Assemblea Nazionale del P.D. – Cosa bolle in pentola….poco e molte chiacchiere.

 Per quel che mi è stato possibile ho voluto seguire da vicino l’Assemblea Nazionale del PD, così mi riferì Luigi (nome di fantasia di un mio caro conoscente che incontro raramente, ma col quale trascorro piacevolmente del tempo in passeggiate sull’affollata strada statale, mentre mi racconta di fatti ed avvenimenti). Parla in modo semplice, ma piacevole e chiaro e poi quello che rende avvincenti i suoi commenti è lo spirito e la grande partecipazione che traspare dai suoi gesti, dalle sue parole e dalle lunghe pause, che tradiscono una onesta volontà di riferire per quanto possibile una versione obiettiva e ragionata dell’accaduto. Non trascende mai in volgarità o in facili comuni conclusioni, anzi sembra combattere nella sua mente per riferire le sue opinioni nella forma più leale possibile, come se si mettesse nei panni delle persone delle quali commenta un discorso ed un comportamento, il tutto certamente filtrato ed arricchito dai suoi netti punti di vista. Punti di vista forse non più negoziabili o modificabili per la sua vasta esperienza di vita e per la sua ampia conoscenza di persone, che per un’infinità di motivi, si muovono nel complicato mondo della politica.

Insomma, continuò, un convegno organizzato in un bell’ambiente, ampio come quello della nuova fiera di Roma, non proprio a portata di mano, ma comodo per l’ampia strada da percorrere e per l’abbondanza dei parcheggi. Un’ambiente così distensivo grazie alle varie vaste riposanti tonalità di verde, raramente interrotte da spazi bianchi e dalle rare zone rosse del logo del partito. Un ampio pavimento bianco, sul quale erano ben allineate circa settecento/ottocento sedie con sedile e schienale nero. Il soffitto, di colore argenteo delle strutture metalliche, lasciavano circolare la necessaria aria, completando così la gradevolezza dell’ambiente. Sinceramente mi attendevo di trovare una gran massa di persone, fra noti politici, matricole ed invitati simpatizzanti, ma di fatto, nella media durata della gran riunione, avrò constatato una media presenza di circa trecento persone, assai parche di applausi. Ho notato spesso piccoli gruppi di persone, due o tre, impegnati in fitti chiacchiericci, tutti svolti sottovoce. Solo gli occhi di queste persone tradivano l’impegno dei vari discorsi, alzando improvvisamente il proprio sguardo come per scrutare la zona circostante e l’ampio palco, per poi riabbassarsi all’altezza del proprio interlocutore permettendo alla propria testa delle brevi oscillazioni avanti/dietro in senso di assenso. La scusa di voler fumare una sigaretta, costituiva per molti l’alibi per lasciare lo spazio di una pigra assemblea, che sembrava non entusiasmare visibilmente i convenuti.

La relazione del Leader è stata molto ampia ed è durata circa oltre un’ora, è stata una relazione critica verso il Pdl ed ottimista verso il futuro politico del PD, al punto di presagire probabilmente molto vicino il momento di una rivincita e quindi di un ritorno al governo del nostro Paese, grazie alla politica arrogante del centro destra, leggi Alitalia, decreto salva Rete4, lodo Schifani, nuova regolamentazione delle intercettazioni telefoniche, dei critici rapporti fra l’attuale Esecutivo e la Magistratura. E così via di seguito anche con altri numerosi interventi, molti in linea e da coro allo spirito veltroniano, altri invece hanno scoperto un evidente mal celato dissenso interno al partito democratico, come il secco intervento critico del professore Arturo Parisi, che è arrivato al punto di invitare ad un cambiamento della linea politica del Pd o del suo leader. Uno strappo evidente e senza sottintesi e sottolineato poi dal suo abbandono dell’aula…….una persona di carattere, di idee chiare e non celate agli altri colleghi del partito, una dialettica, un metodo leale, esposto come si dovrebbe sempre fare in un partito democratico, poi si andranno ad analizzare i contenuti che hanno acceso il contendere.

