Gran Premio d’Italia 6a Prova Campionato Mondiale GP 2008 – Circuito del Mugello.

(immagine casco da motograndprix)Credo che buona parte degli appassionati di questo sport con gli addetti ai lavori aveva già previsto un’ulteriore miglioramento del pacchetto M.1 Yamaha e Bridgestone, tanto da vedere Valentino Rossi in una fomidabile conquista della pole con un super tempo di 1’48″130. Impresa facilitata dal gran feeling di Valentino con questa veloce e difficile pista e per il gran tifo dei suoi sempre presenti fans inneggianti in una continua e rumorosa enfasi pro loro idolo.

Anche Capirossi e Stoner dovrebbero possedere una buona confidenza con questo circuito in conseguenza della loro frequente presenza durante i collaudi invernali. Comunque non credo che la gara sia così facilmente scontata, perchè anche altri campioni delle GP, pur alle spalle di Rossi, sono scesi sull’1’48” basso e posseggono un buon passo-gara ed inoltre non si notano più grandi differenze di potenza fra i vari bolidi a due ruote. Di certo la M.1 è riuscita ad effettuare le giuste modifiche nella sua elettronica e nel motore in modo migliore delle concorrenti. La Ducati per non sò quale motivo sembra non riuscire più a ripetere o magari a migliorare le sue prestazioni della scorsa stagione e quindi sembra affidarsi alla grande capacità di guida di Stoner.

La Honda, con Pedrosa, sembra non aver raggiunto quel grado di evoluzione tale da superare la Yamaha e la sua nuova RC2-12 pilotata dal veterano Okada, non sembra dotata della quella potenza di cui si era anticipato nei giorni scorsi.

La vera novità di questa giornata è rappresentata dal nuovo casco di Valentino, che, oltre ai normali fregi, espone, nella parte anteriore a livello della fronte, una grande immagine del suo volto con occhi strabuzzati e con la bocca spalancata, un’espressione fra la meraviglia/lo stupore e lo spavento. Che pensare un vezzo gioioso per un suo nuovo guizzo di fantastica creazione da portare a passeggio per tutti i 23 giri di questo Gran Premio.

Comunque arriva con la solita puntualità il momento di allinearsi sulla griglia di partenza per attendere con ansia e con abbondanti flutti di adrenalina la fatidica partenza. Questa avviene e come al solito Pedrosa riesce a fuggire come un fulmine davanti ai suoi avversari e già si delineano le potenzialità dei vari concorrenti ed il primo giro vede sfilare i bolidi secondo quest’ordine:

Pedrosa – Stoner – Capirossi – Rossi – Hyden e quindi tutti gli altri.

Fra la fine del primo giro e l’inizio del secondo Valentino con un bruciante sorpasso supera subito Capirossi e si pone all’inseguimento di Pedrosa e Stoner e prova subito a bruciare in staccata Pedrosa, già superato dallo scatenato Stoner, ma l’attacco non gli riesce e si riallinea appena dietro la sua ruota posteriore.

Così verso il quinto giro Valentino libera la potenza della sua M.1 e riesce a porsi dietro le spalle Pedrosa ed a mettere nel mirino la rossa Ducati di Stoner.

A vista la Yamaha appare senz’altro più equilibrata nella ciclistica, più potente ed anche più veloce, sembra avanzare velocemente su un’invisibile rotaia, mentre la Gp di Borgo Panigale si muove e derapa pericolosamente, solo Stoner sembra essere l’unico pilota in grado di controllarne gli scarti, ma ciò non basta e Valentino di potenza riesce a conquistare la testa della corsa, mentre anche Pedrosa si trova nella fortunata condizione di superare la Ducati, a causa di una errata staccata di Stoner proprio nella difficile curva di S. Donato. Così il serpentone di testa è composto da Rossi – Pedrosa – Stoner, quindi seguiti con margine da De Angelis – Capirossi – Toseland, mentre si nota il avanzare velocemente la coraggiosa e spericolata matricola Lorenzo, che giro dopo giro riesce a scalare molte posizioni, ma a causa del suo modo esagerato di guidare poco dopo cade ed è costretto a ritirarsi.

Stessa sorte per Hopkins e per lo sfortunato Melandri.

Intanto Stoner incalza ed impegna l’Honda di Pedrosa in una battaglia per la seconda posizione per la conquista di maggiori punti utili per la classifica mondiale.

Stoner verso il 14° giro con una acrobatica manovra riesce a superare Pedrosa e quest’ultimo nulla più può fare per riconquistare la seconda posizione. Il passo della testa della gara si aggira sull’1’50″1 sino all’1’50″9, una velocità di gara eccezionale per questo complesso circuito.

Valentino Rossi riesce a mantenere costante la distanza di circa 2″/3″ fra lui e Stoner e gli ultimi giri sono percorsi costantemente in quest’ordine: Rossi – Stoner – Pedrosa – De Angelis ed Edwards.

Una bella gara, veloce, combattuta e difficile, che premia la migliore moto quale è la Yamaha, gommata Bridgestone e perfettamente condotta dal bravo Valentino Rossi. . . nulla da dire se non bravo sia per le sue naturali doti di guida che per il suo costante e minuzioso lavoro di messa a punto, di preparazione fisica e mentale. Un impegno gravoso ma ottimamente svolto, non si può asserire diversamente.

Senz’altro bravo anche Stoner, ma la sua Ducati non sembra ancora essere pari o superiore all’antagonista Yamaha, secondo molti manca ancora nella ciclistica e forse non è messa a punto nel migliore dei modi.

Nel seguire questa prima terza parte di questo campionato mondiale appare chiaro il vantaggio della Yamaha, la Ducati e la Honda sembrano riuscire ad ottenere risultati solo con la rispettiva guida di Stoner e Pedrosa.

Questa 6a prova di Campionato Mondiale GP è terminata con il seguente ordine di arrivo:

1) Rossi (Yamaha) -2) Stoner (Ducati) – 3) Pedrosa (Honda) – 4) De Angelis (Honda) – 5) Edwards (Yamaha) – 6) Toseland (Yamaha) – 7) Capirossi (Suzuki) – 8) Dovizioso (Honda) – 9) Nakano (Honda)……..15) Okada (Honda).

 

Classifica Mondiale Piloti:

 

1) Rossi Yamaha 122

2) Pedrosa Honda 110

3) Lorenzo Yamaha 94

4) Stoner Ducati 76

5) Edwards Yamaha 58

6) Capirossi Suzuki 51

7) Dovizioso Honda 44

8) Toseland Yamaha 43

 

Classifica Mondiale Costruttori:

 

1) Yamaha 140

2) Honda 110

3) Ducati 81

4) Suzuki 54

5) Kavasaki 29

Certo già una bella distanza fra la Yamaha e la Ducati e questo francamente dispiace, perchè senz’altro la Yamaha s’è avvantaggiata anche delle disponibilità dello sponsor Fiat per procedere allo suo sviluppo tecnico, mentre la italiana Ducati non può usufruire dei vantaggi finanziari Fiat in quanto non sponsorizzata da questa. Queste circostanze sono per me incomprensibili nel senso che mi sembra quasi assurdo che una grande società nazionale non sponsorizzi un’altra industria nazionale (anche se la Ducati ha delocalizzato nell’est europeo una sua buona parte – ma questo è un’altro discorso), ma trovi giusto sponsorizzare un pilota italiano su moto straniera. Scusatemi ma per me è inconcepibile.

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