Alla faccia del Diritto alla Salute!

4mfa03cabs0e3jcat11ykjcahfnhl8caz8l4u1ca2h77odcat3vodgcawz9luicama7k3qcazyrl1eca5yy9ercawuvhprca6lw8umcaoqjfvrca974olgcadlcer9cak1o298cahy94slcamzrfgdFino a qualche attimo fa, con tutte le imperfezioni del sistema attuale, ho creduto che bene o male l’organizzazione della sanità pubblica fosse per così dire soddisfacente ed altresì ero convinto che il nostro attuale welfare state (ormai la lingua inglese fa da padrona: stato del benessere o stato sociale o stato assistenziale) è organizzato e sostenuto da un’insieme di norme con le quali lo Stato assiste tutti i cittadini, con particolare e giusta attenzione ai meno abbienti, erogando servizi atti a garantire diritti considerati primari ed essenziali per condurre una vita accettabile e dignitosa. Un’importante e primario servizio è rappresentato dall’assistenza sanitaria per la cura e la tutela di tutti quei cittadini che, sfortunatamente, patiscono patologie di varia gravità. Tanto è importante la cura della salute pubblica, che la nostra Costituzione Repubblicana riporta e riconosce nell’articolo 32 il diritto alla salute ed alla sua conseguente cura, tale diritto è sancito anche nella Carta del Malato Utente dell’Ospedale e nella Carta Europea dei Diritti del Malato, ma malgrado ciò sembra che ancora siamo lontani dall’ottemperamento di questo primario diritto e purtroppo la riprova di questa iniquità sociale la troviamo nell’articolo che ho prelevato ieri sera, 4 gennaio 2009, dal sito dell’Ansa e che progongo integralmente per non alterare il racconto di un grave inimagginabile ulteriore episodio di assistenza negata:
» 2009-01-04 09:01 From: Ansa.
MALATA DI TUMORE: ‘NON POSSO CURARMI, VOGLIO L’EUTANASIA’
di Adam Hanzelewicz

CASTEL DI SANGRO (L’AQUILA) – Angela Scalzitti deve vivere in modo dignitoso e sereno la sua malattia: è questa la ragione che ha spinto l’amministrazione comunale di Castel di Sangro, il Comitato Civico interregionale Abruzzo e Molise e i cittadini a una gara di solidarietà che ha permesso finora alla donna, malata di tumore, di continuare le cure, nonostante lo stato di indigenza che l’aveva spinta prima di Natale a chiedere l’eutanasia e a ribadire in questi giorni il suo proposito. L’unica fonte di reddito della signora è la pensione d’invalidità, 250 euro al mese, dei quali 100 sono destinati alla figlia che studia all’Università di Siena. A metà ottobre la commissione di Medicina Legale della Asl di Avezzano-Sulmona aveva rigettato l’istanza di accompagnamento presentata dalla donna per la grave malattia che la costringe a percorrere 250 chilometri per sottoporsi alle cure che deve sostenere nel reparto di oncologia dell’ospedale di Pescara. Da qui, il 23 dicembre scorso, la decisione della malata di chiedere l’eutanasia.

“Se devo continuare a vivere in questo modo senza la possibilità di potermi curare – aveva detto la donna – mi si dia la possibilità di avere una morte dignitosa. Se in Italia non è possibile, lo Stato mi dia la possibilità di poterla avere in un altro Paese. Meglio che morire di umiliazioni, di freddo, di fame, di inedia”. La richiesta shock ha mosso le istituzioni locali, primo fra tutti il Comune di Castel di Sangro, che attraverso un contratto di solidarietà con la locale Comunità Montana ha provveduto a garantire alla donna un autista privato per accompagnarla in ospedale. Inoltre lo stesso Comune impugnerà, accollandosi le spese di giudizio, il provvedimento che rifiuta l’assegnazione dell’indennità di accompagnamento alla malata.

“Non conosco quale sia la legge – ha sottolineato oggi la Scalzitti – ma se vi fosse una normativa che nega alle persone nella mia condizione un aiuto per curarsi, allora dico che si tratta di una legge razziale e non cristiana, perché porta le persone povere, indifese, fragili e indebolite come me a morire sole e senza nessuna dignità”. Oltre all’intervento del Comune prosegue la raccolta di fondi avviata ieri dal Comitato civico interregionale Abruzzo e Molise: le offerte in denaro si raccolgono in via XX Settembre 18, presso la sede del Comitato. “E’ una vergogna quello che sta succedendo ad Angela – afferma la responsabile della sezione sangrina del Comitato, Maddalena Stinziani -: vorrà dire che se non ci penseranno le istituzioni proveremo noi a fare qualcosa per lei almeno sotto l’aspetto di un aiuto economico che pensiamo di raccogliere grazie alla grande bontà dei cittadini di Castel di Sangro e di quanti vorranno partecipare”. Secondo la Asl Avezzano-Sulmona la signora può comunque percepire un sussidio e un rimborso spese per i viaggi sostenuti per raggiungere la struttura sanitaria dove sottoporsi alle cure in base a due leggi regionali.
Dopo aver letto l’articolo in parola, fra varie considerazioni, mi sono chiesto:
– se la signora Angela Scalzitti fosse stata in stretta relazione con qualche fortunato frequentatore del coccolato mondo del privilegio e dell’ossequio, avrebbe patito le stesse difficoltà nell’ottenere l’assegnazione dell’indennità di accompagnamento e nelle cure della sua grave patologie?
– è possibile che una persona anziana e gravemente ammalata deve percorrere ben 250 km per curarsi nella struttura ospedaliera idonea alla terapia? Non sarebbe più semplice ricoverare l’ammalata?
Di fronte a questi vergognose circostanze, viene facile pensare che per definirci un paese civile ce né vuole. . . . . . chissà quanta strada si deve percorrere ancora. . . . . certo vorrei conoscere come si è conclusa questa storia.

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