Un necessario. . . . PERNACCHIO

Non sempre, ma frequentemente quando si discute di flora e di fauna esposta a rischio di estinzione, oppure quando ci si sofferma e ci si domanda se un giorno finiranno tutte le numerose guerre che infiammano ed infliggono terribili sofferenze nella gran parte del nostro mondo, mi chiedo cosa potrebbe accadere se improvvisamente sparisse dalla terra ogni presenza umana. Certamente il mondo animale e vegetale avrebbe l’occasione di ritrovare tante di quelle naturali occasioni per riprodursi e moltiplicarsi ed il clima non sarebbe più avvelenato dall’attività umana coercitata da una nota minoranza che ha sempre inseguito la sola propria ricchezza, imponendosi con la forza della loro lobby e lasciando sul campo il solo miraggio di un comune generico successo, come unico passaporto per la felicità. Siamo stati tutti, più o meno, soldati di acerrimi conflitti combattuti con armi e strategie politiche/finanziarie così cruenti da abbattere tante aspettative di vita in una così grave e desolante annientamento di ogni valore di vera solidarietà umana. E’ la legge della globalizzazione, del libero mercato, dell’esasperata competizione a cui siamo soggetti.

Oggi ogni politico nelle proprie apparizioni mediatiche e con le immancabili polemiche montate contro l’avversario reclama sempre la propria ragione con l’esternazione dei soliti, fritti e rifritti, pensieri che in pratica servono solo a trasformare le diverse opinioni in motivo di perenne rissa e schiamazzo. Ogni contendente si arroga la convinta esclusiva ispirazione democratica, ma spesso non è così. . . . a volte qualcuno è arrivato addirittura a richiamare alcune censure ideologiche, di pensiero. Stiamo vivendo un non bel momento e in questa atmosfera sembra che la grande maggioranza delle persone abbiano perso la capacità di arrabbiarsi, ma non è così. . . . si è solo migliorata la capacità di sopportazione e quì nessuno si è dimenticato che in uno stato democratico la sovranità appartiene solo al popolo e questo decide del suo prossimo futuro con le elezioni. . . e queste debbono essere svolte senza alcuna limitazione, tutti debbono avere il dovere/diritto di scegliere il partito, il candidato e quindi il programma.             

Da non sò più da quanti anni siamo chiamati solo a pagare imposte, tasse e contributi a vario titolo per ritrovarci un popolo di precari, di mal assistiti e di poveri, mentre c’è un buon numero di furbetti che vive con stipendi da superenalotto, con inimmaginabili privilegi e con tanta faccia tosta che li spinge addirittura a chiederci come và la nostra vita, il nostro lavoro, come giudichiamo la politica, l’Italia ed addirittura il mondo.

Quì dovremmo tutti essere come don Ersilio, il grande Edoardo de Filippo in un episodio del famoso film “L’oro di Napoli”, che con un sonoro pernacchio, da gran maestro del genere, puniva l’arrogante e presuntuoso potente del luogo.

Come si fà a chiedere di guardare al futuro con ottimismo, quando si sono subite una ininterrotta serie di scandali e da ultima una tragedia finanziaria di dimensioni mondiali, causata dall’ingorda ed illegittima speculazione con l’emissione di titoli spazzatura che hanno causato il fallimento di numerose banche in Usa e criticità in banche nostrane tanto da obbligare il popolo a farsi carico del loro sostegno con non sò quanti miliardi di euro. Un’apocalisse finanziaria di cui tutti siamo informati e che tutti né stiamo e né pagheremo le conseguenze. . . . tutti al di fuori dei vari responsabili che sembra rimangono ai loro posti con i loro sempre ricchi emolumenti e con le loro ricchezze già accumulate e forse già riposte in qualche paradiso fiscale.

A questo proposito non solo imporrei alla politica di entrare nelle banche per sostituire questi “intrepidi” della finanza altrui, ma inviterei magistratura e finanza a controllare l’operato di questi istituti per fare il punto su queste vergognose speculazioni e per quindi rioffrire la fiducia nell’utenza.

Stessa indagine da effettuare nei vari Fondi Pensione, che a causa delle conseguenti ingenti perdite, penalizzeranno i contratti di previdenza integrativa oltre ai numerosi Tfr di quei lavoratori che sono stati convinti a destinarlo a fondi di investimento.

A questo proposito se la gente avesse letto l’articolo di Giuseppe Altamore su Famiglia Cristiana. . . . . .

 

http://www.sanpaolo.org/fc07/0722fc/0722fc50.htm

 

 

E non è finita. . . in questi giorni in cui molti studenti e loro genitori contestano i congrui tagli che il Governo ha previsto per l’istruzione e dopo il ritrattato “Avviso ai naviganti” un vecchio frequentatore del Senato ha rilasciato un’intervista ad un quotidiano che ha fatto letteralmente rabbrividire mettendo in seria discussione la credibilità delle istituzioni per fatti del nostro passato, che ancora sono causa di feroci dibattiti. A proposito di questa intervista non desidero aggiungere altre parole, ma lascio indicato il link per raggiungerla. . . . .

 

 

 

http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf

 

Nel mio piccolo reclamo Verità Giustizia e Democrazia.

Come esistono i “medicinali orfani” esistono le “istanze orfane” e quì bisogna dotarsi di molto buon senso e di un sano spirito critico per conoscere la “verità” di tante circostanze italiane celate dalla melassa di abbondanti chiacchiere che impediscono di capire dove cercare le vere risposte per non arretrare di un millimetro nella difesa dei valori di una Nazione giusta, solidale e pacifica . . . . . .per questo spero che in America prevalga Obama e che quest’ultimo sia come si è presentato nell’ampia platea mondiale, per iniziare insieme il tanto necessario cambiamento.

 

 

 

 

 

 

Quindi per riprendere l’attuale lontana ipotesi della sparizione del genere umano, ci sarebbe di augurarsi che una traccia o un frammento del nostro Dna possa, un domani, dare l’avvio a nuove vite più giuste e consapevoli del rispetto dell’altrui vita, sia questa animale-vegetale od umana, per costruire una nuova società priva di ogni deriva maligna.

Sarebbe necessario che i nuovi Adamo ed Eva resistessero alle tentazioni del famigerato serpente, lasciando lontano dal proprio appetito la famosa mela, quale simbolo metaforico del peccato, per dedicarsi in una utile riflessione e conoscenza su ciò che può portare il bene od il male con un’ampia previsione sulla futura condizione umana.

Un sogno, una vana speranza per tacitare una protesta, un senso di ribellione verso tutto ciò che oggi è sbagliato, che è ingiusto e che rende difficile la vita di ognuno di noi.

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