Il. . . calvario della povera Eluana.

admkb1fca5570fhca0oqd6ucawzi06zcaai3veoca4un1o4cau0lnprcadpt7hkcadzx5ygca20f615camzgedeca2thqsocaoqh3csca4xuuetcar52933caeblbo7cam1yl9gcax3fvhecazg99jqNon sono un medico, tanto meno un clinico, ma un semplice essere umano che è “fortemente confuso” dalla vicenda della povera giovane Eluana Englaro. Il suo un terribile e crudele destino che, a causa di un terribile incidente d’auto, la fa vivere immobile, come un vegetale, sin dal lontano 1992 in un letto d’ospedale. E’ viva, respira autonomamente, deglutisce, digerisce autonomamente gli alimenti ed i liquidi che le vengono somministrati con un sondino gastrico. . .i suoi organi interni funzionano tutti, però qualcosa di importante sembra essersi guastato. . .come la corteccia celebrale che viene definita necrotizzata. La sua immagine è apparsa spesso nei media durante vari telegiornali e la dolcezza dei suoi vent’anni le è rimasta sul volto come il sorriso che cattura subito la pietà ed il rispetto di chi la guarda. Nel suo stato sembra non soffrire.             16jbuncabw5bwwcabe1xk0car4p2phcawp0oi6capv0kp7caztjxmzcazfflgocaha8prbcats1duzca694b9fca7wym2pca5xm745cawf3oxmcat34p3dcay7uawhcan1729cca68j2kdca8vi88u

Un dramma personale e familiare veramente tremendo verso il quale si deve rispetto, speranza e tanta fede. . . . . chissà forse un insperato miracolo potrà farla riemergere da quello stato di “apparente incoscienza”, e sì scrivo apparente perchè, almeno io, non so se la povera Eluana può ascoltare, può emozionalmente partecipare alla stringata vita esterna. . . senza però riuscire ad esternare oggettivamente ed in una pur minima misura i suoi sentimenti.

Non posseggo i mezzi culturali e scientifici per valutare il suo stato vegetativo dichiarato dai medici e né tanto meno desidero avventurarmi in una analisi del suo stato di diritto e né di quello che i suoi familiari reclamano con la richiesta di porre fine a questo dramma con il distacco del sondino gastrico e quindi con l’interruzione dell’alimentazione.

Questa è una vicenda che di giorno in giorno aumenta di drammaticità e l’autorizzazione del 9 luglio dello scorso anno da parte della Corte di appello di Milano a sospendere l’alimentazione non aiuta a dimensionare il generale sconforto e disaccordo a far terminare così questa sfortunata esistenza. Il solo pensiero che la poverina, privata dell’alimentazione e dei liquidi, possa soffrire per le due o tre settimane necessarie per giungere all’exitus, fa debordare l’animo di pena e preoccupazione. . . . . . come vorrei che l’Onnipotente si volgesse verso Eluana e le ridesse quel minimo di vitalità per consentirle una fine più umana.

Non sono convinto che la Legge, anche nella sua massima espressione, possa essere in grado di stabilire se è possibile attivare un protocollo per accompagnare la ragazza alla fine dei suoi giorni, come penso che nessun medico possa certificare lo stato di già “de cuius” vegetale o di fatto. . . . i suoi organi sono vivi e funzionano, solo la corteccia celebrale è stata diagnosticata necrotizzata.

Con questo voluto breve e semplice ragionamento non desidero avanzare critiche verso alcuno. . . . ma se Eluana terminasse la vita con il distacco del sondino alimentare. . . forse morirebbe anche una parte di me e della mia umana speranza, già messa a dura prova.

Auguri Eluana.

 

 

 

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