Comunità mancante. . . il problema attuale: l’egoismo.

mogano91-1doppioLa giornata non era iniziata bene, avevo discusso al telefono con una persona, così ho preso la via della pineta, verso la parte più fitta dove speravo di incontrare qualche cerbiatto nella folta vegetazione. Avevo bisogno di fare una bella passeggiata, lontano dal traffico delle macchine e questo parco è il luogo adatto, si incontrano pochissime persone, fra turisti e guardie parco, e non tutti conoscono i sentieri che portano ad antichi reperti e fontane dove è possibile fermarsi per sedersi su qualche basso manuefatto.
 

 

Sarà trascorsa una mezz’oretta, quando improvvisamente la quiete fu rotta dal rumore dei passi di qualcuno che si stava lentamente avvicinando. Nel suo lento incedere, il personaggio, ancora nascosto dalle fitte piante, stava chiaramente parlando, ma le parole non arrivavano chiare, ma risultava chiaro il tono di una persona arrabbiata, contrariata. Così ripresi a rigirarmi fra le dita una foglia raccolta in terra e nel contempo gurdavo nella direzione dal quale arrivavano i rumori, sin quando la figura del rumoroso viandante si scoprì dopo aver superato un fitto alto cespuglio. Lo riconobbi, era un anziano signore con il quale avevo avuto occasione di parlare durante lo svolgimento di uno o due consigli comunali. Lo salutai, quasi trasalì, anche lui non s’era accorto della mia presenza, quindi insieme ci siamo avviati verso l’uscita per andarci a prendere un caffè e per poi fumarci una sigaretta in santa pace.

Il nostro mondo è ormai saturo, iniziò, ormai siamo circondati da una geografia umana, la cui maggioranza è incapace di comprendere e sostenere tutte quelle poche cose che sono rimaste importanti. Abbiamo quasi sempre avuto dei governi incapaci di sostenere la nostra vita e non ha mai saputo usare ilrpgresso come occasione nuova per migliorare la vita di noi cittadini, di tutte quelle persone che vivono e lavorano per sostenersi e per permettersi di sopravvivere negli affetti, nella dignità e nella sicurezza. Ma questo sistema di moderna sregolata globalizzazione ha solo creato compulsività della ricchezza senza mai tenere conto delle condizioni di quel sempre crescente numero di persone, che sono continuamente privati dei loro mezzi di sopravvivenza. Di fatto non esiste più il rispetto dell’umanità, siamo un pò tutti considerati clienti di quella bottega politica che è solo frequentata da avidi individui, che vivono la loro vita in continue strategie per prevalere nella logica delle lotte del potere, solo fine a sé stesso. Siamo tartassati con continui rastrellamenti di denaro ed in questa esasperata attività non viene nemmeno risparmiato il culto ed il rispetto per i morti, nel senso che oggi è diventato un lusso provvedere alla sepoltura di un caro estinto. Le tariffe per le concessioni cimiteriali sono così esose da costringere molte persone a dover scegliere aree di sepoltura comune. Pensa, continuava il mio compagno di passeggiata, oggi, questa mattina, sono stato chimato dal servizio funebre del comune per avvisarmi di anticipare l’estumulazione e la raccolta delle spoglie di mia moglie per non incorrere nelle nuove tariffe, che andranno in vigore dal primo gennaio del prossimo anno con un aumento previsto di almeno del quattro/cinque per cento. Non puoi immaginare quale stato d’animo è seguito a questa telefonata, sono stato invaso da una rabbia così intensa che, se non controllata, mi avrebbe spinto in quegli uffici comunali per mettere tutto sotto sopra per ribellarmi a quell’ennesima ingiustizia. . . . . .si quella situazione l’ho presa come ingiustizia, come imposta difficoltà ad ottemperare al desiderio di procurare una giusta nuova sepoltura a quanto rimane della mia povera moglie. . . . . . non è giusto che solo le persone ricche e riparate da mille privilegi possano provvedere ai propri estinti senza alcuna preoccupazione finanziaria soddisfacendo i loro desideri e senza alcun timore di incorrere in rimorsi di coscienza per non aver avuto la possibilità di sistemare il proprio congiunto in armonia con i propri desideri nel   rispetto del forte legame sentimentale.

Ormai il business, la speculazione, la necessità di esigere sempre più soldi alla popolazione per compensare sprechi ed altro ha reso moribondi ogni sentimento di umana solidarietà e considerazione, anche oltre la soglia della vita non siamo tutti uguali. Già abbiamo praticamente distrutto la famiglia, abbiamo reso precario il mondo del lavoro ed abbiamo maciullato ogni sentimento di far fronte comune per risolvere ogni pur piccola dificoltà. Nella nostra attualità, impostaci, il senso della comunità si realizza con la televisione e con i telefonini, ormai è svanità quella intimità, quei sentimenti e quella considerazione, che rendevano veri e palpabili ogni relazione umana, sia questa familiare o di semplice amicizia. Viviamo tutti difficoltà di relazione, di fiducia, embè il senso della comunità è ormai inesistente, oggi si corre solo per i soldi, per l’euro, per i dollari e niente più. . . . . il caro vita ed il senso degli affari fà posporre anche il culto materiale per gli estinti, è rimasto almeno il culto sentimentale per queste sfortunate persone. . . . almeno per questo non ci viene chiesto il conto.     foto

Dopo il caffè e la sigaretta, il mio amico si calmò, così ci salutammo, ma questo episodio mi ha fatto riflettere sulla condizione di questo obbligato avamposto umano, dove siamo stati portati a vivere.

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