Barack Obama e gli americani. . . . . noi italiani ed il Cabaret della politica. . .

j3vt35camsktdacaarg45tcavj9iu1cawo2220caeevxstcaz691bdcap47lrxcauq1xd0captb4fdcalrbwpfcas96iibcakvy9nycai3atmbca3ks51ycan4o4g4ca11n0wzca6hldlsca233w3s3Quì. da noi. c’è sempre guerra, una spaventosa mania che ha contagiato quasi tutti quei personaggi che si sentono nati per governare e che agiscono e sono riconosciuti dai loro cortigiani come veri e indiscussi capoccia delle sorti del nostro povero stivale. Ormai non sò più da quanto tempo noi poveri assordati spettatori siamo costretti ad assistere a ridicole tarantelle che hanno (apparentemente) quasi diviso la nostra comunità con le strillate nenie di chi parla di un’Italia contrapposta dall’odio delle ragioni della politica.

 

C’è chi governa ed afferma di fare e c’è chi è all’opposizione ed afferma di seminare per quindi rigovernare. S’intendono solo fra loro, si offendono e si perdonano in una sorta di guerra vocale, strillata da fondamentalisti dell’ugola ed in questa rumorosa confusione non si accorgono che la gente li ha mentalmente scavalcati e che di fatto non li riconosce adatti al compito istituzionaleche si arrogano di meritare e che impiegano solo, da buoni professionisti del litigio, a procedere vementemente nella verbale tenzone. Una spaventosa attuale mania per tentare di affrancarsi ragione, autorevolezza e credibilità, mentre invece di fatto sembra che si stiano riuscendo solo a dimenticare il buon senso, la mediazione, la ragione e lo scopo primario per il quale si trovano sul palcoscenico della politica quale l’interesse di tutta la cittadinanza che è ormai stanca della propria grama vita con un futuro pieno di possibili presagi negativi.

Non c’è riflessione che tenga, sembra che i vertici delle formazioni politiche, oggi presenti nel nostro Parlamento ormai privo di ogni vigoria e vitalità (forse si stà preparando la strada verso il premierato) siano interessati solo nel loro felice combattimento verbale cercando poi di far credere di essere la parte più giusta della società. Di fatto però nessuno dei contendenti è dalla parte del giusto, perchè se volessero appartenere all’area della giustezza ed utilizzare le loro energie per l’interesse comune dovrebbero iniziare a comprendersi per utilizzare le loro diversità per appagare le comuni speranze di un popolo che, unito, stà aspettando le soluzioni per condurre una vita meno difficile, quindi migliore.

Anche molti media hanno la responsabilità di questa situazione, perchè se facessero vera informazione e non la solita addomesticata comunicazione, le loro valutazioni critiche sveglierebbero queste armate brancaleone dal loro continuo inutile offensivo eloquio per dedicarsi al dibattito politico con maggiore vivacità, autonomia ed eviterebbero il tortuoso e difficile atteggiamento da signor sì, che sono costretti ad assumere.  0ru4hwcahzffvocahe8is5ca09s4v3ca8twtegcaiyej3ecajxrek1ca51ahi0ca4c31e9casz43wccagsu9nccapez3xacau2i1bsca9lw0fqcauips8dcaccelwscao4c1gnca1d76tbca616nof3

Tutti gli uomini hanno il diritto del perseguimento dei diritti inalienabili nella giustizia, nel lavoro, nelle opportunità che il proprio paese offre e realizza, nella salute, nel welfare e in tutto ciò che determina una vita dignitosa giusta e solidale.

I genitori della nostra democrazia hanno licenziato e redatto una bella Costituzione, un ampio lavoro, un patto giurato di amicizia e fraternità di tutto il nostro popolo, nella giusta, equa e solidale considerazione di ognuno di noi, nei diritti e nei doveri e nel rispetto della nostra unità nazionale, quale importante valore aggiunto nel progresso e nella realizzazione delle comuni aspettative per una vita dignitosa e giusta.

Ecco come Barack Obama ha conquistato il popolo americano, gli ha saputo parlare con il cuore, ha capito i sentimenti dei propri concittadini e perchè principalmente ha capito cosa non andava più in America. Basta con le continue guerre, motivo di una dolorosa e crudele mattanza umana, già esposta al pericolo di una escalation atomica globale per una stolta politica muscolare che invece di pacificare le popolazioni ha moltiplicato i fronti di guerra. Basta con lo scatenato egoismo di questo attuale libero mercato, che ha prodotto solo povertà e favorito le classi dominanti in attività di arricchimento illecito con spregiudicate speculazioni da effetti quasi letali. 39ixm9ca3aywqmcax1imxvcaj97a86cav1pedoca8424b1cagidw11ca9xhn9vcadhh2iucapx3ippca39p9gncahow9rkcabqrp9rca6z2kdkca61u8gtcapcx8doca1x37aucaa62jp2ca91j8ml2

