Considerazioni.

arlecchino_smallDopo aver letto il documento riportato nel precedente post, titolato “funambolismo”, viene normale corrugare la fronte per delle ansie e preoccupazioni rese più consistenti dalla non omogeneità di tutte le notizie dell’attuale crisi finanziaria, che si rilevano dalle vari fonti di informazione disponibili per noi semplici cittadini. C’è chi tende a mettere in guardia la popolazione dalle nefaste e disastrose conseguenze del crack finanziario mondiale e dalla sua conseguente deflazione e di contro altri ci invitano a mantenerci ottimisti e speranzosi di una prossima ripresa al riguardo, intanto, però, molti lavoratori sono espulsi dalla produzione e sono collocati in cassa integrazione, mentre altri, per lo più lavoratori precari o con zero protezioni del reddito, perdono irrimediabilmente la loro occupazione per scivolare nella povertà assoluta animata dalla compulsiva necessità di cercarsi al più presto un’altra attività per mantenere sé stessi e la propria famiglia, qualora la possedessero.         8fd15zcabmo3pacatkk3e4ca1o9ll2capmnpbpcaody42fcahytrp9ca70j9jvcax6gbbgcavmq5qwcav0qke5can7tb9acafzvw5ecab2wvtncannzo1lcapeguyrcaumqeidcamonm1fcal4actc

Proprio per questa discordanza di dati e notizie sembra che la politica abbia tradito, oltre che noi cittadini, anche sé stessa rinunciando ad una efficace e definitiva ampia chiarezza per dare la necessaria comune sensazione di promuovere e realizzare il bene comune. La sensazione generalizzata è invece quella di un continuo affievolirsi dell’efficace solidarietà pubblica, mentre, appunto, cresce a dismisura una sorte di perenne battaglia ideologica fra maggioranza ed opposizione. Sembra che si stia sprecando del tempo per confortare tutte le categorie sociali, mentre si è diffusa una evidente sfiducia nella politica, che sembra possedere un evidente deficit decisionale ed una ridotta attività dibattimentale nella sede della nostra democrazia, quale è il Parlamento. Due poli, due grandi partiti creati nella logica del gigantismo senza apparente cura della qualità, due enormi castelli di sabbia entro i quali sono state affidate responsabilità e strategie con meccanismi oligarchici, forse o quasi certamente a deconto del merito e della capacità progettuale di cui noi tutti abbiamo un gran bisogno per giungere finalmente in un’era di vero rinnovamento e di giustizia. Quello di cui abbiamo effettivamente bisogno è quello di metterci tutti in cammino insieme per migliorare e stabilizzare il benessere e la sicurezza di tutti, quindi c’è da augurarsi che, a parte gli inutili e dannosi inciuci, la politica ritrovi quel comune valore per restituire fiducia e credibilità alla qualità del Parlamento, al di là ogni inutile infantile risentimento personale. . . . . curando all’inizio la produzione della verità dello stato attuale per progettare e realizzare nell’unità e nella solidarietà nazionale tutti quegli accorgimenti per rivitalizzare e per concretizzare le aspettative di noi tutti.

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