La Penisola delle cavallette.

cavalletta 

Non ho timore ad ammettere il mio disorientamento, la mia rabbia, la mia incredulità di fronte a così sfacciati comportamenti di un buon numero di taluni che con grande faccia tosta spesso si presentano alla nostra comunità come tanti Mosè, che scesi da un fittizio Sinai, ostentano il possesso delle taroccate sacre tavole ove, a detta di loro, sarebbero riportati i giusti rimedi per provvedere alla cura della nostra società, ormai ferita, resa insensibile, violenta, cieca e truffaldina. Questi riescono ad esporre, con una elaborata ingegneria della parola, progetti, tattiche, iniziative, strategie e imprescindibili convinzioni di garanzia per trascinarci fuori dalle secche dell’attuale grave crisi, che sta compromettendo il quotidiano e non fa presagire nulla di buono per il nostro futuro. Così siamo costretti a subirci una continua serie di incessanti e chiassosi dibattiti privi di una reale capacità di scambio progettuale, di confronto, di dialogo fra elementi di evidenti diversità politico-culturali privi di ogni buon senso per ridurre la già eccessiva divaricazione e contrapposizione di principio delle varie volontà di giungere ad un punto di vista condiviso, almeno come quello del rispetto di una necessaria etica nella propria azione e nel rispetto del proprio avversario politico. succubi

A questa baraonda politica si aggiunge anche l’informazione, che sembra aver smarrito buona parte della sua correttezza, della sua completezza e della sua libertà nel senso che buona parte dei media si preoccupano più di soddisfare le esigenze del proprio editore che di mantenere la propria autonomia nel divulgare notizie. Tutto in modo tale da generare una certa passività mentale nel proprio fruitore di notizie, rappresentandogli, appunto, solo quelle informazioni che possono produrre vantaggi o pur semplici simpatie verso il proprio “principale”.

La politica ormai sembra essere divenuta il solo strumento per accaparrasi il potere ed il fatto che non è più consentito all’elettore di scegliere il proprio candidato, facilita ancor più il segretario od il responsabile di un partito perché ciò gli consente di scegliere con criteri del tutto personali, ma non condivisi dalla maggioranza della popolazione, tutti i deputati che dovranno occupare gli scranni del Parlamento. Così ci ritroviamo un esercito di addetti ai lavori con il solo merito di essere sempre ottemperanti alle richieste del loro capo e non della popolazione.

Intanto i reporter di una nota trasmissione televisiva sono riusciti, tempo addietro, a far immaginare che ad una parte di deputati non dispiacesse l’uso di sostanze stupefacenti, mentre la Magistratura, recentemente, sta indagando su alcune Giunte sospettate di corruzione.

Oltre a ciò c’è chi rimprovera qualche politico di essersi arricchito mediante i finanziamenti finalizzati al rimborso elettorale dei partiti oltre ai già enormi appannaggi e privilegi autoconcessosi.

Ormai sembra che nel nostro paese non s’ indigna più nessuno, ma tutti si lamentano, tutti mugugnano contro questo stato di cose ma nessuno riesce ad estirpare il virus maligno della tangentite acuta che sembra liberamente imperversare, mentre il dialogo fra cittadini e la politica è ridotto al silenzio, il solito dialogo fra chi esprime priorità e chi non vuol sentire.

Il colmo dei colmi è rapprensentato dall’inchiesta su un imprenditore napoletano, che, probabilmente stanco della sua reclusione e consapevole del funzionamento dell’apparato giudiziario, inizia a sbottonarsi per dare così un timido segnale di collaborazione con la giustizia per chiarire i sospetti su molti appalti milionari. Questo egregio signore ha definito alcuni politici come simili a quegli insetti tanto dannosi che sono capaci di desolare irrimediabilmente ogni luogo sul quale transitano: le cavallette.

Terribili e voraci questi insetti che sono rappresentati nella Bibbia come l’ottavo dei dieci flagelli divini che colpirono l’Egitto (Esodo, 10, 15).

Ecco perchè ho sostenuto e sostengo il programma di Change promosso da Barack Obama, una nuova democrazia partecipativa con un forte rispetto per le società umane come antitodo alle numerose ingiustizie generate e favorite dall’odierna globalizzazione e dalla maniera con la quale si è voluto interpretare le dinamiche del cosidetto nuovo mercato. Un modo nuovo di comunicare con le persone di ogni ceto con Internet, a dispetto delle lobby dell’informazione consolidate e sincrone con l’attuale mala politica. Ecco mi auguro che si realizzi questo nuovo sogno americano e che questa benevola deriva giunga anche da noi per eliminare tutto ciò che è compromesso per dare spazio ad una nuova realtà politica che sia veramente responsabile verso tutti noi e che sappia di nuovo unirci, malgrado le eventuali differenze, facendo emergere e comprendere che la vera ricchezza di un popolo è la sua cultura e l’unità verso comuni e condivisi obiettivi nella speranza di riuscire a dare dignità e benessere ad ognuno di noi ed in particolare ai giovani.

La gente comune è sana, generosa e giusta, questa convinzione mi si è rinnovata leggendo un recente articolo circa una signora, che trovato un contenitore con ben 160.000,00 euro davanti alla cassa continua una banca della sua città, questa si è preoccupata di consegnare il tutto ai carabinieri per risalire e quindi restituire al legittimo propretario l’ingente somma di denaro. Così è stato e tutti noi, brava gente, né siamo orgogliosi.

Quindi non rimane che sostituire la parte della quale non è orgogliosi, anzi. . . . . .

 

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