A volte quando tutto va male, ci si rifugia nella poesia.

 8gubs3canqdek3camj7c9icax7jorscahsi14wca2izh3mca850290caqx1m10ca9rkpw7ca3doip6cax9cnr0carf02txcaol235ica8cnb0cca30ncogca6h1jk0caq0z49bcanss3jzcak6jbonSpesso nel leggere diverse opinioni o meglio riflessioni su vari aspetti della vita e sulle sue frequenti tradite promesse, colgo una diffusa malinconia, che non si riesce a mitigare e tanto meno a combattere avversandola con allegre serie considerazioni o con semplici amenità, che spesso fanno parte del quotidiano umano. Così, non volendo, si viene ad assomigliare al grande poeta Eugenio Montale, che, nella sua opera giovanile Ossi di Seppia, si attribuiva un atteggiamento passivo, insensibile di fronte alle belle sollecitazioni della natura, così si paragonava agli ossi di seppia, ormai scarniti ed abbandonati sulla sabbia della battigia, naturalmente insensibili alle carezze delle onde ed a tutto ciò che li circondava. Una forte, falsa e contraddittoria auto-attribuzione di una immodificabile insensibilità, dimostrata dal semplice fatto che il Montale per descrivere così bene i meravigliosi eventi della natura, doveva per forza percepirli. Così si comportano molti di noi, che depressi da una frequente realtà quale fonte di sofferenza, di disturbo dell’umore, di insoddisfazione e di eventuale delusione nelle relazioni interpersonali (amore, amicizia, lavoro, solidarietà, attuale organizzazione sociale, famiglia, ecc.), pensano di non aver più le redini della propria esistenza e permettono passivamente ed involontariamente che la depressione riesca a consolidarsi partendo dal momento dove la nostra volontà sembra non farcela più. Una varietà negativa di fatti reali del presente e maggiormente del passato riescono a 19ik0condizionare la capacità di reagire, di voltare pagina verso un futuro più motivato e soddisfacente. Così la parte sopravvissuta della sensibilità eleva e allerta l’attenzione verso tutto ciò che appaga la giusta voglia di felicità, anche se solo interiore per non bloccare oltremodo la capacità di vivere e la poesia rappresenta appunto il migliore strumento per vedere “un paesaggio come non l’avevamo mai visto” o per alzare “lo sguardo di sera verso il cielo, ci accorgiamo che ci sono le stelle, alle quali tante volte non facciamo più caso”. Tutto questo per significare che non si deve, per quanto possibile, cedere alle “inquietudini” e ripararsi solo nel proprio intimo per emozionarsi ancora. . . . quindi, per riattivare le proprie energie, se si ha la fortuna di possedere una vera amicizia confrontiamoci per essere ascoltati. Nelle difficoltà il vero amico/a si fa sinceramente carico di noi per farci rientrare nella realtà con minore esitazione ed incertezza. . . . senza trascurare “qualche riflessione sulla poesia”.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: