Qualche notizia in più sulla crisi finanziaria mondiale, innescata dalla speculazione mutui sub-prime.

 

CRISI FINANZIARIA E RIFORMA DEI MERCATI FINANZIARI            

 

L’avvio della procedura di liquidazione per Lehman Brothers, il ricorso al finanziamento straordinario della F.E.D (una vera e propria nazionalizzazione) nei confronti di A.I.G., la crisi e la ricapitalizzazione delle principali banche e Merchant Bank degli Stati Uniti, attraverso l’intervento dei Fondi Sovrani, le ripercussioni tendenzialmente sistemiche sulle principali banche internazionali, confermano, a poco più di un anno dall’inizio della crisi finanziaria, i gravissimi deficit del liberismo e della deregolazione dei mercati finanziari internazionali che hanno caratterizzato la globalizzazione nell’ultimo quarto di secolo.

La presunta capacità autoregolativa dei mercati e la diffida all’intervento dello stato nell’economia si è capovolta nel suo opposto, come risulta dal salvataggio di Bear Stearns da parte di J.P.Morgan, con l’intervento della F.E.D. come finanziatrice e garante, e dalle nazionalizzazioni di Fannie Mae , Freddie Mac e Northern Rock. La vicenda Lehman dimostra (insieme ad IndyMac e ad altre banche minori) che l’alternativa all’intervento pubblico è il fallimento degli intermediari in crisi.

Gli effetti sulla stabilità del sistema bancario e finanziario internazionale sui livelli occupazionali, con licenziamento di lavoratori che, soltanto nelle principali piazze finanziarie statunitensi hanno già superato le 100.000 unità, sulla distruzione di valore per i risparmiatori, vittime di clamorose opacità che riconoscono la tripla A agli intermediari sino al giorno prima del fallimento e sugli impulsi recessivi trasmessi all’economia mondiale, fanno della crisi attuale la più grave dagli anni trenta del secolo scorso.

Il sistema bancario, assicurativo e finanziario italiano è rimasto sino ad oggi, unico nello scenario internazionale, più al riparo dagli effetti devastanti della crisi. Dalla prima ricognizione risulterebbe limitata anche l’esposizione verso Lehman. Il miglior equilibrio economico e patrimoniale, il maggior radicamento territoriale, il rapporto stretto con le imprese e con le comunità economiche e sociali di riferimento ed una più prudente valutazione dei rischi finanziari sono anche il risultato della strategia di Responsabilità sociale ed ambientale sulla quale le OO.SS. hanno incalzato le Controparti e che ha condotto alla sottoscrizione di importanti Protocolli.                                                 

Manifestiamo, tuttavia, gravi preoccupazioni per l’esposizione della clientela su titoli direttamente o indirettamente riconducibili al fallimento di Lehman Brothers, profondamente radicata in Europa, sul cui livello di rischio è stata mantenuta un’assoluta omertà e tali da coinvolgere trasversalmente i portafogli azionari ed obbligazionari della clientela nonché quelli di Fondi comuni, Fondi Pensioni, Polizze vita.

Riteniamo, pertanto,ineludibile e non rinviabile, alla luce delle brevi considerazioni che precedono,una rigorosa riforma dei mercati finanziari nella direzione di un’efficace regolazione, trasparenza, vincoli patrimoniali sui prodotti finanziari ad elevato rischio; della vigilanza su soggetti ( Hedge Fund, Merchant Bank, Private Equity) oggi non vigilati; della costituzione di Autorità sovranzionali di supervisione coordinate; di una governance globale, una nuova Bretton Woods, capaci di dipanare i grovigli perversi della finanza esoterica e predatoria e di favorire una nuova fase di sviluppo nella stabilità economica e finanziaria ,nella crescita dei redditi, nella coesione sociale.

Nel nostro Paese operano circa 140 lavoratori dipendenti da Lehman Brothers, distribuiti tra le filiali di Roma e di Milano. Ad essi, quantunque la Controparte Lehman non ci abbia mai richiesto di ricorrere agli strumenti, efficaci e sperimentati, di prevenzione e di gestione delle crisi aziendali previste dal C.C.N.L. del Credito, testimoniamo la solidarietà dell’intera categoria garantendo, nel contempo, la presenza attiva nella tutela dei loro interessi.

 

Roma 18 settembre 2008

I SEGRETARI GENERALI

DIRCREDITO FABI FALCRI FIBA-CISL FISAC SILCEA SINFUB UGL/CREDITO UILCA

 

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