Se in Borsa vengono effettuate Prove di . . . Collasso. . . penso che. . . .

Dopo i noti misfatti americani e non solo, era prevedibile che la Borsa lasciasse sul campo buona parte della capitolalizzazione dei titoli in negoziazione. Di fatto, conseguentemente a molte vendite (lettera), i titoli sono stati deprezzati e chi li compra (denaro) fissa dei prezzi bassi, coerenti con il trend della discesa.

Anche in questa fase s’insinua la speculazione. . . un particolare tipo di speculazione effettuaua da operatori ribassisti, dotati di un’ottima conoscenza dei titoli (condizione essenziale) che tentano di acquisire i migliori titoli al prezzo più basso, per poi realizzare il guadagno con la vendita successiva dello stesso titolo, ma ad prezzo più alto, anche nella vendita viene fissato il prezzo per non avere sorprese nel realizzo in quanto la variazione dei titoli mobiliari (titoli) è alquanto veloce e può avvenire in uno strettissimo lasso di tempo, in senso positvo o negativo.

Senza inoltrarci molto, cosa potrà decidere il piccolo risparmiatore in una fase di questo tipo? Personalmente non vendo, perchè se cedessi il titolo la perdita diverrebbe effettiva, nel senso che se avessi acquistato una certa quantità di un tal titolo a 100 e poi rivendessi questa stessa quantità dello stesso tal titolo ad 80 avrei irreversibilmente perso 20. . . . . . se invece non vendo ed attendo senza fretta che il titolo riprenda e magari superi il valore pagato al suo acquisto è probabile che vada pari se non addirittura riesca anche a guadagnarci qualcosa.

Pertanto quando la Borsa scende, in genere bisogna rimanere tranquilli ed attenderne la risalita. Quanto scritto vale se abbiamo acquistato buoni titoli, cioè titoli emessi da ottime società, il cui patrimonio, la cui fatturazione in relazione ai costi genera valori incoraggianti (bilanci).

Un tempo la scelta del titolo da acquistare la si effettuava con la sola valutazione del suo patrimonio, oggi, anzi da qualche anno a questa parte, si valuta anche il rapporto della fatturazione in relazione al numero degli addetti (costo del lavoro più altri parametri), redditività aziendale. Tutti dati che se richiesti devono essere riferiti dall’operatore di borsa al cliente. L’operatore finanziario è altresì obbligato a fornire notizie sulla “pericolosità” e sulla “coerenza nostra personale” circa l’operazione che vorremmo o stiamo per perfezionare.

Se invece si dovessoro possedere titoli derivati, di scarso valore e di alto rischio finanziario (titoli da me mai posseduti tantomeno mai tentato di acquistarli) è bene rivolgersi ad un serio consulente finanziario per prendere eventuali consigli e suggerimenti per limitarne un’eventuale perdita e per convenire una nuova strategia finanziaria per ricostruire con la somma residua la parte di capitale che eventualmente e sfortunatamente non siamo riusciti a salvare, con il realizzo.

Non essendo un esperto di borsa, in questo frangente mi regolerei così: mi metterei in contatto con un’accreditata associazione dei consumatori e quindi con un serio e fidato professionista. . . . .comunque tutto con razionalità e senza panico per quindi decidere.

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