Ci sarà un motivo se qualcuno vuole dividere i Sindacati. . . .ragioniamo sui prossimi rinnovi contrattuali.

freccia 

MENO SOLDI IN BUSTA PAGA

SE CISL E UIL FIRMANO LA PROPOSTA DI CONFINDUSTRIA

 

Per la CGIL la trattativa con Confindustria è esaurita. La CGIL rivendica un tavolo negoziale con tutti i soggetti imprenditoriali Privati e Pubblici e con il Governo, per ridefinire un modello contrattuale universale e condiviso.

La CGIL ha giudicato il documento di Confindustria incompatibile con la piattaforma unitaria presentata da CGIL CISL e UIL; di seguito, a titolo esemplificativo, indichiamo alcuni punti della nostra posizione:

  • L’impianto proposto da Confindustria e le iniziative del Governo esprimono chiaramente la volontà di sganciare l’evoluzione dei salari dal potere d’acquisto, mirando a subordinare la dinamica salariale esclusivamente alla produttività dell’azienda.

 

  • La base di calcolo proposta da Confindustria per definire gli aumenti contrattuali nazionali comporterebbe, nelle singole categorie, riduzioni che varierebbero dal 12 al 30 %, rispetto al sistema attualmente in vigore.

 

  • L’indicatore che Confindustria vorrebbe utilizzare, non risponde all’inflazione realisticamente prevedibile e non è accompagnato da verifica e recupero dell’eventuale scostamento tra quella reale (3,9%) e quella programmata (1,7%) determinando cosi la riduzione programmata dei salari contrattuali.

 

  • Sono inaccettabili le procedure che limitano l’autonomia contrattuale delle categorie e mettono in discussione il potere contrattuale delle RSA nei luoghi di lavoro (le piattaforme per il rinnovo dei CCNL sarebbero sottoposte alla valutazione di un Comitato Paritetico che potrebbe inoltre dichiarare inefficaci e non applicabili le intese aziendali in contrasto con il modello proposto da Confindustria)

 

  • Non c’è recupero della produttività a livello di settore (con quell’accordo non si sarebbero potuti realizzare i riultati ottenuti con l’ultimo contratto)

                                                                                         nazionali

  • Non c’è allargamento della contrattazione di II° livello.

I salari sarebbero sempre più determinati a livello individuale e legati a sistemi incentivanti, obiettivi di risultato, ecc., e poiché i contratti integrativi aziendali potrebbero contrattare solo salario variabile non determinabile a priori, si produrrebbe nei fatti una riduzione della contrattazione.

 

Questa è una  delle ragioni che hanno portato la

CGIL a dire che la trattativa con Confindustria è

esaurita ed a proclamare

lo sciopero generale del 12 dicembre

contro le politiche del Governo.

 

Insomma chi lavora dalla mattina alla sera per mantenere la propria famiglia e sé stessi, rischiano di subire un abbassamento del loro reddito, quando già hanno difficoltà economiche per arrivare a fine mese. Di contro vi sono dei signori che si auto determinano i propri redditi, sempre in maggiore misura, così già elevati da riparali da ogni recessione o da ogni altra improvvisa difficoltà. Alla faccia della coerenza e della giustizia sociale.   

 

 

 

 

 

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