Un brutto articolo sul “mito della legge 194”.

Spesso alla sola vista di molti articoli strillati ed esagerati di qualche quotidiano esposto nell’ampia bacheca dell’ edicola, decido di acquistare la rivista Famiglia Cristiana, che da sempre ho valutato interessante e contiene un gran numero di servizi senz’altro attuali. Vi sono pregievoli articoli su aziende, sulle persone, sulle differenti condizioni di vita nel mondo con particolari attenzioni alle sofferenze dei più deboli. Si tratta dei diritti dell’uomo, sono trattati i profili di personaggi noti e ci sono rubriche di interazione con i lettori tramite corrispondenza, varie altre sezioni dedicate alla moda, a vari reportage ed inoltre anche al buonumore ed alla cucina. Inutile scrivere che molte pagine sono articoli di contenuto religioso rivolto ai molti lettori, cristiani e non. Insomma è una rivista che non mi è mai dispiaciuta, anche se qualche volta trovo contenuti forse contraddittori alla divulgata pratica della semplicità, ma poco male daltronte è una rivista per tutti e francamente sono scarse le esagerazioni.

Per questo ho sempre creduto che ne vengano vendute migliaia di copie, basta pensare che in ogni sala di attesa di ambulatori, medici e professionisti di vario genere questa è quasi sempre presente sul tavolino centrale, pronta a far trascorrere un pò di tempo con la sua lettura.

Questa volta però, e mi riferisco al suo recente nr. 21 del corrente mese, dove nella sezione “Primo piano- in famiglia”, appare l’articolo “E’ ora di sgretolare il mito della legge 194”, che francamente non ho approvato per la forma con la quale è stato redatto, anzi l’ho trovato offensivo per la cittadinanza italiana e per le sue istituzioni.

Che il Papa e tutto il resto del clero siano contrari all’istituzione dell’aborto è comprensibile ed anche giusto, visto con quale spirito fondamentalista religioso viene attaccata l’interruzione volontaria della gravidanza. Quì nulla da dire, ci mancherebbe e poi rientra nel dovere del clero cattolico questa difesa alla maternità compiuta. Ma ciò che mi ha dato fastidio è il richiamo politico, all’attuale esecutivo, che, secondo l’articolista, vi sono i numeri parlamentari per “codificare la libertà di non abortire”.

Quì il gran genio che ha scritto questo servizio ha dimenticato una cosa molto importante ed è quella che non è il Parlamento, che di sola propria iniziativa, può permettere o vietare l’interruzione della gravidanza, ma è tutto il popolo che chiede e sollecita al Parlamento in carica una regolamentazione a questo riguardo, tant’è vero questo, che dopo la vasta richiesta popolare di una legge mirata al permesso dell’aborto, Questo, per mezzo dei suoi deputati e con la firma del di allora Presidente della Repubblica, promulgò la legge 194 il 22 maggio 1978 in materia e con norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Quindi una legge a tutela della donna e della sua salute liberandola dalle cruenti e qualche volta letali pratiche clandestine. Una legge che ha sempre tenuto conto della dignità e del potere libero decisionale di tutte le donne. La 194 è una legge non un mito, e già appellarla come mito è già un’offesa verso le persone, che vivono su questa terre e non sulle nuvole. Quanti contenuti degli “editti religiosi” sono mutati nei secoli, basta leggere la storia, ma oggi non desidero contestare o discutere sull’antagonismo del clero alla legge 194. Oggi contesto la forma con la quale l’articolista ha trattato questo argomento su Famiglia Cristiana.

Per procedere nella critica addirittura in questo testo si tenta di far credere che negli anni settanta si abortiva per paura della sovrappopolazione nazionale, mentre oggi non essendoci più questo timore, anzi, si è per la “preferenza per la nascita”. Mai ascoltate parole più assurde, come se negli anni settanta si abortiva come animali per contenere il numero delle persone viventi, una sorta di rupe Tarpea chirurgica per milioni di bambini l’anno!

Da non credere alla lettura dei propri occhi sull’articolo in parola.

E non finisce quì, perchè lo scrivente domanda quale dovrebbe essere la strada per rivedere questa legge, che è considerato un tabù intoccabile in un Paese dove addirittura si “cambia perfino la Costituzione”.

Io non so che pensare, ma questa persona si rende conto di quel che ha scritto? Forse crede di appartenere ad una comunità di sciocchi che, appunto, “cambia perfino la Costituzione”.

Il popolo, come tutte i viventi nel mondo, operano, suggeriscono e sollecitano ai loro Governi di attualizzare ogni norma per il solo bene dell’umanità stessa. Nemmeno le guerre dichiarate e combattute nascono veramente dalla volontà popolare ed oggi né abbiamo ampi esempi al riguardo.

Per continuare il commento di questo brutto articolo, quì si paventa il caso che la legge 194 sia stata influenzata dal terrorismo, infatti si leggono queste frasi “…fu approvata dopo un lungo e tormentato iter……con una maggioranza esigua, in piena epoca di terrorismo”…… “il si del Senato arrivò 10 giorni dopo l’assasinio di Moro, con un Paese sotto shock”.

Quindi secondo l’autore del pezzo la legge 194 è stata promulgata per l’ influenza dello shock da terrorismo, per intimidazione psicologica? Tutti argomenti sciocchi e sensa senso, se non quello di creare un notevole tam-tam per creare le condizioni per una futura abrogazione della stessa 194. Oggi si usa fare così, quando si vuole ottenere un generale nuovo parere, viene attivata una forte e continua battaglia mediatica nella speranza di riuscire a mutare le opinioni nella testa della gente.

Ma possibile che non si capisca che questa norma è nata proprio perchè la persona da tutelare è la donna e lo spirito della legge, nel suo dettaglio, è chiaro e qualsiasi altra motivazione addotta per la sua abrogazione, sia etica o politica, questa è solamente strumentale per accontentare la voce del Vaticano, al quale riconosco rispetto, ma non l’infallibità, siamo tutti esseri umani.

Un domani probabilmente il progresso scientifico inventerà nuovi percorsi, come la già prodotta pillola abortiva Ru486, che permetteranno alle donne di riuscire a tutelare sempre la propria salute fisica e psichica e che tengano anche conto di accadimenti violenti subiti involontariamente da donne che non desiderano appesantire la loro vita con non volute probabili conseguenti gravidanze. 

Nessuno può arrogarsi un qualsiasi titolo per osteggiare la volontà di un’altra persona, pensasse alla sua vita, non a quella degli altri e se proprio non si riesce a stare zitti o a non scrivere sulla vita normale delle altre persone, questi si dedicassero a risolvere i ben più gravi problemi che rendono asfittica la vita dei più, i quali più, pur vivendo nella difficoltà, offrono beni e risorse da riversare in solidale carità a chi vive un’esistenza peggiore e più problematica.

Per concludere non mi sarei mai aspettato di leggere un articolo simile su Famiglia Cristiana, forse questa volta l’autore non aveva più argomenti a tale proposito, così è andata come è andata, purchè dare addosso alle persone con opinioni diverse ed alla legge 194.

Se questo articolo fosse stato scritto direttamente dal Papa Benedetto XVI immagino che certamente sarebbe stato redatto in una forma diversa, migliore e non offensiva.

 link articolo:

http://www.sanpaolo.org/fc/0821fc/0821fc07.htm

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