31 agosto 2008 Repubblica di San Marino – Circuito di Misano 13a gara del moto mondiale categoria GP – . . . . . . . .ho rosicato!

. . . . . e si, ho rosicato stratosfericamente quando ho visto cadere Stoner con la sua rossa Ducati, mentre l’italo-londinese Valentino Rossi prendeva la testa della gara con la sua giapponese Fiat-Yamaha, con il capo protetto dal nuovo casco disegnato in modo tale da significare l’immagine di una casa. . . . . di casa sua Tavullia, dato che il circuito di Misano non è molto distante dal piccolo comune dove è cresciuto e quindi gli spalti di questo circuito sono affollati di suoi fans. Quindi il fantasioso casco voleva far intendere che stava gareggiando “a casa sua”.

 

Dopo le varie sessioni di prove ufficiali, Casey Stoner è riuscito ad aggiudicarsi la pole position con l’ottimo tempo di 1’33″378, seguito dalla nipponica Fiat-Yamaha di Valentino Rossi e dall’altra nipponica Fiat-Yamaha di Jorge Lorenzo. Questi tre piloti sono gli occupanti della prima fila della griglia di partenza della gara, seguiti nelle posizioni successive da De Puniet (Honda), Elias (Ducati), Pedrosa (Honda) eccetera. Marco Melandri, con l’atra Ducati, non è riuscito a fare delle buone prove e così occupa l’ultimo posto della quinta fila. . . . . non è mai riuscito ad avere un buon feeling con il bolide di Borgo Panigale ed il suo futuro nelle competizioni sportive di motoGP è ancora incerto per questa deludente sfortunata stagione. . . . speriamo bene per il bravo Marco.

Il circuito di Misano Adriatico è sempre stato un buon circuito e quindi sempre affollato di spettatori e per questo, ultimamente, sono state aumentate di numero le strutture per accogliere più comodamente un maggior numero di sportivi. E’ stata migliorata la sala stampa (i giornalisti sono importanti) e sono stati apportati interventi sulla pista. La modifica più evidente del nuovo tracciato è rappresentata dalla prima curva, oggi un pò troppo stretta, tende a chiudere troppo la traiettoria delle moto in gara. Il nastro d’asfalto è stato “lisciato” per rendere più agevole il veloce incedere delle dure GP, ma è rimasta ancora qualche imperfezione (piccole buche, così ho sentito) e in alcuni tratti risulta un pò scivoloso.

Comunque la giornata è bella e calda, tanto da far desiderare un buon bagno al mare ed il mare da queste parti è veramente bello.

Così fra una miriade di dichiarazioni con un alto contenuto scaramantico, si arriva al momento della partenza e il nugolo variopinto di motoGP si lancia rumorosamente lungo la pista. Le teste dei piloti protette dai caschi sono tutte nicchiate dietro il cupolino, quasi anche per celare una certa ansia causata dalla tesa atmosfera vissuta nelle fasi preliminari della gara.

Nel primo giro il solito serpentone vede allineati Stoner-Pedrosa-Rossi-Lorenzo-Elias e De Puniet, quest’ultimo, purtroppo, è subito vittima di una rovinosa caduta, che non gli permette di proseguire. Intanto Rossi riesce miracolosamente a rimare in sella alla sua nipponica Fiat dopo una terribile imbarcata, sicuramente a causa delle gomme ancora non in temperatura.

E’ bello vedere una moto italiana con sponsor ufficiale italiano, appunto la rossa Ducati, precedere i propri avversari, anche se il pilota non è un nostro connazionale. Quello che soddisfa una parte del popolo sportivo è quello di vedere un prodotto italiano prevalere tecnicamente su concorrenti esteri e ciò può senz’altro favorire la conquista di nuovi segmenti di mercato e quindi aumentare le vendite e la diffusione dei nostri prodotti, in questo caso della produzione Ducati. Brava l’Enel che sponsorizza ufficialmente, insieme ad altre aziende nostrane, questo rosso gioiello della nostra industria. Un utile sostegno, che dire,

La Fiat, invece, con spirito esterofilo, preferisce stranamente finanziare la concorrenza, in questo caso la nipponica Yamaha tanto da apparire ampiamente con il suo logo sulla sua carena , oggi Fiat-Yamaha. Questa motoGP, grazie a tutte le elargizioni dei suoi sponsor, è riuscita a finanziare lo sviluppo del suo prodotto tanto da raggiungere un generale progresso tecnico, con il quale il bravo pilota Valentino Rossi, anch’egli penso sostenuto dalla Fiat, riesce ad imporre sulla distanza la supremazia della Yamaha, al punto che le vendite di questo marchio sono veramente alte e penso che superino di gran lunga il risultato commerciale delle nostre aziende. Che pensare. . . . . sò io che pensare, ma lo tengo per me! Se la Ducati avesse avuto, oltre gli attuali suoi sponsor, il sostegno della Fiat oggi sarebbe stata sicuramente più perfetta di quella che è attualmente ed il mercato avrebbe aperto maggiormente il suo gradimento. Forse, voglio pensare, che con questa ipotesi Valentino Rossi avrebbe potuto trovarsi in sella al rosso bolide a due ruote. Così credo e così mi piace sperare ed immaginare, anche se fin’oggi il giovane bravo pilota tavulliese non ha mai mostrato di gradire una moto da corsa italiana nella categoria GP. . . . . . forse è una semplice errata impressione, bah!                                                       