Barack Obama, senza avventurarsi in premature similitudini con Martin Lether King jr. o con i Kennedy, ha esposto durante la propria campagna elettorale un significativo programma che inequivocabilmente contiene dei cambiamenti strutturali davvero rassicuranti. Il suo governo sarà il governo di una generazione capace di ritrovare e rafforzare l’unità nazionale, di insegnare ai più giovani l’etica della vita e nel proprio agire, di rafforzare la propria economia, di migliorare i livelli di qualità delle scuole,

di concedere più accessibilità all’istruzione ed alla ricerca, di curare l’informazione, di garantire ai lavoratori la condivisione della ricchezza nazionale, di affiancare le famiglie nella cura e nell’assistenza dei loro figli e procurare loro un luogo sicuro in cui stare mentre i genitori lavorano, di estendere l’assistenza sanitaria a tutti e le provvidenze per chi non lavora più, di sviluppare e trovare nuove fonti energetiche per liberare l’America dalla sudditanza del petrolio. Insomma Barack Obama desidera che una nuova generazione di americani si faccia avanti per realizzare nella giustizia tutto quanto è necessario all’America per ridare credito alla sua grande promessa. La ricchezza che dovrà in primo luogo far sentire ricco questo popolo sarà la sua unione, la sua cultura e la sua tradizione.

In poche parole Obama ha voluto ricordare e dare vita al brano contenuto nella dichiarazione di indipenza degli Stati Uniti d’America (4 luglio 1776) che pressapoco

recita così:”.. . che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà  e la ricerca delle Felicità ; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, E’¨ Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo,. . . .”.

Un patrimonio ed una importante eredità questa prima costituzione americana, che oggi è conservata gelosamente, anche se è quasi illegibile per il tempo trascorso, in un museo.

 

 

La vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali degli Usa è stata seguita ed ha avuto supporter in tutto il mondo per quanto è stato importante il messaggio di poter cambiare la propria vita, attualmente offesa dalla dominante crisi finanziaria e da altre mille condizioni di degrado che da molti anni a questa parte discriminano minoranze e parte di popolazioni di fatto non protette. a8a35gca0dwabrcar9o3zacacvxmybca5wwvhbcay9773yca9i6wv9ca2yj2o2capwse2ocaqfgjg9caw8k81ucai2fs2rca6tm3dhcay2erszca1fpla3cawzeh1ycau92nxncayn5w0ncaxrhrsi2

C’è da immaginare quante pressioni e tentati condizionamenti sperimenterà Barack Obama, nel realizzare il suo complesso e difficile progetto, dalla ricca borghesia americana e da alcune potenti lobbies. A questo punto ci si deve augurare che Obama, oltre al suo talento, sappia utilizzare anche la sua autonomia, la sua autorevolezza per superare con abilità proprio quella classe potente, quel sistema politico che gli ha dato la possibilità di concorrere per le presidenziali per arrestare i disastrosi risultati di George Bush, che probabilmente iniziavano gravemente a contrapporsi ai suoi interessi e privilegi.

Nel cuore di tutti c’è sicuramente la volontà di aiutare Barack Obama a realizzare compiutamente il suo programma di Change e la speranza che questo cambiamento avvenga davvero accompagna un pò tutti. Nel suo esordio il 44° Presidente americano ha confermato l’esecuzione del suo programma di aiutare la classe media con il dimensionamento verso il basso delle tasse e con un programmato aiuto alle industrie. Inoltre ha convocato i più esperti di finanza mondiale per risolvere quanto prima e definitavamente questa grave crisi finanziaria. . . . il resto lo vedremo in seguito.

Da noi, invece, ancora si discute e si cerca di far lenire gli effetti devastanti di questa recessione insegnando ai nuovi poveri ed ai già poveri sempre più poveri come vivere di stenti con la semplice individuazione del luogo ove sono praticati i prezzi più bassi. Oltre a ciò altra fantastica panacea per contrastare l’attuale esagerato caro-vita è stata quella di detassare alcuni proventi conseguenti al lavoro dipendente, come gli straordinari in modo che gli emolumenti finali mensili siano aumentati nella misura di una. . .mancia.

Bisogna rimanere ottimisti e sperare che in questo marasma, non ci si limiti a soggiacere nel continuo lamento, ma che si partecipi civilmente nell’individuazione di scelte giuste per superare questo difficile generalizzato impasse politico e sociale.

Se sarà necessario ci rimboccheremo nuovamenete le maniche, tanto ci siamo così abituati che si può dire che da sempre indossiamo camicie a mezza manica.

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