducati 61

4) Suzuki 45

5) Kavasaki 28

 

 

 

La corsa s’è conclusa con lo spettacolo di Angel Nieto che accompagnava Valentino Rossi nello spazio sotto al palco, entrambi a bordo della Yamaha ed entrambi con ben 90 gran premi vinti. Uno bello spettacolo che ha visto il senior grande Nieto (un’acrobata in moto) con il giovane Valentino (anch’esso un asso del motociclismo contemporaneo).

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Dimenticai quasi subito la rabbia per la rottura della Ducati, perchè subito dopo apparvero nello schermo le immagini del campo da tennis del Foro Italico. M’aggiustai sulla comoda sedia e mi predisposi per vedere la finale del Torneo femminile fra la giovanissima Alize Cornet e la Jelena Jankovic, anche lei giovane.

E’ capitato di rado soffermarmi a guardare una partita di tennis, questa volta per il fatto che gia avevo seguito la semifinale combattuta fra la Comet e la Chakvetadze, che ha visto prevalere la prima atleta.

La finale ha inizio e la piccola palla gialla comincia a saettare da una parte e l’altra del campo, nelle tribune c’è un silenzio assoluto, si muovono solo le tenniste e le giovani rosse addette a raccogliere le palle dal suolo.

Basta poco, ed io ripeto non sono un intenditore di questa disciplina sportiva, per rendersi conto che qualcosa è cambiato nella Comet, ieri precisa ed aggressiva, oggi fallosa, sbaglia molto, ed apparentemente non lucida. Forse stanca per le lunghe fasi giocate per la qualificazione, forse ancora fisicamente non preparata per queste maratone tennistiche. Per quanto si sentitova della giovane Cormet, questa è stata la grande novità di questo torneo romano, caratterizzato anche dai molti ritiri di note e brave atlete per non ottimali condizioni fisiche. Quì qualcuno insinua il sospetto che la Cornet sia riuscita a qualificarsi nelle finali proprio grazie a questi ritiri eccellenti. A me questa giovane tennista mi aveva data una buona impressione nelle scorse semifinali, tanto da rimanere ammirato per quel suo gioco sempre di spinta, nel fondo campo avversario. Questo pomeriggio accadeva tutto il contrario, quasi mai le riusciva la prima palla nel servizio, molti suoi tiri finivano oltre le linee e subiva il gioco determinato ma monotono della Jankovic, che, per completare l’ immagine che mi feci di quell’incontro, mi appariva un pò spaventata in quel set. Forse aveva sopravalutato la giovane novità di quel torneo e procedeva nel suo gioco con l’attenzione di chi si attende una sorpresa da un momento all’altro, ma non è andata così.

Insomma un’ora e mezza di non bel gioco e di un momento di particolare cedimento della Cormet che è scoppiata in un pianto a dirotto, forse per rabbia o liberatorio per il fatto che non riusciva ad imbastire un gioco che mettesse in difficoltà l’avversaria.

Provai un pò di pena per quella diciottenne sconsolata, ma lo sport è duro ed inflessibile: vince il più forte, psicologicamente e fisicamente parlando.

La matricola del torneo romano, in questa circostanza, non dava segni di possedere queste validità, così in due secchi set da 6-2 6-2 perse l’incontro e consenti alla Jankovic di aggiudicarsi per la seconda volta la coppa romana.

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Ho sempre dichiarato che ho perso interesse per il calcio da molti anni, da quando i clubs hanno perso, per mia opinione, quella caratteristica sportiva e sono divenute vere e proprie aziende che producono goal ed hanno dei bilanci simili a quelli di una nazione.

Comunque durante quella deludente partita di tennis, iniziarono le fatidiche partite (Catania-Roma e Parma-Inter) dai quali risultati si sarebbe determinato chi avrebbe vinto la coppa di questo campionato di calcio della serie A. Confesso che all’Inter preferisco senz’altro la Roma, se non altro per la bella e sportiva famiglia Sensi che non ha mai lesinato proprie risorse per questa squadra, dove ancora si riesce a parlare italiano. Nell’inter ci vuole un interpretre per colloquiare con i suoi giocatori, tutti stranieri e Mancini, a causa di questo ambiente multilingue, stà perdendo la capacità di farsi capire, forse sta cambiando lingua.

Il paperone presidente Moratti avrà certamente impiegato cifre inimmaginabili per acquistare questo mezzo mondo di campioni stranieri e forse né farà una nuova nazionale, ma straniera.

Comunque l’esito del campionato di calcio di serie A era per me già quasi stato assegnato: l’Inter non poteva perdere con il Parma, era potenzialmente superiore, nulla da dire. E per questo non ho mai creduto fondate le speranze dei molti romanisti, che me li immagino con lo sguardo fisso sul pallone sino agli ultimi calci, poi la resa al destino ed ai molti “aiutini” che durante il lungo campionato sono stati elargiti a favore della squadra del Presidente Moratti.

Debbo scrivere che l’incontro di tennis veniva bellamente interrotto per dar modo al commentatore del calcio di fornire lunghi aggiornamenti con immagini delle due partite clou di quella domenica. Questo l’ho trovato molto arrogante per il calcio, perchè non mi è sembrato giusto che venisse interrotto un collegamento sportivo a favore di un’altro. Se questi due avvenimenti si sovrapponevano nell’orario, come di fatto è accaduto, questi dovevano essere trasmessi su due reti diverse, per dare modo agli appassionati di tennis di seguire interamente quella fase di torneo e permettere ugualmente agli appassionati del calcio di seguire le ultime fasi del campionato senza penalizzare altri sportivi.

Quella domenica purtroppo è stata segnata da gravi incidenti fra un nutrito gruppo di ultrà e la polizia e francamente non c’erano i motivi per quella esasperazione da piazza.

Comunque il buon Moratti ha conquistato la sua coppa che inseguiva da molto tempo, forse per riscattare qualche altro scudetto. . . .non sò, ma certo è che il calcio non è più quello di tanti anni fà, ormai mi sembra solo un’altra occasione di generico business e di una occasione per far arricchire solo giocatori stranieri, anche non comunitari e con i passaporti. . . . . non proprio in ordine, come accadde qualche tempo fà, se ben ricordo i servizi e le notizie diffuse dai vari media.

Ma a parte questi scampoli di notizie non proprio fra le migliori, tutta la sarabanda della domenica calcistica è termitata con l’ 1-1 del Catania-Roma e con lo 0-2 di Parma-Inter, quindi nella classifica finale della serie A i nero-azzurri superano di tre punti i giallorossi. . . . . .che dire. . .aiutiamici!

 

 

 

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