Orfani dell’intelligenza, della politica e della generosità.

In questi giorni finalmente credo di riuscire ad ultimare le piccole ma importanti incombenze, che da tempo mi hanno sottratto al mio solito quotidiano. In questa modesta impresa sono sempre stato ostacolato dalla scarsa intraprendenza culturale di qualche mio simile, a cui non è ancora chiaro il proprio mansionario di lavoro, così, attancandosi ad astruse ed incomprensibili motivazioni di una certa prassi burocratica, mi ha fatto perdere molto tempo prima di ben comprendere, per fortuna, la giustezza delle mie richieste che tendono a poter visionare un dossier con documentazione da me firmata. L’assurdo di questa vicenda, che per quanto semplice non dettaglio nel suo insieme, è che più di una volta sono stato sollecitato a rivolgermi al loro numero verde (ufficio assistenza clienti) dove chi rispondeva non era italiano e tanto meno era chiara e intellegibile la sua risposta. Sarà senz’altro un guasto causato dalle numerose delocalizzazioni di “parti di azienda”, può darsi che il call center in parola è di fatto collocato in uno stato estero dell’est, dove il personale costa pochi euro.

Ormai non bisogna meravigliarsi più di niente, la diffusa mania di guadagnare sempre di più spinge alcune aziende a delocalizzare o ad esternare parte delle loro operatività verso quelle località in via di sviluppo, dove i salari dei lavoratori sono di fatto assimilati alle nostre pensioni sociali e dove, forse, i nostri ccnl non hanno effetto per la diversa territorialità.

Così in questa sparuta Europa ancora si vive a doppia velocità: c’è chi stenta a vivere e chi sopravvive e ciò fa comodo a molti poteri forti, se così non fosse questi si adopererebbero per ottenere l’eccellenza dai propri servizi prodotti al giusto costo e non con il mèro risparmio sul costo del personale, causando così in alcuni casi un demerito alla qualità del servizio prodotto e quindi fornito.

In questo guazzabuglio sociale non trovo la responsabilità del nuovo mercato, della globalizzazione e via di seguito, perchè di fatto, a parer mio – seguendo le varie notizie dei media -, questa tanto decantata atmosfera di libertà dei mercati non esiste più, ormai l’economia è governata da lobby, da potentati, da sultanati finanziari protetti, che pongono la politica loro sussidiaria e lo storico, grave recente fallimento del vertice dell’ OMC di Ginevra né è la prova. Il negoziato ginevrino è fallito per l’egoismo dei ricchi, tanto è vero che sintetizzerei il fallimento dei lavori con la certa consapevolezza che non si apre e non si da vita ad alcun mercato se questo non è in linea con gli interessi dei paesi ricchi, tanto è vero che a causa delle controversie sorte sulle misure da assumere ed adottare sul dossier agricolo è saltato tutto. Oggi i cereali, come il petrolio ed altre fonti di energia, hanno assunto grande importanza ed il loro prezzo vola senza alcun controllo e regolamentazione, questo perchè all’uso alimentare lo si preferisce impegnare nell’uso energetico, ben più remunerativo. Insomma si preferisce produrre carburante che alimenti per la popolazione mondiale, di cui una grande parte rischia la morte d’inedia, più semplicemente di fame.

Questa delusione è per fortuna lenita dalla nostra ratifica del Trattato di Lisbona, che così permette all’Italia di aggiungersi ai ventitre altri Paesi che già hanno sottoscritto questo importante trattato. quali:

Romania, Ungheria, Malta, Francia, Polonia, Slovacchia, Portogallo, Austria, Danimarca, Slovenia, Bulgaria, Lettonia, Lituania, Germania, Lussemburgo, Estonia, Finlandia, Grecia, Gran Bretagna, Cipro, Belgio, Olanda e Spagna.

Mancano all’appello ancora tre Paesi:

la Repubblica Ceca e la Svezia, mentre in Irlanda, come è noto, il referendum popolare – svoltosi il 12 giugno scorso – ha portato ad un voto negativo. Per quanto riguarda la Repubblica Ceca ha interrotto il processo di ratifica per valutare la compatibilità con la Costituzione nazionale; in Svezia la ratifica è prevista per il prossimo novembre.

Spero veramente che tutto vada al suo giusto posto, perchè altrimenti saremmo anche orfani della vera generosità, della vera giustizia, della vera politica che dovrebbe tendere ad unire le le persone e quindi i vari popoli in programmi comuni, condivisi ed aumentare la comprensione, la tolleranza, l’integrazione, la coesione, la condivisione dei diritti fondamentali dell’uomo e lo sviluppo coerente e generale nel mondo in un ambiente curato e non più inquinato.

Oggi quello che dovrebbe preoccuparci è il continuo progredire degli armamenti e delle continue guerre sparse nel Mondo a cui nessuno sembra riuscire a porci uno stop, una fine e quì il terribile ricordo della prima e seconda guerra mondiale dovrebbe essere il passepartout per un nuovo colloquio mondiale per derimere i contenziosi e gli antagonismi, che minano ed umiliano le aspettative di pace, di serentà, di giustizia, di operosità di tutti noi.

Il fallimento del vertice di Ginevra e lo stop degli euroscettici al compimento della procedura del Trattato di Lisbona, può incrinare le relazioni e la tenuta del fragile sistema multilaterale, riproponendo vecchie relazioni ed accordi bilaterali fra nazioni ricche a scapito ed a pregiudizio dell’azione dei Paesi più poveri e con scarsa capacità negoziale. Speriamo in un prossimo futuro di buon rapporti con la nuova e meno belligerante Presidenza Usa e con altrettante buone relazioni con tutti gli altri Paesi, con particolare attenzione agli stati Europei per un comune progetto di realizzare un’ Europa veramente unita e coerentemente organizzata. . . . ormai, si sa, da soli non si và da nessuna parte.

Lasciamo da parte chi si occupa del solo proprio orticello, l’orizzonte da considerare è ben più vasto.

 

Link della versione consolidata del Trattato di Lisbona:

 

  http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ratifica_trattato_lisbona/versione_consolidata_trattato_lisbona.pdf

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