Cointreau con ghiaccio.

 1jafxxcaak162lcajtvtvhcakg7bdica25neancae44cw6ca7zq6l7car6uwv9ca2d7xu4calt0f4gcamw1fw4cajvzk3ncaoi404xcasjf117cavfy76ncar86rs1cal6ulqscas10e16caporatgLa giornata prometteva bene, faceva freddo ma almeno non pioveva, io avevo già terminato la seduta di terapia e per fortuna era ancora presto, così decisi di rimettermi in macchina per avvicinarmi al centro. Dopo un ampio percorso per evitare le zone a ZTL riuscì miracolosamente a parcheggiare bene la macchina nel solito garage dove il parcheggio era consentito ad orario.

Così allungai il passo per andare a prendere un caffè. Mi fermai nel più grande bar in piazza, un bel locale che ancora conservava buona parte del suo vecchio arredamento, bancone, cassa e un paio di salette con una decina di tavolini per permettere a qualche avventore di sorbirsi con calma la sua consumazione e magari leggere in tranquillità un quotidiano o fare due chiacchiere in un angolo riservato del locale. Molti anni addietro, quando lavoravo in centro, frequentavo questo locale per giocare la schedina della Sisal, quindi di corsa a casa per poi riuscire per completare la solita giornata lavorativa. Mentre, soprappensiero, scorrevo il listino prezzi per decidere cosa consumare, mi accorsi che in cassa operava una persona che mi sembrava di conoscere. . . . sì era proprio lei, mi riconobbe ed uscì dal suo piccolo recinto per salutarmi.

Fu un gradito incontro, ci scambiammo delle amichevoli affettuosità quindi sorridendo ricordammo i tempi in cui lei svolgeva il compito di sommelier nei migliori ristoranti della città. Era pignola, non permetteva di servire il vino a tavola se questo non fosse preceduto dai giusti bicchieri e dal decanter. Brevemente mi aggiornò della sua vita, ormai non più trentenne e dopo aver girato mezza Europa, si era concessa un lavoro più calmo, stanziale, basta con i viaggi, ecco perché oggi la trovavo cassiera. Insomma fu una bella rimpatriata, mi fece servire un cointreau con ghiaccio (ricordava che era l’unico liquore che di tanto in tanto mi concedevo) mentre per lei si fece portare un fresco gin tonic. Mi accomodai in un lato della cassa e seguitammo a parlare, a raccontarci quanto era accaduto in tutti quegli anni. Lei mi parlò dei suoi figli, ormai grandi, e delle sue difficoltà. Un racconto lucido, che svelava chiaramente alcune delusioni, il suo scontro con una realtà diversa dalle sue aspettative e il desiderio di lasciare tutte le persone che le avevano procurato rabbia e situazioni negative. Così riporto di seguito il suo ragionamento, sperando di riuscire a rimanere aderente alle sue schiette considerazioni di principio.

 

La vita è un bene molto prezioso, una concessione irripetibile che non dovrebbe essere rovinata. Un periodo più o meno lungo dove liberiamo le nostre migliori risorse emotive ed intellettuali per tentare di condurre un’esistenza soddisfacente ed in linea con i nostri più importanti valori e priorità. La condizione più semplice che permette il proseguimento dell’esistenza è il benessere fisico e psichico, non la ricchezza, il benessere ma la possibilità di crescere in un ambiente senza molti contrasti e possedere quel tanto di intelligenza per capire ciò che accade intorno e per quindi dare un senso alle varie azioni e vicissitudini, che segnano e caratterizzano l’ambiente, persone comprese, in cui si vive. Ecco, quì si comprende la necessità di possedere la capacità di interpretare le intenzioni ed il comportamento delle persone basandosi sulle motivazioni espresse, più o meno chiaramente, per raggiungere certi obiettivi e qui non bisogna farsi influenzare da una eventuale sequela di processi mentali, appesantiti dall’arroganza e dall’ingiusta supponenza offensiva, che possono falsare la valutazione facendo quindi arenare il confronto in una gratuita ed inutile esposizione di arroganza, di strafottenza, del non rispetto dei ruoli e di generalizzata maleducazione che caratterizza ignoranza e la solita mancanza di rispetto degli altri.

Così si stava sfogando la mia conoscente, fra un sorso e l’altro del suo gin tonic.

Non voglio condonare né condannare questi comportamenti, però queste continue violazioni dei valori elementari del buon vivere ci privano della possibilità di migliorare le relazioni umane, lasciando sul terreno degli affetti solo sterili polemiche e tanta maleducazione.legouaz32

Così, delusi, è meglio forse liberare la propria inquietudine per vivere solo per noi stessi e farsi ispirare da tutti quei sogni di vivere in libertà, da anni compressi e quasi dimenticati in qualche anfratto della memoria.

Debbo ancora completare qualcosa, dopo di che probabilmente deciderò di liberarmi dai legacci che mi hanno fermato alla mia realtà per vivere anche ai margini di questa società, intanto la stagione delle illusioni è trascorsa e non riscuotendo più le normali attenzioni negli attuali confini. . . .preferirò sconfinare per premiare la mia indole, affidandomi più all’anima che alla ragione.”

 

Consumammo, quasi contemporaneamente, l’ultimo sorso dei drink, parlottammo per altri due o tre minuti per esprimerci la comune volontà di rivederci di lì a poco, magari per andare a mangiare una pizza.

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