Altro intervento interessante e pertinente è stato quello di Gawronski sulla crisi della democrazia. Il resto dei personaggi noti ha svolto relazioni piatte con i soliti argomenti fritti e rifritti, ma adattati alla nuova circostanza………come dire è meglio non esporsi più del dovuto, si potrebbe rischiare…………come avviene in tutte le assemblee di ogni partito…..non c’è modo da illudersi.

Insomma, continuava Luigi, un grande evento come l’Assemblea Nazionale del PD per poco o niente, almeno secondo la mia percezione. E’ stata un’assemblea utile solo per eleggere il Collegio Sindacale e la Direzione Nazionale con relativi membri, senza però alcuna discussione preliminare, come non si è discusso delle dimissioni del presidente Romano Prodi, nel senso che nessuno s’è chiaramente chiesto il perché di tale atto e del di chi potrebbe assumere quel ruolo.

Comunque c’è da ammettere che l’assenza di Romano Prodi la si sentiva ed era veramente pesante e forse questa circostanza voleva significare qualcosa di sentito ma non espressa….chissà.

Non voglio svilire questo avvenimento, ma certo si coglie l’inadeguadezza dell’attuale politica, di centro dx o di centro sx, che soffoca le probabili opportunità di rientrare nei ranghi della normalità nella vita di tutti i giorni. Si è schiavi di una strana oligarchia di alcune caste, che di fatto si preoccupano di vivere per i loro membri al mantenimento dei loro privilegi, siano questi materiali o di stato.

Ormai la tregua politica è miseramente cessata, così i leader dei partiti più rappresentativi hanno ripreso ad andare giù duramente contro il proprio avversario,

Berlusconi è tornato ad essere il caimano di sempre con la sua arroganza e freddezza sempre pronto a lanciarsi contro l’avversario come se lo dovesse divorare. Veltroni difende la propria posizione avventandosi contro il suo avversario Berlusconi preannunciandogli una grande manifestazione nazionale contro il suo governo. E’ ricominciata la guerra politica senza esclusioni di colpi. Entrambi i contendenti però devono guardarsi anche dai dissidenti interni alle loro compagini politiche, basterà un loro evidente indebolimento che questi tenteranno azioni per prevalere.

La solita brutta storia della politica nostrana e vane sono le parole del preoccupato nostro Presidente della Repubblica.

Così sembra che nessuno di questi così detti leader politici si ricorda che a noi cittadini è sufficiente riuscire a vivere in città, comuni piccoli o grandi purchè belli, curati, proporzionati ed a misura d’uomo. Servono buoni trasporti, buone scuole, buoni ospedali, normali e buone condizioni di lavoro, un po’ di verde ed un ambiente salubre, rara criminalità, democrazia, vera giustizia in un sistema organizzato con una equilibrata solidarietà sociale.

Nel nostro futuro sarà così?

Luigi terminò così il suo racconto, mi guardò sorridendo ed aggiunse: ma chi ci crede ormai, le persone hanno forse perso fiducia, pensa ai risultati delle ultime elezioni in Sicilia, sembra che non voti più nessuno e chi resiste lo fa solo forse per motivi clientelari personali. Ormai sono rimasti in pochi a discutere sulla gestione dei pubblici servizi come l’acqua, l’energia, il trasporto oltre al precariato nel lavoro ed alla riforma pensionistica, di Prodi e Berlusconi, che condannerà i futuri pensionati a percepire solo una “mancia”.

Intanto più di qualcuno si perde ancora in chiacchiere…..almeno questa è l’impressione.

Dopo circa un paio d’ore di chiacchiere, ci ritrovammo finalmente al punto di partenza dove ci eravamo incontrati. Ci salutammo dopo un fresco aperitivo.

 

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