Comunque per riprendere il filo della gara di motoGp, per poco non mi prende un coccolone per la rabbia nel vedere cadere irrimediabilmente Stoner al sesto o settimo giro. Un colpo! Era primo e precedeva gli avversari con un discreto margine, ma in una curva la perdita di aderenza dell’anteriore non ha lasciato alcuna speranza. . . . . .è scivolato e la moto non si è più riavviata. La gara è finità quì. . . .ed io ho perso ogni interesse per continuare a seguirne le successive fasi.

Perchè sia accaduto ciò? Boh, certo una grande delusione, ogni volta che si avvicinavano le date delle gare valide per il mondiale 2008 delle moto GP ero super pronto a seguirne gli sviluppi nella speranza di vedere finalmente una moto italiana primeggiare in questa difficile categoria, come ai tempi delle gare vinte da Agostini (Mv Augusta) e da Lucchinelli (Ducati). Come nelle formule inferiori con l’Aprilia e la Gilera, come nella superbike con la Ducati. Pazienza. . . . . forse i tempi non sono ancora maturi, certo è che Stoner quest’anno è veramente sfortunato: in questa occasione gareggiava con una vecchia frattura allo scafoide riaperta, che lo ha costretto a un particolare bendaggio. . . .ma il dolore non doveva essere cosa di poco conto. Quello che mi è dispiaciuto di più è stato l’urlo di soddisfazione e di esultanza di alcuni spettatori nel vedere la Ducati rovinare sulla pista. E questo è nulla al confronto a quanto si è sentito da molti commentatori del dopo gara e dal gran signore Maradona. Tutti o meglio molti ormai danno per spacciato Stoner, quale vittima della forte pressione psicologica di Valentino Rossi. Ormai è costume consolidato quello di inneggiare al vincitore e di “segare” crudelmente il perdente di turno, vittima di una forte domestica sudditanza alla superiorità psicologica del campione. . . .oggi elevato a leggenda, a mito.

Poche le persone che hanno pronunciato opinioni equilibrate sulla vicenda Stoner-Ducati, fra le quali ricordo con piacere Marco Lucchinelli e Jorge Lorenzo. Questi ultimi di fatto hanno ammesso che purtroppo ogni pilota può, prima o poi, attraversare un momento critico e poi questa feroce rivalità fra Stoner-Ducati e Rossi-FiatYamaha è frutto di molti addetti ai lavori e da qualche media sportivo ed il giovane pilota australiano deve sopportare e risolvere da “solo” questa “pressione”, che ad ogni prova di gara viene urlata e riproposta. Che la Ducati sia oggi la moto più veloce in pista è un fatto acclarato, ma non sempre si corre su piste che diano modo di avvantaggiarsi e di sfruttare questa caratteristica, tanto più che la Fiat-Yamaha per conto suo possiede certamente la migliore ciclistica del paddock, grazie allo sviluppo effettuato in questi ultimi anni con propri investimenti e senz’altro con l’aiuto partecipativo dei più grandi sponsor.

Comunque anche Valentino Rossi ha dovuto attraversare, suo malgrado, lunghi periodi non favorevoli . . . . . . non ci scordiamo il 2007 quando era fortemente deconcentrato per la vicenda fisco . . . . . gossip o realtà poco importa.

Spero che la Ducati riesca a fornire alla moto un ulteriore incremento di generale miglioramento tecnico avere la possibilità di non gareggiare sempre al limite delle sue prestazioni e di conquistare quei sufficienti margini prestazionali utili a Casey Stoner per rischiare di meno e di correre quindi con maggiore sicurezza, senza più sbagliare.

La bandiera a scacchi per la fine della gara di Misano ha visto arrivare primi i seguenti piloti:

1) V.Rossi -FiatYamaha- 2) J.Lorenzo -FiatYamaha- 3) T.Elias -Ducati- 4) D.Pedrosa -Honda-. eccetera.

 I primi della classifica mondiale piloti sono                                                                                                                

1) Rossi – FiatYamaha- 262

2) Stoner – Ducati – 188

3) Pedrosa -Honda- 185 

4) Lorenzo – FiatYamaha – 140

eccetera.

Alla prossima. . . . se Stoner non cade!

Intanto qualche fotografo buontempone si preoccupa di immortalare qualche 

bella ragazza presente nel paddock.

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