Chissenefrega!

 Queste le prime parole che riuscirono ad uscire dalla bocca del mio conoscente. Lo avevo appena riconosciuto, era di spalle e si sorbiva una birra seduto al bar della grande piazza, già affollata di bambini scatenati. Gli girai accanto e mi fermai appena di fronte al suo viso, accigliato e chiaramente non del solito umore. Ciao, che t’è successo? Stai parlando da solo, perchè?

Alzò lo sguardo dritto nei miei occhi e mantenendo la fronte corrugata sbottò “siamo arrivati al punto da non doversi più fidare di nessuno, tanto meno dei familiari, uno schifoso periodo che non avrei voluto vivere. Sembriamo vittime di una nuova infezione, che invece di minare il fisico, mina la mente, l’animo, muta la personalità degli individui, li rende tutti avidi, bugiardi

ed egoisti. Questi vanno dritti per la loro strada senza curarsi di calpestare sentimenti sacri dell’amicizia e/o della parentela.

A volte si vorrebbe assomigliare a questi falchi del buon senso, dell’onestà e del buon comportamento per divenire anche noi dei senza scrupoli, degli imbroglioni e degli opportunisti. Ormai questi ultimi sono la maggioranza delle persone e sembrano moralmente sostenuti anche dall’esempio che si manifesta in quelle aree di persone privilegiate, che riescono bellamente a determinare delle misure, delle normative di cui solo loro né sono i destinatari privilegiati, il tutto in barba ad un’etica di comportamento ormai dimenticata e fuori da ogni concetto del buon agire. Essere educati, corretti, giusti e generosi non suscita più rispetto dalla gente, ma espone ingiustamente a severe ed inaspettate prese in giro. Il mondo è cambiato, quello che valeva ieri oggi non ha più importanza, saranno le difficoltà attuali che rendono molte persone cattive ed incuranti dei danni che procurano ad altri. Viviamo un’epoca così imbarbarita, che viene la voglia di incattivirsi senza alcuna remora e poi chissenefrega, succeda quel che deve accadere. Oggi nemmeno i delinquenti vanno più in galera, mentre gli onesti rischiano di più. . . .allora sembra che abbiano ragione i disonesti.

Fui sorpreso da questa valanga di parole, da questa tracimazione verbale non corrispondente allo spirito ed all’animo del mio conoscente, così decisi di fermarmi, mi sedetti di fronte e rimasi ad ascoltare la causa di questo malanimo.

Intanto, mentre ancora taceva, pensavo a come chiedergli il perché di tanta amarezza così espressa, quando improvvisamente lo sguardo del mio conoscente ripuntò i miei occhi e con tono basso si scusò per come mi aveva salutato, ma aveva subito una grande delusione dal fratello e dalla madre, un fatto molto doloroso, che difficilmente avrebbe perdonato e superato, certamente, disse quasi sottovoce, questa circostanza causerà gravi conseguenze per tutto il resto della vita. Ed io, continuò severo, fra un giorno o due sarò costretto a prendere delle iniziative a mia tutela anche a costo di attaccare ferocemente, ma giustamente, questo snaturato parente. A dire il vero apostrofò il fratello con parole ben più pesanti e rivolse alla madre un amaro definitivo rimprovero nel senso che non l’avrebbe più voluta vedere se non in tribunale.

Riuscì a farmi narrare l’accaduto e sinceramente fui veramente scosso dal fatto, certamente tanto più grave e doloroso perché causato da un fratello incosciente, superficiale e non consapevole delle conseguenze che può causare una malazione, che rasenta, come nel caso del mio amico, la truffa. Il danno arrecato al mio amico era di particolare gravità e tutto faceva purtroppo supporre ad una prossima guerra battagliata fra fratelli. Un fatto grave da non augurarsi mai che possa accadere, ma in questa vita purtroppo è tutto possibile e questa è proprio una brutta storia.

Dopo una buona oretta, ci alzammo dal tavolo e ci avviammo verso la fermata dell’autobus per rientrare ognuno nel proprio comune di residenza e strada facendo mi raccontò dei molti aiuti dati nel tempo senza mai aver chiesto nulla in restituzione, lui, il mio amico, ci teneva alla propria famiglia di origine e per molti anni le cose filarono lisce, ma dopo la morte del padre qualcosa accadde ed i rapporti fra loro cambiarono in qualche modo, ma lui, il mio amico, non riusciva a capirne il perché. La famiglia è quel nucleo di persone che non dovrebbe mai causare delusioni, altrimenti porrebbe i membri della stessa in condizioni di vulnerabilità psicologica ed affettiva, facendo perdere a tutti ogni punto di riferimento e di fiducia. Allora la famiglia si trasformerebbe in un nucleo frequentato da un certo numero di eremiti, di persone sole pur abitando sotto lo stesso tetto.

Nella vita si subiscono un’infinità di delusioni di varie specie e, nella normalità delle proprie risorse, queste vengono sempre superate, ma una delusione nell’ambito familiare o da un solo familiare lascia sempre una ferita aperta, allontana per sempre le persone ed accende le più furiose liti.

Qualsiasi tipo di amore ci fa rimanere a bocca aperta e rinforza le persone, ma la cattiveria, l’egoismo, la superficialità e la disonestà generano solo odio ed allora bisogna spogliarsi con forza dalla bontà, dalla generosità e dalla comprensione per rispondere poi all’occhio per occhio ed al dente per dente. . . .. . . .per le conseguenze chissenefrega.

Così il mio conoscente concluse il suo discorso, salutandomi. Che tristezza!

 

 

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