Fondi Pensione – Documento sulla Covip.

trappUna “ rete protettiva “ per il risparmio previdenziale.

La crisi e la forte turbolenza dei mercati finanziari stanno

generando forti preoccupazioni fra i lavoratori sul proprio

risparmio previdenziale.

COVIP, l’organo di sorveglianza e di tutela dei Fondi

Pensione, sta monitorando costantemente la gestione e gli

andamenti dei Fondi. ( * )

I Fondi Pensione Negoziali e, fra questi, quelli “ preesistenti”

nel settore bancario e assicurativo, pure risentendo della

crisi globale, stanno complessivamente dimostrando di

costituire la più efficace tutela del risparmio previdenziale

delle lavoratrici e dei lavoratori.

Gli Organi dei singoli Fondi Pensione stanno, a loro volta,

effettuando approfonditi monitoraggi ed analisi sugli

investimenti delle risorse, informandone i lavoratori

aderenti.

La valutazione sui rendimenti dei Fondi Pensione non può

che tenere presente il tipo di investimento proprio degli

stessi, che è di natura previdenziale.

E’ opportuno, pertanto, che la valutazione non si limiti al

2008.

Il risparmio previdenziale è di per sè basato su un

investimento dall’orizzonte temporale medio lungo.

L’ arco temporale di valutazione deve necessariamente

essere più ampio rispetto al semplice investimento

finanziario e speculativo.

Non va sottovalutato, proprio a garanzia dei lavoratori

aderenti e del loro risparmio previdenziale, che i Fondi

Pensione ( e relativi Organi e Organismi ) sono sottoposti ad

un rigoroso sistema di regole, limiti e controlli oltre che al

costante monitoraggio da parte di COVIP.

Anche nell’attuale situazione di grave crisi e di pesante

turbolenza dei mercati, questa rete di protezione –

unitamente all’adeguata diversificazione degli investimenti,

alla prudenza nella costruzione dei comparti – consente ai

Fondi Pensione Negoziali di limitare gli impatti negativi della

crisi sulle risorse conferite in gestione.

Non è poi da trascurare che aderire ad un Fondo Pensione

Negoziale, oltre a garantire una gestione attenta alla

sicurezza e ai risultati dell’investimento, dà diritto a fruire di

vantaggi concretamente misurabili, come quelli derivanti dal

più favorevole trattamento fiscale e dall’opportunità di fruire

del contributo addizionale del datore di lavoro.

I Fondi Pensione Negoziali, inoltre, se comparati agli altri

strumenti di risparmio presenti sul mercato e ad altre forme

di risparmio previdenziale, quali Fondi aperti e Pip,

garantiscono costi sicuramente più contenuti e vantaggiosi.

Ciò può incidere positivamente sulla misura del montante

finale e della rendita/trattamento cui il lavoratore accede al

momento del pensionamento.

Peraltro, proprio in considerazione delle conseguenze della

crisi, COVIP ha avanzato al Governo la proposta di istituire

un meccanismo di garanzia destinato a salvaguardare la

posizione accumulata, con riferimento alla porzione di quote

riferite al TFR, di coloro che escono dal sistema, o che già ne

siano usciti, successivamente al 31 agosto 2008.

Le Organizzazioni sindacali – la cui funzione è ovviamente

diversa e distinta da quella degli Amministratori dei Fondi

Pensione – sono parimenti consapevoli della estrema

delicatezza delle conseguenze della crisi sul risparmio

previdenziale dei lavoratori e dell’esigenza di garantire

tutele e informazioni adeguate.

( * ) COVIP ha rilevato che sono i Pip (piani individuali pensionistici) le forme

previdenziali più penalizzate dalla crisi dei mercati: mediamente hanno perso

da inizio 2008 il 21,4%, con punte del 31% per le linee azionarie, cui

aderisce circa un quarto di coloro che hanno preferito i Pip rispetto ai Fondi

Pensione.

I Fondi Pensione Aperti registrano un rendimento medio del 12,6% (con

punte del -23,6% per gli azionari),.

I Fondi di categoria ( fondi pensione negoziali, preesistenti ) hanno limitato il

ribasso al 6,7%.

Il mese di ottobre, il più nero finora, ha inciso con un meno 2% sui Fondi

Pensione negoziali.

Il dato potrebbe rivelarsi meno pesante di quanto oggi appaia.

Covip infatti evidenzia che solo il 10% del patrimonio dei fondi pensione

(circa 20 miliardi di euro in tutto) fa riferimento a linee azionarie, il 40% è in

linee bilanciate mentre la metà circa è investito in linee obbligazionarie o

garantite.

Nei comparti con profili di investimento particolarmente prudenziali, i

risultati parziali al 31/10/2008, in aggregato, sono di segno positivo.

C’è da sperare che i vari Fondi Pensione mantengano i residui patrimoni immobiliari – commerciali ed abitativi -, quali unica forma di investimento che garantisce  il mantenimento e la crescita nel tempo, secondo la dinamica economica, delle somme  versate dai soci per costituire la nota previdenza integrativa. Inoltre gli affitti incassati dalle locazioni vanno a formare il tasso di rendita certa di questi investimenti, contro la nota incertezza delle rendite prodotte da elementi finanziari (titoli-fondi di investimento etc.).

Altra positiva considerazione di valore sociale  è l’offerta di abitazioni in affitto, che può modificare un mercato abitativo solo privato privo di ogni significativa concorrenza sia nel numero delle offerte e sia negli importi offerti ad una sempre maggiore richiesta da parte di giovani cittadini.     

 

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